Detrazioni fiscali box auto 2020: importo, a chi spettano e come prenderle

Pubblicato il 11 Agosto 2020 alle 08:30 Autore: Daniele Sforza

Detrazioni fiscali per il box auto: ecco l’importo previsto, i beneficiari e i requisiti richiesti e come ottenere le agevolazioni.

Detrazioni fiscali box auto 2020
Detrazioni fiscali box auto 2020: importo, a chi spettano e come prenderle

Nel bonus ristrutturazioni sono previste detrazioni fiscali anche per il box auto: lo prevede il Decreto Rilancio. Ma in cosa consiste questa nuova agevolazione, qual è la percentuale della detrazione e quale la massima soglia di spesa? Inoltre specificheremo anche la tipologia di interventi ammessi che danno diritto alla detrazione fiscale.

Detrazioni fiscali box auto: percentuale, tetto importo massimo e tipo di interventi ammessi

Iniziamo subito con il dire che la detrazione fiscale per il box auto e che rientra nel più ampio piano di incentivo fiscale per la ristrutturazione delle abitazione equivale a uno sconto fiscale del 50% su un tetto massimo di spesa di 96 mila euro. Gli interventi riguardano in particolare la realizzazione di posti auto e autorimesse. Le spese che rientrano nell’agevolazione fiscale, infatti, risultano le seguenti:

  • Costi sostenuti per la realizzazione degli interventi;
  • Spese per prestazioni professionali richieste dalla tipologia di intervento;
  • Iva, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, per le autorizzazioni e per le denunce di inizio lavori;
  • Oneri di urbanizzazione;
  • Tassa di occupazione del suolo pubblico (se richiesta).

Come per gli altri bonus, anche questa tipologia di detrazione viene ripartita in dieci rate annuali, tutte di pari importo.

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La documentazione

Sempre come avviene per gli altri bonus bisognerà presentare apposita documentazione che attesta le spese sostenute, che dovranno essere effettuate tramite bonifico parlante. Il documento dovrà riportare la causale del versamento con riferimento alla Legge, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, nonché il numero di partita Iva o il codice fiscale della persona a cui è destinato il bonifico.

In caso di pagamento non effettuato tramite bonifico, è necessario che nell’atto notarile siano indicate le somme ricevute dall’impresa che ha ceduto il box pertinenziale e che il contribuente ottenga dal venditore una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che certifichi che i corrispettivi a lui accreditati sono inclusi nella contabilità d’impresa. A proposito di box pertinenziale, oltre alla ricevuta del pagamento, è necessario presentare anche la concessione edilizia dove sia presente il vincolo di pertinenzialità con l’abitazione.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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