Reddito di cittadinanza: Meloni su abolizione “è sbagliato culturalmente”

Pubblicato il 22 Novembre 2019 alle 18:38 Autore: Giuseppe Spadaro
uomo che scrive

Reddito di cittadinanza: Meloni su abolizione “è sbagliato culturalmente”

Il Reddito di cittadinanza e Quota 100, salvo modifiche che dovranno passare dall’ok agli emendamenti alla manovra, dovrebbero restare tra le misure in vigore. Ricordiamo che RdC e Quota 100 hanno rappresentato i capisaldi del decreto n. 4/2019 approvato dal Governo Conte I nato dall’accordo tra Movimento 5 Stelle e Lega.

Emendamenti manovra: nel mirino Quota 100 e RdC

A distanza di mesi dall’introduzione delle due misure il governo in carica non è più lo stesso. Conte infatti guida da alcuni mesi un esecutivo di cui fanno parte, oltre al Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Liberi e Uguali e da poche settimana la neonata formazione politica dall’ex premier Matteo Renzi. Proprio gli esponenti di Italia Viva hanno presentato un emendamento per abolire Quota 100 ritenuta ingiusta e lesiva dei diritti dei giovani. Mentre contro il reddito di cittadinanza, vero e proprio cavallo di battaglia dei 5 Stelle, si scagliano da tempo le opposizioni: Lega e Fratelli d’Italia. E non solo.

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Reddito di cittadinanza, perché Giorgia Meloni è contraria

La leader Giorgia Meloni ha illustrato le ragioni politiche per cui è fortemente contraria all’impostazione della manovra presentata dal Governo giallo-rosso capitanato da Giuseppe Conte.

“Noi crediamo – ha detto Meloni – che questa manovra di bilancio sia una dichiarazione di guerra contro chi produce e chi lavora, non c’è niente che riguardi la crescita, niente che riguardi il tentativo di creare nuovi posti di lavoro e si vedono i risultati: l’Italia anche nel 2020 sarà fanalino di coda per crescita economica in Europa”.

Proprio presentando gli emendamenti alla manovra a firma di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il cui partito è dato dai sondaggi poco sotto il 10%, ha aggiunto: “È una manovra che crea deficit, che mette diverse nuove tasse, è una manovra fatta per vessare chi lavora e non ci sono investimenti. La proposta di Fratelli d’Italia è deficit al 3% per gli investimenti, allo 0% per la spesa corrente, per noi va bene fare deficit ma per gli investimenti, non per coprire la spesa corrente. Ci sono soldi spesi in deficit per pagare il reddito di cittadinanza e altre marchette elettorali”.

Meloni e Fratelli d’Italia sono per l’abolizione del Reddito di cittadinanza. “Nei nostri emendamenti ci sono proposte per utilizzare le risorse del reddito di cittadinanza per favorire la crescita dei posti di lavoro, incentivi all’occupazione o per aiutare i veri bisognosi. Siamo contrari anche al tetto dei contanti e all’obbligo dei pagamenti con la moneta elettronica, un regalo alle banche”.

Durante l’ultima puntata di Porta a Porta in cui è stata ospite Meloni ha affermato: “Bisogna aiutare chi è in difficoltà, ma il Reddito di Cittadinanza è culturalmente sbagliato. Uno Stato giusto non mette sullo stesso piano chi può lavorare e chi no. Fa assistenza verso minori, disabili e anziani e per gli altri si occupa di creare lavoro”. E ancora: “Non sono d’accordo con il Reddito di Cittadinanza perché così come è configurato non dà una mano a chi ha più bisogno e non aiuta a trovare lavoro. Il paradosso è che un 35enne che può lavorare prende 780 euro, mentre un disabile un’invalidità di 270 euro”.

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L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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