Alvin Berisha in Italia: chi è il bambino portato in Siria dalla madre

Pubblicato il 8 Novembre 2019 alle 16:41 Autore: Guglielmo Sano

Alvin Berisha è arrivato oggi a Fiumicino: nel 2014 il bambino era stato portato con sé dalla madre che voleva entrar a far parte dell’Isis

Donne siriane
Alvin Berisha in Italia: chi è il bambino portato in Siria dalla madre

L’11enne albanese ma nato in Italia Alvin Berisha è arrivato oggi a Fiumicino: nel 2014 il bambino era stato portato con sé dalla madre che voleva diventare parte dell’Isis.

Alvin Berisha: rapito nel 2014 dalla madre

L’aereo Alitalia proveniente da Beirut, capitale del Libano, che trasportava Alvin Berisha è atterrato intorno alle 7 di oggi, venerdì 8 novembre 2019, all’aeroporto romano di Fiumicino. Il bambino era finito al centro di un caso internazionale dopo che la madre, Valbona Berisha di 35 anni, lo aveva rapito il 17 dicembre del 2014. Dopo il processo di radicalizzazione allo Stato Islamico, avvenuto via web, aveva in mente di unirsi agli jihadisti dell’Isis.

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Tuttavia, la donna sarebbe morta nel corso di un’esplosione, lasciando così da solo il bambino che poi è stato rintracciato da un’operazione coordinata tra autorità italiane e albanesi, Croce e Mezzaluna rossa, nel campo profughi di Al Hol, nel nord est della Siria. Alvin ha già riabbracciato il padre Afrim e le due sorelle più grandi. E tra non molto ritornerà a Barzago, comune del lecchese dove è nato e ha continuato a vivere la sua famiglia in questi anni tribolati.

Il primo “figlio dell’Isis” recuperato in Europa

È il primo caso in Europa, di un orfano dei teatri di guerra, restituito ai suoi affetti, alla sua casa. Un gioco di squadra straordinario: coltiviamo l’orgoglio italiano, quando vogliamo siamo capaci di tanto” ha detto il procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili, capo del pool antiterrorismo che nel 2015 aveva inquisito Valbona Berisha per il sequestro del figlioletto, in riferimento alla drammatica vicenda ora ormai conclusasi con un lieto fine. Sempre Nobili riferisce poi un dettaglio significativo per inquadrare l’atrocità di quanto accaduto ad Alvin: “da intercettazioni ricordo questo grido disperato di Alvin che diceva al padre: ‘qui non mi fanno andare a scuola, mamma si veste come una ninja’”.

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Trascinato via dagli affetti a soli 6 anni, probabilmente era destinato a diventare uno dei tanti bambini sottoposti a un vero e proprio lavaggio del cervello dall’Isis, in modo tra trasformare loro in fedelissimi soldati del Califfato: allo stesso Alvin era stato imposto di parlare solo arabo, infatti ha di fatto scordato l’italiano anche se continua a capirlo, e gli era stato cambiato il nome in Yusuf. Inoltre, anche se le sue condizioni di salute non destano particolari preoccupazioni, i sanitari hanno riscontrato danni non irreversibili all’orecchio e al tallone causati da vecchie ferite curate male.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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