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pubblicato: martedì, 21 gennaio, 2014

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Giustizia, Cancellieri “Indulto sarebbe risposta per l’Europa”

Cancellieri Indulto sarebbe risposta per l Europa

Giustizia, Cancellieri “Indulto sarebbe risposta per l’Europa”

Comunicazione alla Camera del ministro Annamaria Cancellieri. Nel corso dell’annuale relazione sull’amministrazione della Giustizia, il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri alla Camera  ha riferito che “il funzionamento del sistema giudiziario” continua a essere “in sofferenza pur a seguito dei numerosi interventi introdotti negli ultimi anni.. E’ sotto gli occhi di tutti l’eccessivo carico di lavoro che affligge gli uffici giudiziari. Alla data del 30 giugno 2013 si contano 5.257.693 di processi pendenti in campo civile e quasi 3 milioni e mezzo in quello penale“.

Parlando di amnistia e indulto, il ministro ha evidenziato che “al Parlamento resta la responsabilità di scegliere se ricorrere a quegli strumenti straordinari evocati dal Presidente della Repubblica e che certamente ci consentirebbero di rispondere in tempi certi e celeri alle sollecitazioni del Consiglio d’Europa”.

 Cancellieri Indulto sarebbe risposta per l Europa

Secondo il ministro Cancellieri “siamo in presenza di un fenomeno imponente di dilatazione, in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi, del lavoro giudiziario provocato non solo da un aumento della litigiosità nel campo civile o della attività criminale in campo penale”, ma anche dalle “trasformazioni della società”. Con la riforma della geografia giudiziaria “non solo sono state eliminate le strutture di modeste dimensioni, dove in alcuni casi era evidente la sproporzione tra il numero di persone addette all’ufficio ed il basso carico di lavoro, ma è stata anche alleggerita la pressione sugli uffici metropolitani di maggiori dimensioni, come Milano, Torino e Napoli. Le inefficienze della giustizia hanno pesanti ricadute anche sul debito pubblico. I ricorsi per il riconoscimento della responsabilità dello Stato per i ritardi in materia giudiziaria, regolati dalla legge Pinto, costituiscono larga parte del contenzioso seguito dal Ministero. Numero ed entità delle condanne rappresentano annualmente ancora una voce importante del passivo del bilancio della Giustizia, la cui eliminazione va posta come prioritario obiettivo”.

Redazione

 

 

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