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pubblicato: giovedì, 10 ottobre, 2013

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Libia, premier Zeidan rapito e poi liberato

Libia, premier Zeidan rapito e poi liberato

(10/10/2013) Giorno decisamente concitato per la Libia, forse il più delicato dalla fine di Gheddafi. Il primo ministro della Libia Ali Zeidan è stato rapito stamani all’alba da un gruppo armato e portato in un luogo sconosciuto. Poco prima delle ore 11 e 30, però, la tv di stato Libica ha dato la notizia del suo rilascio.

“Il capo del governo di transizione, Ali Zeidan, è stato portato in una destinazione sconosciuta per ragioni sconosciute da un gruppo” di uomini che si ritiene siano ex ribelli, aveva dichiarato al mattino il governo in una breve dichiarazione sul suo sito internet, come riferito da Al Jazeera.

Zeidan era stato preso da armati dal Corinthia Hotel nella capitale, dove risiede. Una guardia dell’albergo ha descritto l’episodio come un “arresto”.

Una foto del premier libico Ali Zeidan al momento dell’arresto era stata diffusa dai rapitori e riportata da Al Arabiya. La foto mostra il premier con una camicia marrone semiaperta e un’espressione accigliata, tenuto sotto braccio da due persone in borghese.

in libia rapito primo ministro zeidan foto rapimento

L’evento è arrivato cinque giorni dopo la cattura a Tripoli di Abou Anas al-Libi, considerato il capo di al-Qaeda, da parte di un commando americano.

Il governo “sospetta” due gruppi di ex ribelli, la “Camera dei rivoluzionari di Libia” e la “Brigata di lotta contro il crimine”, che dipendono in teoria dal ministero della Difesa e e dell’Interno, di essere dietro il rapimento del premier Ali Zeidan. Il consiglio dei ministri ha tenuto una riunione d’urgenza. “Il governo e il Congresso generale nazionale (il parlamento, n.d.r) affronteranno questa situazione”, aggiunge la nota, che “invita i cittadini alla calma” si era detto nelle prime ore del mattino.

Una fonte del nucleo di ‘lotta contro il crimine’ ha detto che Zeidan è stato arrestato perché su di lui pesano due accuse, quella di minacciare la sicurezza dello Stato e quella di corruzione. L’azione era stata poi rivendicata dalla Camera dei rivoluzionari libici, che avevano spiegato che su Zeidan era stato aperto un fascicolo a giugno per ”crimini e offese contro lo Stato” e ”crimini e offese contro la sicurezza dello Stato”.

Poco prima delle 11 e 25, però, su Twitter è apparsa la notizia del rilascio di Ali Zeidan, pronto a raggiungere il suo ufficio a Tripoli: a scriverlo, il leader dei Comitati supremi di sicurezza Hashim Bishr, il capo dunque della milizia privata legata al ministero degli Interni che con i suoi 161mila uomini controlla le strade della capitale libica.

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