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pubblicato: lunedì, 27 gennaio, 2014

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Santoro e il grillo: un’analisi linguistica di Di Battista a Servizio Pubblico

di battista m5s

Lo scorso giovedì, 23 gennaio,  il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista, grillino della prima ora vicino a Casaleggio,  vicepresidente della Commissione Affari Esteri, ha partecipato, come ospite collegato, alla trasmissione “Servizio Pubblico” di Michele Santoro. Questa non sarebbe di per sé una notizia, visto che da tempo ormai Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno “liberalizzato” le partecipazioni televisive dei “cittadini eletti”; lo diventa però a fronte dell’enorme eco mediatica dell’evento. I giornali la mattina dopo hanno infatti riservato ampio spazio ai commenti all’intervista (chi a favore, chi contro, chi sostenendo la tesi del “burattino che leggeva il gobbo”, chi quella del “politico di razza”) e indubbiamente la base grillina ha molto apprezzato la prestazione, inondando la rete di commenti entusiastici attraverso facebook e twitter; la stampa vicina al Movimento ha chiosato paragonando (forse infelicemente) la gioia dei sostenitori di Grillo nel gustare l’intervento di Di Battista a quella dei fan di un cantante famoso quando sentono una sua canzone passare alla radio.

Ma cosa avrà mai detto di tanto diverso dagli altri l’onorevole Di Battista? E come lo avrà detto? Grazie al mai troppo ricompensato sforzo di Valentina Muccitelli, abbiamo potuto mettere le mani sulla trascrizione integrale della puntata di Servizio Pubblico. Non resta che munirci degli attrezzi giusti, come sempre forniti dall’ItaliaNLP Lab dell’Istituto di Linguistica Computazionale di Pisa, e smontare una volta ancora la scatola del carillon, per esaminare la complessità del meccanismo e la fattura degli ingranaggi.

L’analisi della leggibilità restituisce un punteggio di 51 sull’indice Gulpease: significa che il discorso di Di Battista risulta di facile comprensione per chi ha conseguito la licenza superiore; chi ha la licenza media lo troverà difficile, mentre con la sola licenza elementare è inutile accostarsi: la leggibilità rientrerebbe in quella che si chiama “soglia di frustrazione”. Il risultato non è basso, se confrontato con la media dei risultati dei politici italiani, ma non è abbastanza alto da giustificare tutto questo entusiasmo (lo stesso Grillo ottiene quasi sempre punteggi vicini al 60 e Matteo Renzi – campione in carica di “semplicità di comunicazione” – lo supera regolarmente).

www.italianlp.it

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Lo stile comunicativo presentato da Di Battista ha però una peculiarità unica, che emerge solo ad un’analisi più approfondita: una scelta terminologica estremamente basica. Mentre la sintassi del grillino risulta spesso particolarmente ingarbugliata, infatti, le parole che utilizza appartengono per il 76% al Vocabolario di Base, che è l’insieme dei 7000 lemmi della lingua italiana riconosciuti da buona parte dei parlanti. L’80% dei termini di questo sottoinsieme si trova poi nel cosiddetto Vocabolario Fondamentale, l’insieme dei 2000 vocaboli maggiormente utilizzati e conosciuti dalla totalità dei parlanti della lingua, a prescindere dall’educazione ricevuta. Per avere un’idea più precisa di cosa questo comporti, si tenga presente che la parola più “ricercata” di tutto l’intervento televisivo di Di Battista, in cui si è parlato tra l’altro di legge elettorale, di economia, di alleanze parlamentari e di politica estera, risulta essere “definitivamente”. Questa scelta comunicativa è perfettamente in linea con quella di Beppe Grillo e Di Battista è perfino più bravo di lui a pescare nel solo Vocabolario Fondamentale. Il leader extraparlamentare del Movimento riesce però a mantenere – nella maggior parte delle frasi – anche una sintassi piana e lineare, cosa non altrettanto semplice per il cittadino eletto.

Proiettando la leggibilità sul testo possiamo evidenziare gli argomenti che maggiormente complicano la sintassi di Di Battista: le due frasi più lunghe e intricate riguardano la proposta a cinquestelle sul reddito di cittadinanza (che infatti, a quanto riferisce Di Battista stesso, è stata sviluppata da altri) e l’affermazione riguardo al fatto che i suoi voti in Parlamento non sono mai stati condizionati da Grillo o Casaleggio.

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L’estrazione terminologica contrastata restituisce invece i sintagmi che nel discorso di Di Battista risultano più importanti per frequenza e posizione: si tratta, nell’ordine, di “miliardo di euro”, “cittadino italiano”, “legge elettorale”, “parlamento” e “proposta di legge”: non sono le estrazioni cui ci ha abituato Beppe Grillo, che di solito mette al centro dei discorsi il referendum sull’euro e l’attacco agli avversari; qui sembra invece che lo scopo principale dell’intervento sia rassicurare gli ascoltatori sulla reale intenzione del Movimento 5 Stelle di abbandonare la strategia ostruzionista e cominciare a prendere sul serio riti e procedure della democrazia.

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Il tentativo di prendere le distanze dalla figura di Beppe Grillo e dall’identificazione del Movimento con il proprietario del simbolo risulta ancora più chiaro guardando alla frequenza dei nomi propri pronunciati durante l’intervista: 10 Berlusconi, 8 Renzi e soltanto 4 Grillo (tre di queste quattro volte, tra l’altro, Di Battista lo nomina senza cognome, chiamandolo amichevolmente Beppe).

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Dall’analisi linguistica sembra dunque che a rendere così speciale – e così amata dai grillini – questa intervista sia stato proprio il tentativo di emancipazione dal padre-padrone del Movimento e dalla sua intransigenza, anche se portato avanti da un fedelissimo dell’”altro genitore”. Resta da vedere quanto la manovra sia dettata dall’avvicinarsi della competizione elettorale europea e quanto spazio di manovra i due fondatori lasceranno effettivamente alle loro creature.

*  Le analisi linguistiche all’interno di questo articolo sono state realizzate con software sviluppati da ItaliaNLP Lab – www.italianlp.it, Istituto di Linguistica Computazionale “A. Zampolli” (ILC) – www.ilc.cnr.it, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), area di Pisa.


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20 comments
ClaudioC
ClaudioC

Bellissima analisi, mi piace questo approccio. Quello che scrivi sulle frasi "più complesse" e quindi più deboli mi ricorda molto il lavoro di Jung sui tempi di reazione e l'attinenza delle associazioni verbali come indizi di colpevolezza. Mi piacerebbe avere più info sugli strumenti di analisi che usi, di cui vedo screenshot nel post

Alessandro Cutellè
Alessandro Cutellè

Proprio nel giorno della memoria dire ste cavolate sul fascismo... Trattenetevi gentaglia, rimandate le strumentalizzazioni almeno a domani.

Trevisani Giuseppe
Trevisani Giuseppe

X Pocobello: Ma è giusto che lui offenda tutti quelli che non stanno dalla sua parte, da buon fascista, appunto!

Maria Damaso
Maria Damaso

Perchè ti offendi, Ho solo detto la verità. ci sono parecchi articoli su suo padre usciti in questi giorni che faceva politica in una organizzazione di estrema destra e si è pure presentato come sindaco in una città del Lazio che non ricordo

Ciro Pocobello
Ciro Pocobello

cosa significa è figlio di un fascista , non fate sempre di tutta l'erba un fascio , cercate di essere seri , se non ti garba il M5S , non è giusto offendere nessuno .

Fabrizio Stier
Fabrizio Stier

Dibattuta dice: io non posso avere i rimborsi elettorali, pertanto rinuncio a qualcosa che non posso avere. Sapete il mio partito è proprietà personale di Grillo e Famiglia!

Riccardo Manfredi
Riccardo Manfredi

io rinuncio a rimborsi, gli altri no questò sembra che per gli altri sia un pò più difficile.

Maria Damaso
Maria Damaso

Battista, figlio di un famoso fascista!!!!!!!!

Salvatore Caputo
Salvatore Caputo

...parole dettate dal quattrocchi massone...ben ripetute. Non importa dire cazzate in questo paese...x avere successo basta saperle dire bene. Questo è il movimento 5patacche...

Salvatore Caputo
Salvatore Caputo

...il grillismo medio è questo...parente stretto del berlusconismo. Chiacchiere tanti...fatti meno di zero.

Fernando Giannoni
Fernando Giannoni

Ha detto noi siamo onesti intelligenti e vinceremo.Gli altri tutti corrotti o stupidi. Mi ricorda tanto Mussolini.

Fabrizio Stier
Fabrizio Stier

Un mantra: io bello, buono, onesto! Loro brutti, cattivi, ladri! Ok???? Facile fare politica!

Alessandro Nizzoli
Alessandro Nizzoli

Un ragazzo che si fa comprendere. Parole semplici per comunicare. Una forma di intelligenza non comune tra i sofisti del nulla che ammorbano la politica italiana.

ClaudioC
ClaudioC

trovato, avevo letto di fretta