Carta di credito: come fare il blocco del pagamento per gli acquisti

Pubblicato il 23 Novembre 2019 alle 17:00 Autore: Claudio Garau
Carta di credito come fare il blocco del pagamento per gli acquisti
Carta di credito: come fare il blocco del pagamento per gli acquisti

A tutti può capitare, anche alle persone più accorte, di commettere un errore o uno sbaglio o di essere vittima di una disattenzione, nelle procedure di pagamento con carta di credito. Ebbene, la legge vigente consente il blocco della carta di credito o delle sue funzionalità per gli acquisti, in alcune rilevanti circostanze. Vediamo allora di chiarire quando e come fare per tutelarsi nell’utilizzo della carta di credito.

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Carta di credito e blocco: in quali circostanze?

Svariate possono essere le circostanze in cui emerge l’utilità del blocco della carta di credito, magari per un pagamento per un importo superiore e non corrispondente a quello effettivo, oppure in caso di mancata consegna della merce ordinata online, o ancora nei casi di truffa o di utilizzo, da parte di terzi, della propria carta di credito, per effettuare acquisti.

A seconda delle specifiche circostanze, può risultare preferibile non il blocco del singolo pagamento, ma proprio della carta di credito, seguendo procedure standard, codificate presso ciascuna banca o società. Pertanto, sarà compito del privato consumatore rivolgersi al proprio istituto di credito, onde avere tutte le delucidazioni del caso e capire come la propria banca gestisce l’iter di blocco della carta di credito.

Carta di credito: come bloccare il pagamento?

Insomma, l’errore nel pagamento con carta ci può stare: pensiamo ai tanti acquisti incauti che possono essere fatti nei negozi (magari per la ressa per qualche promozione o svendita o la disattenzione del momento). Pertanto la legge consente di contattare la banca, attraverso un numero verde di telefono ad hoc, con cui sono gestiti gli eventuali reclami e segnalazioni dei clienti. Per via telefonica, è quindi possibile annullare la transazione economica, ma sarà necessario rendere noti all’addetto, gli estremi della propria carta di credito e del pagamento.

Ma non solo: l’istituto di credito vorrà anche sapere il luogo in cui è stato fatto l’acquisto, la data esatta ed il motivo. Il perché è piuttosto evidente: la banca ha tutto l’interesse a “vederci subito chiaro” e capire se il cliente fa una richiesta legittima e onesta, oppure se dietro c’è qualche atto truffaldino. Tuttavia, il cliente avrà diritto di domandare entro quanto il pagamento con carta sarà di fatto cancellato e quando, pertanto, la somma di denaro sarà restituita al correntista.

Oggigiorno – è ben noto – i rapporti tra banca e cliente si svolgono anche online, dal pc di casa. Pertanto è legittimo chiedersi se il blocco del pagamento con carta di credito, può avvenire anche via internet. La risposta varia a seconda della banca di cui si è clienti: alcune consentono anche questa possibilità, altre no. Le banche più moderne ed evolute, tuttavia, hanno – nel proprio sito web di servizi home-banking – un apposito spazio in cui gestire tutte le operazioni con carta.

Inserite le credenziali d’accesso, sarà possibile seguire l’iter di annullamento ed effettuare il blocco comodamente da casa, compilando il form apposito. Successivamente, sarà comunque opportuno verificare l’avvenuta cancellazione del pagamento, sempre su sito web della banca.

Carte di credito clonate: che fare?

Non rara l’eventualità per la quale un soggetto compie una clonazione della carta di credito e compie acquisti, di fatto, con i soldi dell’ignaro correntista. Come segnalato dalla Polizia di Stato in questo interessante articolo consultabile cliccando qui, sono svariati i modi per raggirare il titolare di una carta di credito.

In casi come questi, all’interessato non spetta altro che chiamare il numero verde della propria banca, per effettuare la richiesta di blocco immediato. Allo stesso tempo, è assai conveniente sporgere denuncia alle autorità, e spedire copia della stessa alla società emittente della carta di credito. Per questa via, sarà possibile impedire gli acquisti avvenuti dopo il blocco.

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Che fare in caso di pagamenti automatici come gli abbonamenti

Oggigiorno, gli abbonamenti a servizi di vario tipo come pay-tv o quelli forniti da alcuni siti web, sono molto diffusi. Può pertanto capitare che, nonostante il cliente abbia già deciso di interrompere l’abbonamento, questo tuttavia permanga e continui a produrre i suoi effetti, con il conseguente pagamento automatico di servizi non più desiderati. Ebbene, anche in questi casi, il consumatore può tutelarsi, ma secondo modalità differenti da quelle viste sopra.

Infatti, il blocco del pagamento con carta di credito è ammesso dalla legge, ma non rivolgendosi direttamente alla propria banca, bensì alla società con cui è stato, all’origine, stipulato il contratto di servizio; la banca, insomma, è in posizione “terza” e non può impedire il pagamento. Sarà necessario che l’utente del servizio domandi espressamente alla società fornitrice dell’abbonamento, il blocco del pagamento con carta di credito. Ciò attraverso una telefonata al servizio clienti di società come Sky o Vodafone, e la contestuale ferma richiesta di revoca di addebito sulla carta. Nel caso l’azienda rifiuti la richiesta, sarà possibile effettuare la disdetta non del pagamento, bensì della carta, con una formale richiesta di disattivazione presso la propria banca.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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