La Sicilia, come è noto, è sempre stata una regione orientata a destra, un bacino di voti spesso determinante per il successo della DC nella Prima Repubblica e di FI e poi PdL nella Seconda.

È sicuramente passato alla storia il clamoroso 61 a 0 con cui il centrodestra si impose nel 2001, ma forse ancora più significativa fu la vittoria di Salvatore Cuffaro su Rita Borsellino nel 2006, che dimostrò come la coalizione conservatrice riuscisse ad essere maggioritaria in regione malgrado a livello nazionale il centrosinistra fosse in uno dei suoi momenti di maggior brillantezza.
Nel 2008 Raffaele Lombardo, candidato di centrodestra, prevalse con percentuali bulgare sulla candidata del centrosinistra Anna Finocchiaro, raggiungendo la maggioranza assoluta in tutte le province siciliane spaziando dal 53% di Enna, la provincia più rossa o per meglio dire meno azzurra, fino a superare il 70% a Catania.
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| Cartogramma delle elezioni regionali 2008 |
Come è noto, quattro anni sono un’eternità, quando è in gioco la politica, e queste elezioni 2012 ne sono la prova a tutti gli effetti.
Scomparso infatti il dualismo tra centrodestra e centrosinistra, sono quattro, tra i dieci candidati alla presidenza della regione, ad avere avuto le luci della ribalta, e, fino al momento dei primi exit-poll, la speranza di accedere al massimo seggio di Palazzo d’Orleans. Una situazione dunque molto incerta e fluida, in questo valido specchio della politica nazionale.
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Forse
dalla Sicilia verrà un cambiamento. Il voto al M5S e l’astensione,
hanno chiaramente dimostrata la disaffezione dalla politica, e la
mancanza di credibilità dei politici. E’ un puro caso, e nessun
partito canti vittoria, che i giochi elettorali, dove “tu
appoggiami che io poi ti favorisco”, non hanno riscosso il
risultato voluto. Come la scesa in campo di un corruttore e
speculatore, riesce ad attirare e coinvolgere nei suoi progetti,
anche quelli che, pur non avendo tale indole, si trovano a navigare
sulla stessa barca, cosi potrebbe succedere, che una persona onesta e
di sana moralità, riesca a coinvolgere, anche chi, in altre
occasioni non si sarebbe fatto pregare due volte. Ritornando ai
risultati siciliani, se quanto si dice, sull’operato del neo eletto
presidente, rispondesse al vero, e se le sue promesse, venissero
mantenute, la Sicilia vedrebbe o una svolta o l’uccisione del suo
governatore. Troppe chiacchiere sulle liste che lo hanno sostenuto,
forse qualcuno ci avrebbe potuto provare, a tirarsi un poco di
coperta in nome della governabilità, ma si era fatto i conti senza
l’oste. La vittoria di Crocetta non è merito delle liste che lo
portavano, in quanto partiti uno più bastonato dell’altro, perché
uno con inciucio, e interessi più dell’altro. Ora che per un puro
caso (che a caso non è) , il risultato del M5S e quello
dell’astensione, offrono questo quadro, sarei proprio curioso vedere,
chi avrebbe il coraggio di mettere il bastone fra le ruote, alle
misure che intende prendere Crocetta, a costo di far saltare il
banco, prendendosene la responsabilità. Io mi auguro che per la
Sicilia possa essere finalmente il modo di riscattarsi. Senz’altro la
figura Crocetta, ha ispirato fiducia, e ha raccolto consensi. Avrei
visto però, una partecipazione maggiore dei cittadini, nel dare un
contributo, sia pure contro i partiti e la politica, anche se poi
avrebbero dato vita, magari, ad un governo di inesperti volenterosi,
piuttosto che di esperti faccendieri, o protettori di interessi
personali o di famiglia. Non possiamo trascurare, che l’astensione
che in questo caso, ha scaturito una opportunità, per poco , o in
altri casi se si dovesse ripetere il fenomeno, potrebbe causare il
disastro totale, regalando il governo al peggio, di quel peggio, che
ha portato l’Italia allo sfascio e il sud alla fame.
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