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pubblicato: venerdì, 17 ottobre, 2014

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Isis: l’Italia invia 280 militari in Iraq

La città siriana di Kobane, sul confine turco, è stata quasi interamente liberata. Nella lotta contro l’Isis, la coalizione internazionale segna un punto a proprio favore dopo aver assistito per settimane all’avanzata dello Stato Islamico nonostante i raid aerei. L’Italia, intanto, si prepara a inviare in Iraq 280 militari: addestreranno i curdi.

John Kirby, portavoce del Pentagono, ha annunciato inoltre che al momento Baghdad non è minacciata dall’Isis: un attacco dello Stato Islamico alla capitale irachena non è imminente.

A Kobane, invece, i guerriglieri dell’Isis sono stati respinti indietro, ha dichiarato un comandante dei peshmerga curdi alla BBC: la città, sostiene, sarà liberata presto. L’Isis controlla solo un paio di zone nei quartieri orientali. Negli ultimi giorni, la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti ha intensificato i raid aerei sull’area di Kobane: si sono contate quattordici operazioni nelle scorse ore.

La battaglia però non è conclusa. “Negli ultimi giorni la coalizione internazionale ha combattuto l’Isis più efficacemente” ha dichiarato un funzionario curdo all’AFP, “ma abbiamo bisogno di più raid aerei, più munizioni e più armi per combatterli a terra”.

isis

Photo by DVIDSHUBCC BY 2.0

La strategia della Casa Bianca prevede che a combattere a terra siano attori dell’area: curdi, siriani moderati, l’esercito iracheno. Andranno addestrati e un ruolo lo giocherà anche l’Italia.

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha dichiarato infatti che 280 militari saranno inviati nella regione di Erbil, nel nord dell’Iraq: avranno il compito di addestrare i peshmerga curdi che stanno combattendo contro l’Isis. Un’ottantina di questi militari faranno invece da consiglieri per gli alti comandi delle Forze irachene.

Pinotti lo ha annunciato di fronte alle commissioni Difesa ed Esteri di Montecitorio e Palazzo Madama. Il ministro della Difesa ha detto inoltre che “sono in arrivo in Italia alcuni militari curdi che verranno addestrati all’uso dei sistemi d’arma che abbiamo già ceduto loro”.

L’Italia metterà a disposizione anche un aereo per il rifornimento in volo e due velivoli a pilotaggio remoto tipo Predator per la sorveglianza della regione. Ai curdi verranno inviate anche munizioni del tipo ex sovietico sequestrate ai croati nel 1994.

Immagine in evidenza: photo by The US ArmyCC BY 2.0

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5 Commenti

  1. rita_fiorini ha scritto:

    TermometroPol invece di mandare a spalare il fango andate a casa politici del cavolo

  2. Gallistor ha scritto:

    TermometroPol ma perchè in Iraq e non a Genova???

  3. Pierfrancesco Catapano ha scritto:

    pare giusto, non possiamo più combattere le guerre degli altri, bisogna addestrarli a difendersi da soli

  4. Nicola Pedone ha scritto:

    oramai questa e la strategia del futuro .

  5. Pingback: Salvare Kobane? Erdoğan, i curdi e la città che resiste - Termometro Politico

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