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pubblicato: martedì, 23 dicembre, 2014

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Riduzione Regioni, d’accordo Zingaretti, Chiamparino e Caldoro

zingaretti su riduzione regioni tra abolizione e accorpamento tema in discussione governo

Riduzione Regioni, qualcosa comincia a muoversi in Parlamento.

Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, si era già espresso in merito: “Sono troppe, serve un piano per accorparle”. Parole alle quale hanno subito fatto eco quelle del capo della conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino: “Si sta riformando la Costituzione, se il governo vuole noi siamo pronti a discutere anche del riordino territoriale delle Regioni”.

A muovere in questa direzione sono ora due deputati Pd, Roberto Morassut e Raffaele Ranucci, che hanno provveduto a ridisegnare i confini regionali dell’Italia. L’obiettivo è quello di ridurre gli sprechi e quindi diminuire gli enti. Il risultato è un Italia divisa in dodici aree. In ogni area più Regioni accomunate da storia, struttura economica e tradizioni linguistiche. Balzano agli occhi il Triveneto ( l’unione di Friuli, Trentino e Veneto) e l’Alpina (Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria).

Alcune unioni rompono anche i confini della singola regione. È il caso del Levante che dovrebbe accorpare la Puglia e le province di Matera e Campobasso. Ma anche la Tirrenica unirebbe la Campania alle province di Frosinone e Latina. Nel disegno dei deputati democratici resta invariato lo statuto speciale di Sicilia e Sardegna.

riduzione regioni

Ranucci-Morassut spingono per loro proposta già in ddl costituzionale

Il deputato Ranucci sembra intenzionato a voler accelerare i tempi di approvazione del suo ambizioso progetto. Ha già allertato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi: l’obiettivo è quello di inserire la nuova carta geografica dell’Italia nel ddl costituzionale. Il motivo è subito spiegato dal collega di Ranucci, Morassut: “Si può costituire il nuovo Senato, incentrato sugli eletti delle Regioni senza riformare le Regioni stesse? Il pacchetto va portato avanti senza lasciare vagoni staccati”.

Come detto, a suonare la carica per la riduzione delle Regioni sono proprio i governatori delle Regioni come Zingaretti e Chiamparino. A loro si unisce anche Stefano Bonaccini, appena eletto presidente dell’Emilia Romagna.

Le altre proposte per modificare l’assetto dell’Italia

Ma esistono anche proposte ancor più rivoluzionarie di quella già illustrata dai deputati Pd Ranucci e Morassut. Per il deputato di Forza Italia Massimo Palmizio sarebbero addirittura sufficienti tre sole regioni. Il deputato azzurro propone l’abolizione degli Statuti speciali e anche quella stabilita dall’articolo 116 della Carta Idee. Una proposta che trova l’appoggio anche di alcuni deputati Pd come Ginefra, Amendola e Carbone. Alcune proposte non sembrano invece voler favorire la riduzione delle regioni: Edomondo Cirielli di Fratelli d’Italia propone l’unione tra regione senza precludere la possibilità di crearne di nuove. Giorgia Meloni, in una proposta sottoscritta anche dal già citato Cirielli, prevederebbe un’Italia formata da trentasei regioni alla quale si arriverebbe tramite l’abolizione delle Province.

meloni fratelli d'italia

Caldoro: “Mia proposta fu lanciata in splendido isolamento”

Tra i primi sostenitori delle cosiddette macroregioni, c’è il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. A rivendicare tale ruolo è lui stesso in una intervista su Repubblica: “Voglio ricordare che la mia proposta fu lanciata in uno splendido isolamento mentre oggi ha largo consenso”. Caldoro sottolinea che la “troppa confusione di ruoli” e gli attuali “perimetri amministrativi” non favoriscono la risoluzione dei problemi. E quindi ammette: “Bisogna lavorare sulle macroaree di funzioni”.

Per il governatore della Campania sarebbero sufficienti sei macroregioni, che dovranno svolgere la funzione di “programmazione e pianificazione e non più di gestione”. Aggiunge: “Bisogna creare enti che siano regolatori dei diritti territoriali a partire dai servizi e dalle tariffe”. Un obiettivo perseguibile tramite “limitate modifiche della Costituzione”.

caldoro pro riduzione regioni

 È certo Caldoro che “il resto si potrà fare con legge ordinaria”. Il focus della nuova pianificazione sarà sulla sanità. “Alle Regioni rimarrà il potere di programmare, così come per il ciclo integrato delle acque e per il trasporto pubblico. In alcuni casi la gestione riguarderà lo Stato, in altri le città metropolitane e i Comuni”.

Il governatore della Campania ha evidenziato inoltre come avere concentrato tutto sulle province sia stato un errore nella riforma costituzionale, ma ha agigunto: “Siamo in tempo per correggere”. Un problema già sollevato dallo stesso Caldoro nella conferenza delle Regioni di un anno fa e che raccolse il favore del premier Renzi. D’accordo con Caldoro, come lui stesso sostiene, ci sono anche Berlusconi e la Lega Nord.

 


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21 comments
Mimmo Ristori
Mimmo Ristori

Ah,ah! Perché non tornare invece al Regno Delle Due Sicilie, al Lombardo-Veneto, al Regno Di Sardegna,ecc!!! Se i politici la smettessero di scazzare e facessero il loro mestiere sarebbe meglio!

Trevisani Giuseppe
Trevisani Giuseppe

Sono d'accordo, come soluzione minima, l'ottimale sarebbe però, fare le comunità da 60 /70 mila abitanti per avere buone economie di scala!!

Trevisani Giuseppe
Trevisani Giuseppe

E' certamente una delle rifprme fondamentali per uscire dalla cerisi istituzionale, politica ed economica. Ridurre il numero e accorparle per dare vita ai territori e fare una vera Repubblica Federale, sul modello lander tedeschi!!

Lombardi Francesco
Lombardi Francesco

D'accordo alle macro regioni ma con una revisione di disegno dei territori

Stefano Valenti
Stefano Valenti

Io direi di fare una sola regione e un solo comune, così almeno la piantiamo con questa demagogia.

Francesco Mordeglia
Francesco Mordeglia

e sarebbe finalmente una cosa buona e giusta! ma fatelo, non parlatene

Mario Pierdonati
Mario Pierdonati

Le regioni vanno abolite !!! Non c'è nessun motivo validi per tenerle in piedi !! NESSUN MOTIVO

Marco Corvi
Marco Corvi

Regioni? Perché 8.500 comuni vi sembrano pochi? Via tutti quelli con meno di 15.000 abitanti e contemporaneamente vis provincie e comunità montane! Avete mai provato a fare un conto di quante poltrone per politici e gente che vive di politica sparirebbero?

Pierfrancesco Catapano
Pierfrancesco Catapano

condivido. Da noi si dice meglio un morto in casa che un marchigiano alla porta ;)

Pierfrancesco Catapano
Pierfrancesco Catapano

non come l'hanno disegnata però: vanno preservate le specificità di val d'aosta e trentino; Roma è già città metropolitana; le marche con l'abruzzo non c'entrano niente, per affinità storiche vanno col lazio; abruzzo con molise esteso al territorio del parco nazionale. E soprattutto tutte autonome per portare a compimento il federalismo fiscale e togliere un argomento a meridionalisti, lega e 5$

Gianni Rebolini
Gianni Rebolini

ma quale riduzione , bisogna eliminarle tutte con le province , devono restare solo i comuni e basta , questa è riforma , buffoni!!

Mario Turchi
Mario Turchi

Mai con gli Abruzzi . andassero con La Puglia.... C'è piu Affinita culturale e mafiosa.

Pietro Favaro
Pietro Favaro

.... fusse ca fusse la vorta bbbona ???? troppo bello per essere vero ...

Trackbacks

  1. […] Zingaretti e Stefano Caldoro (rispettivamente alla guida di Lazio e Campania), da molto tempo spingono per una radicale riforma del sistema, ritenendo oramai economicamente insostenibile l’odierno assetto delle regioni, riconducibile al […]