Pensioni ultima ora: assegni sotto attacco, parla Marco Rizzo

Pubblicato il 27 Luglio 2020 alle 19:46 Autore: Giuseppe Spadaro

Pensioni ultima ora: secondo Marzo Rizzo, segretario del PCI, l’intesa sul recovery fund determinerà conseguenze in materia previdenziale.

Tre monete in euro su sfondo nero
Pensioni ultima ora: assegni sotto attacco, parla Marco Rizzo

La fase per raggiungere l’intesa sul Recovery Fund è stata lunga e complessa. Per il Governo Conte e per il presidente del Consiglio in carica Giuseppe Conte si tratta del miglior accordo possibile ma c’è chi avanza dubbi e perplessità su quelli che saranno gli effettivi benefici per il nostro Paese.

Pensioni ultima ora, Europa critica su Quota 100

Uno dei temi che più spessi vengono tirati in ballo nella discussione è quello legato alla materia pensionistica. Le ultime mosse italiane sulla materia, come Quota 100, non sono piaciute all’Europa che infatti ha apertamente criticato tali scelte. Il rischio secondo chi critica l’intesa sul Recovery Fund è che a breve le istituzioni europee possano chiedere all’Italia di rivedere le decisioni in tema previdenziale e determinare un allungamento dei termini per andare in pensione. Al momento, e sino alla validità di Quota 100 fissata al 31 dicembre 2021, possono andare in pensione i lavoratori con i due requisiti base: 62 anni di età e 38 anni di contributi versati.

Le parole di Marco Rizzo

Pensioni ultima ora – Molto critica la posizione di Marco Rizzo che anche tramite Twitter ha chiarito il suo pensiero: “La trappola della finta trattativa sui recovery fund imporrà al nostro Paese condizionalità che saranno pagate con attacco a pensioni, prima casa, sanità pubblica e piccolo risparmio. Ricordatevi nomi e facce dei traditori che ci consegneranno alla Troika e alle multinazionali”.

In un altro recente tweet di Rizzo ha affermato “Vedrete. Tra le tante condizionalità con cui l’Unione Europea vorrà strangolarci ci sarà l’ELIMINAZIONE del CONTANTE. Così le banche e le multinazionali sapranno dove e come spendiamo il denaro derivato dal poco lavoro che ci resterà. Così anche il controllo sarà totale”. E ancora: “Aiuti (?) dalla UE. Non ascoltate le grancasse di regime. Basta saper leggere: «La Commissione deciderà entro due mesi se promuoverlo in base alle raccomandazioni Ue 2019-2020: per l’Italia riforme di pensioni, lavoro, giustizia, pubblica amministrazione, istruzione e sanità».”

In una intervista pubblicata da Termometro Politico pubblicata lo scorso 4 maggio il segretario del Partito Comunista aveva criticato la gestione sanitaria. Con queste parole: “La stessa gestione sanitaria è stata affrontata attraverso misure farraginose, basate sulle strutture sanitarie, come lo spreco della realizzazione della megastruttura fatta alla Fiera di Milano, senza che però venissero approntati le forze mediche e paramediche indispensabili a far andare avanti qualunque reparto. E poi mancano i tamponi e i dispositivi di protezione individuale. Parlando con qualunque medico, ci si rende conto che il principale presidio sanitario è il medico di famiglia, tentacolo finale della rete della sanità pubblica. Ma è comprensibile: sulle grandi strutture c’è tanto da speculare per i privati, sugli stipendi di medici e infermieri non guadagna nessuno. Invece in questi decenni destra e falsa “sinistra” si sono affannati ad attaccare la sanità pubblica. Ora piangono lacrime di coccodrillo. Ma gli italiani se lo ricorderanno!”

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L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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