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pubblicato: venerdì, 28 settembre, 2012

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Ipsos, giù il Pdl. L’astensione si impenna al 40%

Ipsos, giù il Pdl. L’astensione si impenna al 40%

 

Il sondaggio di questa settimana realizzato da Ipsos, presenta qualche notevole differenze con le ultime rilevazioni.

Sono almeno due gli aspetti che rendono interessantissima l’ultima rilevazione demoscopia di Pagnoncelli.

Liste %
FS 2,7
SEL 5,7
PD 26,6
RADICALI 0,6
PSI 1
VERDI 1,4
IDV 6,6
MS5 17,8
UDC 6,5
API 0,3
MPA 0,4
FLI 2,4
PDL 19,2
LEGA NORD 5,2
LA DESTRA 2,1

Altri 1,5

Area non voto 40,2

In primo luogo c’è il dato sull’affluenza che risulta in controtendenza con le ultime rilevazioni. In questo caso l’astensione stimata si aggira intorno al 40%, un valore significativo e non riscontrato nelle ultime settimane.

[ad]Più o meno stabili gli altri partiti con il Pdl sotto la quota del 20% e il Pd vicino al 27%. Anche le formazioni minori si attestano su percentuali già note, tutti tranne il Movimento 5 Stelle; il partito di Grillo ritorna vicino al 18% dopo molte settimane e risulta essere non solo un dato di stock ma semmai come un trend positivo, che potrebbe portare il comico genovese al 20% e oltre nelle prossime elezioni politiche.

Rimettendo insieme i pezzi quindi abbiamo: una maggiore astensione, una sostanziale stabilità delle forze politiche tradizionali (tranne il Pdl) e una decisa crescita di Grillo. Questi indizi ci suggeriscono che la causa di questo cambiamento di scenario può essere individuata nel Laziogate,  che ha visto le dimissioni della Polverini come atto finale.

Questa ennesima storia di malaffare ha riproposto in maniera drammatica il tema della casta e degli sprechi e, l’unico in grado di trarre  giovamento da questo clima, è l’ultimo nato tra i partiti anti-sistema:  il M5S. Ovviamente anche l’astensione torna a salire alla luce di questi eventi e, chiaramente, il partito di Berlusconi, che è quasi sempre protagonista di queste torbide storie, paga dazio proprio nella fase in cui sembrava esserci una leggere ripresa.

In definitiva Grillo e i partiti tradizionali appaiono legati da un doppio filo e da qui a marzo saranno gli scandali a segnare il ritmo della campagna elettorale (perché c’è da scommettersi che le inchieste non si fermeranno al Lazio). Nonostante le difficoltà dell’ultimo periodo il M5S può contare sull’ aiuto dei partiti tradizionali che appaiono davvero in balia delle procure, specialmente grazie ai gruppi dirigenti locali.

Le elezioni rappresenteranno quindi un grande momento sopratutto perché sarà curioso capire cosa faranno i grillini in Parlamento. Se il movimento di Beppe Grillo dovesse ottenere una percentuale vicina al 20% sarà difficile considerare il M5S una semplice forza “anti” come accadde per Lega ed Idv, in diversi cicli storici. Fin dai primi mesi si potrà cogliere l’effetto che farà ai seguaci del MoVimento il contatto con le stanze del potere.

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5 Commenti

  1. Salvo Notav Mandarà ha scritto:

    Non capisco come mai i vari giornalisti o analisti, non riescono nemmeno ad immaginare che il Movimento 5 Stelle possa superare la fatidica soglia del 20%. Vorrei ricordare che quando a Maggio il M5S arrivo’ ad una media nazionale (nei comuni in cui era presente, beninteso) del 15% e oltre, i sondaggi lo ponevano al 5%. Qui stiamo parlando di una rivoluzione culturale, quindi usare i metodi e i termometri della vecchia politica rischia di essere un’azione fallace!
    Io penso che gia alle prossime regionali in Sicilia il Movimento 5 Stelle potra’ superare il 20%. Nessuno e’ in grado di dire cosa succedera’ nel 2013…tenete in mente che il M5S e’ nato 3 anni fa e ha come obiettivo quello di contribuire ad una coscienza civica del 100% degli italiani.
    Insomma, se Napolitano non ha sentito il boom a Maggio, tutti quanto saranno costretti a sentire quello del 28 ottobre in Sicilia e delle primavera 2013 in tutta Italia….preparatevi…intanto loro parlano ancora della legge elettorale…. ah ah ah!

    • Felice Romanazzi ha scritto:

      Stanno facendo un’operazione psicologica contro il M5S per cercare di togliere consensi al Movimento per dirottarli verso i soliti noti partiti anche puntando su personaggi come Renzi. L’obiettivo è quello di arginare il consenso intorno al M5S. Non è sufficiente una campagna elettorale che raggiunga tutti i cittadini ma bisogna essere presenti nei seggi e vigilare con rappresentanti di lista preparati perchè i voti possono volatizzarsi anche nei seggi.Bisogna mettere in piedi un’organizzazione funzionante 24h e per molti giorni.

      • Termometro Politico ha scritto:

        “operazione psicologica contro il M5S”. Dovete avere una considerazione bassissima dell’elettorato per pensare che basti un commento a un sondaggio (i cui numeri sono pubblici ed in evidenza) per cambiare le sorti di una contesa elettorale così importante… 

    • Termometro Politico ha scritto:

      In realtà non solo l’abbiamo immaginata ma l’abbiamo anche scritta più volte questa eventualità del 20%. Non sarebbe il caso che la smetteste con ipotesi complottiste come se tutto il mondo congiurasse contro di voi? Non vi passa nemmeno per la testa che l’autore riporta i dati e che abbia diritto a darne una interpretazione personale? Poi i numeri sono li a disposizione di tutti. Tutti i numeri. Ognuno trarrà le proprie conclusioni. Da come scrivete sembra che il commento di Martelli possa spostare voti, chissà quanti poi… così facendo offendete l’intelligenza di quelli che leggono.

  2. Riccardo de Martino ha scritto:

    continuerò a far parte del nuovo partito dei non votanti! Chissà mai che in avvenire questo nuovo partito abbia un leader in grado di rappresentare questo 40% della popolazione che non crde più in nulla! Mah???

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