Pensioni ultime notizie: niente Quota 102, il contropiano dei sindacati

Pubblicato il 13 Gennaio 2020 alle 08:40
Aggiornato il: 14 Gennaio 2020 alle 09:57
Autore: Daniele Sforza

Pensioni ultime notizie, si parla di superare Quota 100, ma con cosa? Le proposte recenti sono Quota 102 e Quota 103, ma i sindacati non sono d’accordo.

Pensioni ultime notizie niente Quota 102
Pensioni ultime notizie: niente Quota 102, il contropiano dei sindacati

Sul fronte pensioni ultime notizie riportano le ipotesi al vaglio finalizzate al superamento di Quota 100: si attende con interesse il tavolo di confronto a cui siederanno governo e sindacati per ragionare assieme sulla riforma dell’intero sistema previdenziale. Sarà fondamentale trovare un modo per superare Quota 100, in scadenza il 31 dicembre 2021: le proposte più recenti raccontano di una Quota 102 (o 103), ma i sindacati non sono d’accordo e contro rilanciano.

Pensioni ultime notizie: Quota 102 dopo Quota 100?

Con Quota 102 si andrebbe in pensione a 64 anni di età (al posto degli attuali 62) e al contempo con 38 anni di contributi. Numeri che potrebbero aumentare se l’età anagrafica o quella contributiva risulta minore di 1 o 2 anni, anche se non è ancora chiaro se ci sarà un paletto minimo che bisogna rispettare, visto che per Quota 100 62 anni di età e 38 di contributi rappresentano il requisito minimo. Il metodo di calcolo sarà quello interamente contributivo, che si traduce in un assegno più povero per chi ha versato per diversi anni nel retributivo e si vedrebbe ricalcolato l’assegno totalmente con il contributivo. Anche per questo motivo i sindacati non sono d’accordo e rilanciano un nuovo piano.

Pensioni ultime notizie: post Quota 100, la proposta dei sindacati

Il segretario confederale Cgil Roberto Ghiselli, come riporta Repubblica, ha la sua idea: “Proponiamo di tornare allo spirito della riforma Dini che prevedeva un’uscita flessibile da 57 a 65 anni di età, ma solo per i contributivi puri che lavorano dal 1996”. L’idea è quella di applicare questa proposta anche ai misti, nonché “fissare i requisiti a 62 anni e 20 di contributi”, ovvero dare la possibilità di scegliere a chi lavora con 20 anni di contributi alle spalle di lasciare quando vuole da 62 anni in poi (o da 41 anni di contributi in poi). Non sarà prevista una mobilitazione come quella in Francia, ma una “mobilitazione permanente” sì se le cose non dovessero cambiare.

Sulla stessa linea anche gli altri sindacati, con il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga che però punta l’attenzione sul tavolo di confronto tra governo e parti sindacali, come promesso anche recentemente dal ministro del Lavoro Catalfo. “Dai rappresentanti della maggioranza di governo ci aspettiamo serietà e dovrà essere evitato di prefigurare possibili soluzioni penalizzanti per i lavoratori”, con l’obiettivo invece di valorizzare “il confronto con le organizzazioni sindacali”, ha concluso.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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