Pensioni ultima ora: cosa potrà cambiare in Italia nei prossimi anni

Pubblicato il 22 Luglio 2020 alle 19:12 Autore: Giuseppe Spadaro

Pensioni ultima ora: l’intesa europea sul Recovery Fund potrebbe determinare una stretta circa la necessità di contenere il debito pubblico.

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Pensioni ultima ora: cosa potrà cambiare in Italia nei prossimi anni

Pensioni ultima ora: cosa chiede l’Ue all’Italia nei prossimi anni

L’accordo sul Recovery Fund potrebbe avere in futuro conseguenze sulle prospettive previdenziali del nostro Paese. O almeno questo è il timore di chi immagina eventuali misure da adottare per recuperare risorse ed allineare la programmazione pensionistica italiana alla necessità di rispondere a quanto l’Europa potrebbe nei prossimi anni chiedere all’Italia.

Pensioni ultima ora, da Quota 100 a Quota 102?

La novità pensionistica più significativa è stata, dal 2019 ad oggi, Quota 100: una misura che dà la possibilità a chi ha 62 anni di età e 38 anni di contributi versati di andare in pensione con alcuni anni di anticipo rispetto a quanto previsto con la cosiddetta riforma Fornero.

Nel frattempo la necessità di contenere il debito pubblico potrebbe determinare – secondo voci tutte da verificare – una modifica col passaggio da Quota 100 a Quota 102. Ovvero la possibilità che l’accesso alla pensione sia determinato dalla combinazione dei due fattori: 64 anni di età e 38 anni di contributi.

Quota 100 e reddito di cittadinanza

Un’altra indiscrezione che circola nelle ultime oltre prevede l’ipotesi di un accesso all’età pensionistica fissata a 64 anni, senza il vincolo di un requisito collegato agli anni di contribuzione e con calcolo dell’assegno contributivo. Tutto ciò potrebbe non bastare per mantenere sotto il livello di guardia ed in linea con le richieste dell’Europa il debito pubblico e a quel punto l’attenzione si concentrerebbe su un altro punto chiave delle azioni di governo degli ultimi anni: il reddito di cittadinanza.

Ricordiamo che Quota 100 e Reddito di cittadinanza, approvati col decreto 4/2019, sono stati i cavalli di battaglia del governo Conte I sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega. Sarà in ogni caso politicamente difficile, per qualsiasi forza politica, rinunciare o depotenziare azioni promosse con grande clamore. Per giunta visto che si tratta di azioni nate dalla volontà di aumentare la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e – nel caso del RdC – dare man forte alla necessità di contrastare la povertà. Ci sono poi altri aspetti come il tema dell’occupazione e del gettito fiscale. Le conseguenze del coronavirus sul piano economico devono ancora mostrarsi in tutta la loro complessità. E certamente sarà difficile per qualsiasi Governo contenere la spesa pubblica e allo stesso tempo rafforzare l’economia nazionale.

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L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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