Polizia cinofila: mansioni, cosa fa e come si entra. La guida rapida

Pubblicato il 20 Ottobre 2020 alle 05:55 Autore: Claudio Garau

Polizia cinofila: come si accede a tale reparto speciale delle forze dell’ordine? Con quale tipo di iter ? Ecco i requisiti ed i compiti di tale reparto

Polizia cinofila mansioni, cosa fa e come si entra. La guida rapida
Polizia cinofila: mansioni, cosa fa e come si entra. La guida rapida

La polizia cinofila spesso viene citata nelle notizie di cronaca che riguardano operazioni anti-droga, mediante l’utilizzo di cani specificamente addestrati al compito di individuare spacciatori e trafficanti. Ecco allora che di seguito vogliamo porre attenzione proprio sulla polizia cinofila, non un vero e proprio corpo delle forze dell’ordine, bensì una specifica “divisione speciale” all’interno delle forze dell’ordine stesse. Vediamo dunque quali sono i compiti di coloro che fanno parte di tale reparto e quali sono i requisiti per entrarvi.

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Polizia cinofila: di che si tratta in concreto? in quali casi viene utilizzata?

Come appena detto, le unità cinofile non sono un corpo delle forze dell’ordine a se stante, bensì sono dei reparti che trovano spazio all’interno di forze dell’ordine già costituite (Polizia, ma anche Guardia di Finanza o Carabinieri). Tali unità sono uno strumento in più per rintracciare possibili reati e possibili colpevoli, ed alcune volte – come non di rado segnalato nelle notizie di cronaca – si rivelano decisive per scovare droga e sostanze stupefacenti, altrimenti introvabili o rintracciabili con estrema difficoltà.

Sono 4 i principali settori di impiego della polizia cinofila:

  • attività di ordine pubblico e vigilanza;
  • antidroga;
  • antiesplosivo;
  • attività di ricerca e soccorso in superficie o sotto macerie.

È intuibile che la polizia cinofila si occupa di fornire servizi ad alto tasso di addestramento iniziale, rivolto sia al cane e che al conduttore e membro delle forze dell’ordine. Soltanto quando i due sono così affiatati da fare “squadra”, sono allora pronti per essere designati ad occuparsi di operazioni sul territorio. Svariate le situazioni pratiche in cui può essere assai utile il contributo della polizia cinofila: ad esempio, ispezionare boschi oppure luoghi impervi o casolari, seguire le tracce di delinquenti, o inseguirli fino a bloccarli, ma anche si rivelano efficaci negli interventi straordinari in caso di calamità naturali.

Come farne parte? I requisiti

Essenziale precisazione da farsi è che per entrare in questi reparti specializzati di polizia, non occorre superare un comune concorso pubblico, come invece per carabinieri o poliziotti. È necessario infatti avere già conseguito la qualifica di poliziotti, ovvero per diventare membro della polizia cinofila serve superare due diversi concorsi: quello per poliziotti e successivamente il concorso interno, previsto appunto per chi vuole partecipare a specifiche operazioni con l’ausilio del cane addestrato. Oltre a dover ottenere una valutazione positiva nelle prove previste dal bando di concorso interno, ed in cui si deve anche dimostrare una certa abilità nelle relazioni con l’animale, è necessario il possesso di tutta una serie di requisiti, come – ad esempio – la disponibilità a lavorare nel reparto di polizia cinofila per almeno 7 anni, il non aver compiuto i 38 anni di età, l’essere in condizioni fisiche ed atletiche idonee e certificate l’avere prestato servizio come poliziotto per almeno due anni dalla data di nomina in ruolo.

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Sono soprattutto le prove fisiche ad essere decisive per la loro intensità, ma dopo di esse il percorso per far parte del reparto cinofili non termina, essendo prevista – per i vincitori del concorso interno – la frequenza ad un corso di specializzazione sull’utilizzo del cane nelle varie attività attinenti l’ordine pubblico, la sorveglianza, la lotta allo spaccio di droga e non solo. Superato tutto l’iter, i poliziotti abilitati ovvero i conduttori cinofili sono di seguito dislocati sul territorio in base alle esigenze del corpo di polizia.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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