Strage mormoni Messico: arrestato un uomo con due ostaggi, le ultime

Pubblicato il 6 Novembre 2019 alle 17:30
Aggiornato il: 7 Novembre 2019 alle 22:57
Autore: Guglielmo Sano
Teschi messicani
Strage mormoni Messico: arrestato un uomo con due ostaggi, le ultime

Le autorità messicane hanno catturato una persona sospettata di aver partecipato all’omicidio di nove mormoni; al momento dell’arresto, l’uomo – sul quale non sono state diffuse ulteriori informazioni – era armato fino ai denti e aveva con sé anche due ostaggi.

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Strage mormoni Messico: la ricostruzione dell’accaduto

Stavano attraversando il confine tra gli stati messicani di Chihuahua e Sonora, in direzione aeroporto di Phoenix, Arizona, dove sarebbe atterrato un loro parente, le tre donne e i sei bambini mormoni barbaramente uccisi da un commando di narcotrafficanti. Il bilancio delle vittime dell’imboscata, svoltasi in pieno giorno tra l’altro, è impietoso: morti anche due gemelli di appena sei mesi insieme alla madre, altre due donne, due bambini di 11 e 6 anni e due bambine di 9 e 4 anni.

I killer hanno colpito prima l’auto di Maria Ronita LeBaron, rimasta bloccata per la foratura di una gomma, con raffiche di mitra: hanno ucciso lei e i suoi quattro figli, tra cui anche i due piccoli gemelli. Poi, dopo aver dato fuoco all’auto, si sono scagliati contro le altre donne e bambini che erano sopraggiunti per aiutare la donna che sapevano essere rimasta con una gomma a terra.

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Errore o c’è qualcosa di più?

Le vittime, che erano appartenenti allo stesso nucleo familiare e avevano la tutte doppia cittadinanza messicana e americana, vivevano in un piccolo insediamento dello Stato di Sonora fondato tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo da alcuni mormoni in fuga dallo Utah, lo stato mormone per eccellenza, per sfuggire alle persecuzioni a cui era soggetto chi professava la poligamia (tuttora di fatto in uso presso alcuni seguaci della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni anche se vietata dal 1890).

Forse non erano l’obiettivo dell’attacco, infatti, i veicoli sui quali viaggiavano potrebbero essere stati scambiati per quelli di un gruppo criminale rivale. D’altra parte, gli inquirenti non si sentono di escludere alcuna ipotesi: d’altro canto, la famiglia LeBaron e la comunità mormona (ma anche cattolica) gravitante intorno a essa, a quanto pare, è da molto tempo in prima linea contro la violenza dei cartelli.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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