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pubblicato: giovedì, 22 maggio, 2014

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Europee 2014, Ecco i programmi dei principali partiti italiani

Questi sono i giorni decisivi, quelli in cui si sta solo aspettando scheda elettorale e matita. Ma sono anche i giorni degli indecisi e di chi, all’ultimo secondo, si forma un’opinione soprattutto in base alle comparse televisive dei principali leader politici del nostro paese. Rinfreschiamoci la memoria rivedendo i programmi dei partiti politici italiani in corsa alle europee 2014. 

Mancano davvero pochissimi giorni alle elezioni europee e le principali testate, siti d’informazione e televisioni non parlano d’altro. In alcuni paesi si andrà alle urne già da domani, mentre in Italia le votazioni si svolgeranno, come ben sappiamo, domenica 25 maggio 2014. In questi ultimi momenti di accesa campagna elettorale i leader dei nostri principali partiti si sfidano a colpi di urla e insulti, mentre cercano di raccogliere i voti, non poco fondamentali, degli indecisi, o di chi si fa influenzare dalle ultime comparse televisive dei politici. In Italia i futuri 73 eurodeputati verranno scelti tramite un sistema proporzionale e con la possibilità per i votanti di esprimere fino a tre preferenze nelle varie liste. La soglia di sbarramento per l’ottenimento dei seggi è stata fissata al 4%. Ma proprio per chiarire le idee dei poco informati e di coloro che credono di scegliere il loro candidato o la loro lista sulla base dell’istinto, dell’emotività o della simpatia, rivediamo nel dettaglio quali sono i partiti italiani che aspirano ad arrivare a Bruxelles e i loro programmi.

Partito Democratico – 10 punti programmatici principali per il partito dell’attuale Presidente del Consiglio: ci si concentra in primo luogo sul diritto al lavoro, la creazione quindi di nuovi posti e il desiderio di far ripartire l’economia europea. Il PD vuole anche una maggiore regolamentazione del settore bancario tramite l’imposizione di un tetto per i bonus; un’Europa più verde e sociale, pari opportunità, tutela delle diversità, maggiore democrazia e partecipazione. Si è data molta attenzione anche al tema della violenza sulle donne e a quello di un’Europa più forte nello scenario globale.

Forza Italia – Il noto partito di Silvio Berlusconi (il quale non è un candidato in lista) ha un programma con molti punti in comune con altri partiti nazionali: una forte revisione dei trattati europei, l’eliminazione del fiscal compact e la possibilità per i paesi di sforare quell’odiata soglia del 3% annuo nel rapporto tra deficit e PIL; un più forte ruolo dell’Europa nello scenario internazionale, quindi una ridefinizione soprattutto della sua politica estera, fiscale ed economica. Inoltre, FI vorrebbe che la BCE diventasse prestatore di ultima istanza e che possa stampare moneta ed emettere eurobond. Infine chiede l’elezione diretta da parte dei cittadini europei del presidente della Commissione.

Movimento 5 Stelle – E’ ormai risaputo che il primo punto in programma del movimento grillino sia il referendum sulla permanenza dell’euro. In seconda istanza anche il M5S chiede l’abolizione del fiscal compact, l’adozione degli eurobond, l’abolizione del pareggio di bilancio e un rifinanziamento di attività agricole e industriali per la crescita nazionale. Anche nel loro programma l’idea di un’Europa più forte a livello internazionale e un’alleanza tra i paesi del Mediterraneo.

Lega Nord – Tale partito è tra quelli con il programma maggiormente euroscettico: tra i primi punti c’è l’azzeramento dell’euro e il controllo delle frontiere. La Lega vorrebbe tornare a una gestione nazionale della politica monetaria e una revisione ampia di quella legata alla libera circolazione di persone e merci. Per queste ultime il programma del partito propone una maggiore protezione dei prodotti europei e quindi una più forte regolazione del commercio con l’estero.

NCD-UdC – Il programma di questa lista condivide molti dei punti programmatici degli altri partiti. Lo slogan è sicuramente “stop all’austerità”, quindi si propone un rilancio dell’economia, italiana ed europea, e un maggiore avvicinamento delle istituzioni dell’Unione ai cittadini. Deve essere raggiunta per il Nuovo Centro Destra e per l’Unione di Centro una nuova flessibilità per quanto riguarda la politica fiscale e bancaria, nonché un nuovo patto di stabilità che consenta quel succitato rilancio. I due partiti auspicano anch’essi un più forte ruolo della BCE, come prestatore di ultima istanza ed emettitore di eurobond e project bond. La disoccupazione è inoltre un punto fondamentale di questo programma e una priorità: si richiedono finanziamenti per le piccole e medie imprese e sussidi agli imprenditori che assumono. Non in ultimo, è desiderabile una maggiore cooperazione tra gli stati, un’unica politica estera e fiscale, nonché una più attenta protezione del marchio made in Italy.

Scelta Europea – Questa lista è formata da Centro Democratico, Scelta Civica per l’Italia e Fare per Fermare il Declino ed è capeggiata da Guy Verhofstadt. La sua Europa è federalista e nemica della burocrazia e del centralismo di Bruxelles, vicina ai cittadini e soprattutto ai lavoratori. Quello che auspica è un rafforzamento del mercato unico e dell’energia, del digitale, dei servizi finanziari, dei trasporti e della sanità, al fine di rendere effettive quelle libertà di movimento di merci, capitali e persone. Scelta Europea dice basta soprattutto alla sproporzione del contributo al fondo europeo, desiderando una riforma del sistema finanziario. Inoltre, l’Europa di Verhofstadt è un’Europa dei diritti e della tutela dei più deboli.

L’Altra Europa con Tsipras – Questa lista mira a forti cambiamenti per l’Europa: fine assoluta dell’austerità, una Costituzione scritta dai cittadini europei, un New Deal europeo che aiuti le economie a ripartire sul serio. L’Unione deve poter finanziare la crescita e l’occupazione dei suoi Stati membri, anche attraverso un abbassamento del costo del denaro e l’innovazione tecnologica. Tsipras richiede inoltre una vera e propria Conferenza sul debito, un riaggiustamento macroeconomico tra paesi in deficit e non e la creazione di una banca europea vera e propria.

Fratelli d’Italia- AN – 16 punti programmatici per questa lista, tra i più importanti: ridurre spesa e debito, garantire un nuovo futuro per l’Europa e per i popoli, difendere le specificità dell’economia italiana, creare maggiore occupazione e rivoluzionare il welfare. E ancora, promuovere il turismo, tutelare le famiglie, rendere più efficacie la giustizia, migliorare la scuola e l’università e realizzare un importante sviluppo tecnologico e digitale.

Italia dei Valori (IdV) – Le loro proposte riguardano soprattutto la necessità di una crescita economica compatibile con la salvaguardia ambientale, a partire dallo smantellamento delle centrali nucleari in favore dell’energia verde, e una maggiore tutela dei diritti dei cittadini. Inoltre l’IdV punta sui temi più caldi, come la rigidità del fiscal compact e dell’euro, che rischia di schiacciare la ripresa dell’Italia; su una maggiore regolamentazione finanziaria, nuove opportunità per i lavoratori e sulla necessità di stabilire un tasso soglia all’usura bancaria.

Green Italia-Verdi europei – Il loro manifesto si concentra naturalmente sulla crescita economica sostenibile, sulla tutela e il rispetto degli ecosistemi naturali e sulla sperimentazione e messa a punto di una “green economy”. A questo proposito propongono un “new green deal” per l’Italia che riesca a mettere insieme queste iniziative. Inoltre desiderano un’Europa democratica e federalista, attenta all’equità sociale e soprattutto agli interessi delle generazioni future. Green Italia fa parte del più ampio Partito Verde Europeo, il quale ha proposto due candidati per la presidenza della Commissione: José Bové e Ska Keller.

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