Senato: maggioranza Pd-M5S fa quadrato su Conte

Pubblicato il 1 Maggio 2020 alle 06:25
Aggiornato il: 2 Maggio 2020 alle 23:33
Autore: Eugenio Galioto

Senato: LeU rilancia l’idea di un reddito universale e critica Confindustria; M5S difende Conte sulla battaglia in Europa; PD per una riapertura graduale

Giuseppe Conte
Senato: maggioranza Pd e M5S fa quadrato su Conte

Agli attacchi delle opposizioni e di Renzi al Premier Conte in Senato, la maggioranza Pd, M5S e Leu ha risposto compatta a difesa dell’operato del governo.

L’ex pentastellata, ora nel gruppo misto-Liberi e Uguali, Paola Nugnes è intervenuta richiamando l’attenzione sulle responsabilità di Confindustria per il pressing esercitato sul governo affinché le attività riaprano al più presto . Secondo la Nugnes, il rischio maggiore di un nuovo innalzamento della curva dei contagi è rappresentato proprio dall’urgenza degli industriali italiani di far tornare al lavoro i propri operai. “I Paesi che hanno riaperto, prima di aver arrestato la diffusione del coronavirus – ha ammonito la senatrice di Leu – sono quelle che oggi registrano nuovamente contagi in aumento“. “È ora di mettercelo bene in testa – ha sottolineato la Nugnes dai banchi del Senato – per la ripresa, il concetto liberista dell’economia a cascata non ha funzionato in passato e non funzionerà in futuro!”.

La senatrice non ha però mancato di criticare l’operato del governo, soprattutto per quanto riguarda il comportamento delle forze dell’ordine, nei giorni scorsi intenti a reprimere parenti dei detenuti e operai che protestavano per la tutela e la salvaguardia della salute propria e dei propri cari: “bisogna controllare e non reprimere, altrimenti è Stato di polizia“.

Dai banchi del senato la proposta di un reddito universale

Anche il suo compagno di partito, Francesco Laforgia di Liberi e Uguali ha voluto sottolineare di fronte ai suoi colleghi in Senato, come in alcune regioni, quali la Lombardia, la gestione della crisi sia risultata “disastrosa”. Il problema, secondo La Forgia, sarebbe da imputare alla “babele istituzionale” che si è venuta a creare tra governatori, governo e sindaci sceriffi”, in assenza di scelte politiche unitarie e “centralistiche”. “La ricostruzione – ha aggiunto – non ha un’accezione neutrale, ma dipende da scelte“. Il problema principale, secondo il senatore di Mdp-Art.1, è rappresentato da “un Sistema sanitario nazionale spezzettato in mille sotto-insiemi, privi di coordinamento“. Sicché, sempre secondo La Forgia, occorrerebbe “revisionare il progetto di autonomia differenziata che ha a che fare con un regionalismo che rischia di aumentare il divario tra nord e sud”.

Infine, il senatore ha voluto ribadire la centralità del parlamento, non mancando però di lanciare una stoccata a Matteo Renzi che lo ha preceduto nell’intervento in Senato: “attenzione che l’invito a rispettare la Costituzione non venga proprio da coloro che hanno cercato in questi anni di cancellarle con un tratto di penna o da chi (riferendosi a Salvini, ndr) ha reclamato pieni poteri. Che non siano loro a fare la morale sul rispetto della Costituzione“.

Laforgia ha poi voluto sottolineare l‘urgenza di interventi economici da parte dello Stato per risolvere la questione sociale generata dalla crisi, ribadendo come “questa volta non saranno i lavoratori e i più deboli a pagare questa crisi” (riferendosi alla crisi del mutui subprime e del debito sovrano). “Ci sono forze – ha ammonito – che immaginano già dei passi indietro. Io voglio dirlo apertamente: nessun baratto dei diritti per la crescita. Al primo posto il reddito, la dignità delle persone e i diritti dei lavoratori”.

Infine, dai banchi del gruppo misto del Senato, Laforgia ha rilanciato l’idea del reddito di base universale – programma in questi mesi discusso da molti, a cominciare da Grillo, dal presidente Inps Pasquale Tridico, fino al Bin Italia.

“gradualità delle riaperture e attenzione ai più fragili”: l’appello del PD

A parlare di “convivenza con il virus”, dopo l’intervento di Renzi, è stato il senatore del Pd Stefano Collina che ha però sottolineato come la ripresa debba avvenire gradualmente: “gradualità delle aperture delle attività non vuol dire totalità”.

Secondo il senatore Dem i “Protocolli di sicurezza dovranno accompagnare la ripresa necessaria“, in quanto è necessario “mettere in campo azioni per fronteggiare l’emergenza” con particolare attenzioni “ai più fragili, agli anziani”.

Ciò si dovrebbe realizzare “a partire da un potenziamento del modello sanitario sul territorio, con la necessaria integrazione tra le regioni, e dei Covid Hospital, per i quali – ha ricordato Collina – si attende nel Dl Aprile un corposo investimento”. Sarebbero necessari, inoltre, “test mirati per affrontare la ripresa”, perché “c’è una fase 2 sanitaria, una fase 2 economica, ma anche nelle decisioni parlamentari“.

Parole, queste di Collina, ribadite anche dal compagno di partito Dario Stefano che è intervenuto in Senato poco dopo, parlando di responsabilità delle istituzioni, per poter “ripartire in sicurezza”.

“Con Conte mai più inerzia a Bruxelles”: M5S attorno al Premier

A difendere il Premier Conte in Senato è intervenuta la senatrice pentastellata Alessandra Maiorino che ha rivolto una vera e propria J’accuse contro le opposizioni. “Ricordiamo le immagini che hanno scioccato tutti noi – ha esordito nel suo intervento ricco di pathos – quelle dei camion militari che trasportavano defunti fuori da Bergamo. Abbiamo il controllo su questi eventi?” – ha chiesto retoricamente la senatrice dei 5 Stelle. Poi, rivolgendosi a Renzi e alle opposizioni, ha tuonato: “c’è qualcuno oggi che sembra aver dimenticato le immagini di Bergamo e che pretende che tutto torni esattamente come prima”.

La senatrice pentastellata ha poi proseguito, ribaltando un luogo comune: “si è parlato di modello italiano. Perché Germania, Francia, Spagna imitano il modello italiano? Forse non c’è altro modo di reagire a questo virus?”

“Quando noi l’abbiamo visto in Cina,- ha voluto sottolineare con una riflessione la Maiorino ai suoi colleghi in Senato – abbiamo pensato che la risposta cinese non ci riguardasse, perché appartenesse ad un altro mondo, e che se il virus fosse arrivato qui da noi, avremmo reagito diversamente. L’esempio più paradigmatico è stato il Regno Unito di Boris Johnson: volevano testare l’immunità di gregge, ma sono stati costretti a tornare sui loro passi, perché la verità è semplicemente che un altro modo per sconfiggere il virus non c’è!” – ha chiosato la senatrice in modo risoluto. Dopodiché ha proseguito la sua riflessione a difesa dell’operato del governo sulla fase 2: ” responsabilità, prudenza sono i principi che l’azione del governo ha fatto propri, in collaborazione con la scienza. Abbiamo scelto di affidarci alla scienza, perché non sappiamo ancora come comportarci nei confronti di questo virus! Eppure siamo stati accusati di essere pavidi e nasconderci dietro le scelte dei comitati scientifici”. “L’accusa – ha ribadito dai banchi del Senato contro le opposizioni di Salvini e Meloni – viene da chi ci accusava ad agosto di sciamanesimo, oggi invece che ci affidiamo alla scienza non va più bene”.

Ha poi ammonito a chi vorrebbe riaprire tutto e subito: “Chi frettolosamente ha cercato di riaprire, sta precipitosamente facendo marcia indietro (il riferimento è a Francia e Germania, ndr)”.

Infine, la senatrice ha affrontato i nodi economici e la difesa dei nostri interessi in sede europea, rivolgendosi direttamente al Premier Conte: “le misure economiche lei le ha ampiamente illustrate e non mi ci soffermerò: lo stanziamento di 15  miliardi a fondo perduto per le imprese, i 25 miliardi per il sostegno al lavoro e al reddito, i 12 miliardi per le Regioni e gli enti locali, le tante domande all’Inps per la Cassa Integrazione… ora però la palla passa all’Europa. Io non posso che ringraziarla per aver dato dignità al nostro paese a Bruxelles. Per anni, il parlamento europeo è stato il cimitero degli elefanti. L’inerzia dell’italia a Bruxelles è stata funzionale a chi poi ha parlato di Europa matrigna e cattiva” ha chiosato riferendosi a Lega e FdI. Poi ha aggiunto: ” Conte ha ottenuto vittorie con la forza delle argomentazioni e con una capacità diplomatica che il nostro Paese non conosceva da decenni: il piano Sure e il Recovery Fund introducono delle novità inimmaginabili prima d’ora. L’hanno accusato (riferendosi a Conte, ndr) di decisionismo e di non decidere, di parlare troppo e troppo poco, di incostituzionalità da parte di chi viene da pensare che la Costituzione non l’abbia mai letta”.

“L’Italia – ha concluso Alessandra Maiorino dai banchi del Senato – ha avuto la sfortuna non solo di vivere la crisi pandemica più grande d’Europa, ma anche quella di avere avuto l’opposizione più irresponsabile che ha avuto persino la faccia tosta di attestarsi il merito dello scostamento del Def. È una fake news! Avanti così, Presidente!”.

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L'autore: Eugenio Galioto

Sociologo, un passato da ricercatore sociale e un presente da analista politico. Scrivo principalmente di economia e politica interna. Amo il jazz, ma considero l'improvvisazione qualcosa che solo i virtuosi possono permettersi.
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