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pubblicato: venerdì, 12 luglio, 2013

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Epifani: “Il Pdl cambi atteggiamento o non si va avanti”

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Epifani: “Il Pdl cambi atteggiamento o non si va avanti”

Fase convulsa per il governo Letta. Le grane giudiziarie di Silvio Berlusconi rendono sempre più incerto il cammino dell’esecutivo e si ripercuotono violentemente non solo sul Pdl ma anche sul Pd, reduce da una due giorni di polemiche per aver votato la richiesta del partito di Berlusconi di sospendere i lavori parlamentari per un pomeriggio.

[ad]In un’intervista odierna a Repubblica, il segretario democratico Guglielmo Epifani prova a fare un po’ di chiarezza. E, in primo luogo, giudica senza mezzi termini l’episodio di mercoledì scorso: “quel che è accaduto l’altro ieri è stato descritto in modo esagerato, perché tutto nasce dalle parole di Brunetta, quelle sì al limite dell’eversione. Quando si chiede di bloccare le Camere per tre giorni, si minaccia l’Aventino, le dimissioni in blocco, allora certo la risposta non può che essere ferma”.

La richiesta di Brunetta, in effetti, è stata compattamente respinta dal Pd, che ha concesso qualche solo ora di riunione al Pdl. Tanto è bastato, però, a far scattare le proteste di alcuni parlamentari e militanti dem, soprattutto per la ragione alla base della richiesta di sospensione, ossia permettere al Pdl la discussione su come comportarsi in vista della sentenza Mediaset della Cassazione. Epifani commenta: “Lo so bene. Ma il punto è che loro (il Pdl, ndr) vivono una fase di grande incertezza e difficoltà e qualcuno è tentato dalla logica del tanto peggio tanto meglio. Se un capogruppo, come ha fatto Schifani, ci dice “abbiamo bisogno di riflettere”, è chiaro che l’oggetto diventa il loro bisogno di parlare più che la sentenza del processo Mediaset”.

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L’ex sindacalista, tuttavia, non risparmia un monito agli alleati di governo: “ E’ chiaro che per noi stare in questo governo è possibile se ci sono margini di agibilità. Questa è una maggioranza con partiti di schieramenti diversi. Allora se ogni giorno qualcuno tira la corda, pone un ultimatum, tenta uno strappo, è chiaro che diventa impossibile stare insieme”.

Non può mancare un accenno alle note polemiche interne, tra renziani combattivi, dissidenti alla Civati ed ex dirigenti che tirano fuori gli artigli: “Condivido il documento firmato da 70 senatori che difende il lavoro del Parlamento e del governo. È chiaro che in un partito come il nostro le posizioni legittime come quelle di Civati o della Bindi non verranno mai meno. Però vorrei far notare che nell’ufficio di presidenza del gruppo della Camera tutti avevano convenuto sulla scelta e poi qualcuno non l’ha votata in aula”

Parole di elogio vengono riservate al premier Enrico Letta: “Allo stato attuale non c’è alternativa. Ogni altra soluzione è più difficile e viviamo una crisi economica terribile. Probabilmente ci aspetta il peggior autunno degli ultimi sei anni. E i sondaggi danno ragione al governo. Io vado in giro per il Paese e vedo che le persone sono per Letta. Su questo non mi sbaglio. Quando la crisi morde, la gente ha bisogno di attaccarsi ad una speranza. Sottolineo che il presidente del consiglio in poco tempo si è conquistato una grande credibilità internazionale”.

Chiusura su un improbabile quanto remoto cambio di maggioranza e alleanza con il Movimento 5 Stelle: “A me pare difficile, semmai con loro si può cambiare la legge elettorale. Ma sarebbe solo una extrema ratio”.


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