Pagamento Imu: si avvicina la prima scadenza. Ecco la data

Pubblicato il 14 Giugno 2023 alle 18:42
Aggiornato il: 20 Giugno 2023 alle 12:14
Autore: Guglielmo Sano
Pagamento Imu: si avvicina la prima scadenza. Ecco la data

Pagamento Imu: si avvicina la prima scadenza. Ecco la data

Pagamento Imu: ormai prossima la scadenza per il versamento della prima rata relativa all’imposta municipale propria. Tra sei mesi il versamento della prossima. Chi è tenuto a pagare il balzello? In che modalità si può effettuare il saldo? Una panoramica sulle date da tenere a mente.

Pagamento Imu: si avvicina la prima scadenza. Ecco la data

Pagamento Imu: ormai prossima la prima scadenza per il versamento dell’Imposta Municipale Unica. Il balzello introdotto nel 2012, in sostituzione dell’Ici, si paga ogni anno in due tranche: la prima cade il 16 giugno – viene determinata sulla base della delibera di approvazione delle aliquote pubblicata sul sito del MEF a fine ottobre (in caso di mancata approvazione si andrà a pagare in base alle aliquote dell’anno precedente) – la seconda il 18 dicembre, quando si va a versare l’importo dovuto per l’intero anno. D’altra parte, già con la rata del 16 giugno è possibile pagare l’Imu dovuta per l’intero anno di riferimento. Il versamento è da effettuare attraverso F24 o apposito bollettino messo a disposizione da Poste Italiane.  

Chi deve versare l’imposta e come si calcola

Pagamento Imu: l’imposta municipale unica è una tassa sulla proprietà di fabbricati escludendo però le abitazioni principali, a meno che si tratti di immobili considerati fiscalmente “di lusso”, di aree fabbricabili e terreni agricoli. Tenuto a pagare il proprietario o il titolare di qualunque altro diritto reale (uso, usufrutto, abitazione e così via). Come si calcola l’imposta? L’Imu segue l’anno solare in proporzione alla quota di mesi dell’anno in cui si è determinato il possesso. Per esempio, se il possesso ha superato metà mese, quest’ultimo si conta per intero.

Detto ciò, l’importo si calcola attraverso l’applicazione di un’aliquota variabile – a partire da  quella “standard” riportata sul sito del MEF ogni fine ottobre – alla base imponibile costituita dal valore del bene (valore che si forma a partire dalla rendita catastale rivalutata del 5% oltre che su altri indicatori a seconda del tipo di bene, per esempio, zona territoriale, indice di edificabilità, oneri per lavori di adattamento etc…).

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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