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pubblicato: sabato, 15 febbraio, 2014

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INTERVISTA Paolo Vitelli (Scelta Civica) “Diamo una chance a Renzi”

INTERVISTA Paolo Vitelli (Scelta Civica) "Diamo una chance a Renzi"

INTERVISTA Paolo Vitelli (Scelta Civica) “Diamo una chance a Renzi”

Parolo Vitelli è deputato di Scelta Civica. Del partito fondato dall’ex premier Mario Monti, Paolo Vitelli è componente della direzione nazionale con la responsabilità alle Attività Produttive e Sviluppo. 

D. Partiamo dall’attualità: come giudica il cambio alla guida del Governo tra Letta e Renzi?

R. Positivo nella sostanza, non nella forma: nella sostanza perché il governo Letta ha fatto molto poco, soprattutto per la ripresa economica. Anche il programma presentato giovedì sera era privo di riferimenti sui tempi e modi di attuazione. Negativo nella forma perché il cambio alla guida del governo è avvenuto attraverso una decisione adottata all’interno del PD, con un procedimento inusuale: Renzi arriva a Palazzo Chigi non passando per le urne, magari subito dopo l’approvazione di una nuova legge elettorale, come da lui promesso nelle primarie.

D. A proposito di Renzi: cosa pensa del Job Acts presentato dal segretario del Pd sul tema del lavoro? 

R. Per ora il Job Acts è una serie di titoli piuttosto che un piano articolato e dettagliato. Nelle sue linee generali è condivisibile soprattutto nella parte che riprende la riforma Ichino e cioè l’adozione di un codice del lavoro semplificato e comprensibile all’estero, e il contratto di inserimento a tutele progressive. Per dare una valutazione esaustiva occorrerà tuttavia conoscere il piano nel dettaglio per capire ,ad esempio, se la proposta di estendere gli ammortizzatori sociali con un “assegno universale” per chi perde il posto di lavoro che copra anche chi oggi non ne avrebbe diritto, sia poi realizzabile date le limitate risorse a disposizione.

D. In tema di sviluppo e crescita delle imprese tra le proposte da lei elaborate ci sono quelle sui voucher, sull’utilizzo dei cassaintegrati per lavori socialmente utili ed il taglio dell’Irap. Quale di queste sue proposte ritiene che il Governo Renzi possa rilanciare per prima? E perchè?

R. Ritengo che il taglio dell’irap, attuato attraverso le risorse recuperate dall’eliminazione di quei contributi alle imprese che si sono rivelati improduttivi, sarebbe la cosa più urgente da attuare. Occorre dar fiato alle aziende e questa manovra può significare una crescita del PIL dell’1% . Nel contempo, in attesa di una vera riforma del lavoro, che comunque richiederà parecchi mesi, penso che  l’ampliamento e la semplificazione della attuale normativa sui buoni lavoro può rappresentare un’ottima occasione di accesso al lavoro per milioni di giovani. Il sistema dei buoni lavoro per gli impieghi accessori o occasionali non prevede complesse pratiche burocratiche, ha un basso cuneo fiscale, ben si adatta a quella flessibilità richiesta da settori quali il commercio e il turismo, senza contare che rappresenta un modo concreto di combattere il lavoro nero.

INTERVISTA Paolo Vitelli (Scelta Civica) "Diamo una chance a Renzi"

D. Lei ha presentato con Renato Balduzzi una proposta sulla riforma della legge elettorale. Cosa pensa dell’Italicum, riforma frutto dell’intesa tra Renzi e Berlusconi?

R. L’Italicum risponde in generale agli obiettivi già da me e Balduzzi individuati come prioritari nella nostra proposta di  riforma del sistema elettorale: rappresentanza e governabilità. Sul primo punto, avrei preferito i collegi uninominali: ritengo, tuttavia, che i collegi di dimensioni limitate, con liste di pochi candidati, possa esser un ragionevole compromesso. Sul secondo punto, penso che il doppio turno di coalizione sia una buona soluzione per garantire una chiara maggioranza di governo all’indomani delle elezioni. Ritengo, tuttavia,  che la soglia del 37% di voti per ottenere il premio di maggioranza sia una soglia ancora troppo bassa.

D. Nel corso di un convegno organizzato recentemente da Scelta Civica a Torino ha affermato ‘devo confessarvi che interagire con la politica è più difficile di quanto pensassi’ parlando di una ‘sorta di impenetrabilità della politica per chi non si è formato al suo interno’. Ci dica invece cosa ha imparato dalla politica?

D. In positivo, la politica ha temprato la mia ostinazione nel voler realizzare degli obiettivi in un contesto caratterizzato da lungaggini e rallentamenti: ho imparato l’arte della pazienza che non si arrende e quella della mediazione. In negativo, ho dovuto constatare che, purtroppo, gli interessi personali spesso prevalgono su quelli dell’elettorato.

INTERVISTA Paolo Vitelli (Scelta Civica) "Diamo una chance a Renzi"

D. Da imprenditore di successo dica cosa più l’ha stupita della vita in Parlamento. E nel caso cosa è cambiato nella sua prospettiva dopo aver cambiato il punto di osservazione (dall’azienda alla politica)

R. Ciò che più mi ha stupito è quanto la politica sia una sorta di mondo a sé stante, caratterizzato da linguaggi e rituali suoi propri, che richiedono un vero e proprio percorso di apprendimento. Come imprenditore, ritengo che la politica dovrebbe esser più permeabile a contributi esterni, più disponibile a comprendere il contributo positivo, anche in termini di approccio, cultura e atteggiamento, che può venire da settori quali appunto quello dell’imprenditoria.

D. Se Scelta Civica dovesse scegliere senza vie intermedie di aderire ad una coalizione guidata da Renzi o da Berlusconi e la scelta dipendesse solo da lei a chi preferirebbe unirsi?

R. Berlusconi lo abbiamo già sperimentato. Darei quindi una chance a Renzi.

Giuseppe Spadaro





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14 comments
Michelangelo Turrini
Michelangelo Turrini

a dire il vero io non mi meraviglio di niente. Sto solo sottolineando l'immoralità (l'ennesima) di queste operazioni che vanno contro la volontà popolare. Renzi non ha titolo per fare il premier se prima non passa per il voto popolare. E siccome lui stesso ha sempre sottolineato questo aspetto, oltre a contraddirsi, dimostra di essere proprio come gli altri, un cialtrone, venditore di fumo, e pure affamato di potere. Ribadisco un concetto: se al posto di Renzi, avessero dato l'incarico a Berlusconi (o chi per lui) o Alfano o Salvini, cosa sarebbe accaduto nel paese? Si sarebbe giustamente gridato al colpo di stato e i primi tromboni sarebbero stati i giornali e elettori della sinistra. Ma siccome è uno dei loro ad essere nominato e imposto agli italiani, allora tutto va bene. Mi spiace ma io non condivido e ho pieno diritto a dirlo.

Alessandra Zaccari
Alessandra Zaccari

Turrini ma di cosa ti meravigli? Questa finta democrazia in cui viviamo è sempre stata così. I poteri forti temono la volontà del popolo, e la casta politica pure, perché sa che non otterrebbe più quello spazio che oggi attualmente possiede. Un primo segnale lo hanno avuto dalle elezioni dello scorso anno, immaginiamoci al turno successivo. Per questo cercano di tirare avanti il più possibile.

Michelangelo Turrini
Michelangelo Turrini

aggiungo inoltre, che quando si va a votare si sa già chi sarà candidato premier, anche se poi deve passare per voto parlamentare. Negli ultimi anni è sempre stato così, almeno con la legge porcellum. Quindi se tanto ti piace Renzi come premier, si candidi con la sua coalizione a premier, e poi se vince sappiamo sarà lui il presidente. O qui, oltre a voler imporre governi e premier non legittimati dal popolo, si vuol anche zittire qualsiasi forma di dissenso contro tale indegna operazione?

Michelangelo Turrini
Michelangelo Turrini

datti una calmata intanto. Io so benissimo qual' è il sistema elettorale. Ciò non toglie che se costituzionalmente legale, è moralmente illegittimo. E se il sig. Renzi, che tanto si riempie la bocca con parole come "cambiamento" vuol continuar anche lui a portare avanti questo vecchio sistema antipopolare, non ha titoli per autocelebrarsi come il rivoluzionario. Ma de che? Qui nessuno ha eletto i nominati che stanno in parlamento, figuriamoci i vari Monti prima e Renzi oggi che neppure ci stavano in parlamento e che non hanno neppure la scusa di esser stati in lista. Se poi si vuol farsi comandare da gente non eletta dal popolo, oltretutto per la terza volta consecutiva, mi sia concesso dissentire e ritenere il tutto un autentico colpo di stato.

Salvatore Caputo
Salvatore Caputo

Il popolo ha votato per eleggere il parlamento. Se questo appoggerà renzi , il suo governo sarà più che legittimo. In italia si vota per eleggere il parlamento...non il presidente ne tantomeno il governo. Siamo un sistema parlamentare...se non sai questo torna all elementari

Michelangelo Turrini
Michelangelo Turrini

il popolo non ha votato Renzi. Se questo signore vuole governare si presenti alle elezioni e se vince allora è legittimato. Stessa cosa se vince Berlusconi o Grillo, a meno che non si abbia paura della volontà popolare, cosa che infatti traspare da queste manovre di palazzo. Si va a votare perché non si può scavalcare la democrazia, anche se questo comporta andarci ogni anno, finchè vi sarà una maggioranza. Altrimenti ognuno di noi è legittimato a fare colpi di stato per mettere al potere chi più ci piace. Io a Renzi non do nessuna possibilità: se la vuole deve conquistarsela davanti agli elettori, non con imposizioni dittatoriali. Se al posto di Renzi avessero con la stessa manovra dato il potere a Berlusconi o Alfano, cosa avrebbero detto i moralisti della sinistra?

Mauro Portoso
Mauro Portoso

ma come si fa a votare scelta civica di monti??....

Salvatore Caputo
Salvatore Caputo

E cmq se si andasse a votare rivincerebbe il berlusca grazie al suo amico casaleggio. Meglio provare a prolungare la legislatura e dare una possibilità a Renzi...fino ad ora i nomi dei probabili ministri non sono male...

Salvatore Caputo
Salvatore Caputo

Il popolo ha deciso l'anno scorso...non credo si debba decidere una volta all'anno x essere una democrazia

maucericorrado
maucericorrado

@VitelliPaolo. Letta l'intervista, chiara e condivisibile, temi complessi ma esposti con semlplicità. E poi è l' "ultima spiaggia", credo.

Michelangelo Turrini
Michelangelo Turrini

ma per piacere! L'Italia non ha bisogno del governo Renzi/Merkel! Ha bisogno di ridare la parola al popolo, unico legittimato a decidere chi deve governare.