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pubblicato: giovedì, 13 febbraio, 2014

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Renzi liquida Letta “Grazie ma ora serve una svolta”

pd direzione

La diretta della Direzione Pd

“Qualcuno ha scritto ‘l’ambizione smisurata di Renzi e del Pd’. Non smentisco queste parole: c’è un’ambizione smisurata che dobbiamo avere, da me all’ultimo iscritto. L’Italia non può vivere in una situazione di incertezza e instabilità, siamo a un bivio e l’augurio che faccio è avere consapevolezza della propria responsabilità, mettendo da parte ogni ipocrisia. Ringraziando chi ha lavorato con determinazione in questo anno. Se l’Italia chiede un cambio radicale o lo fa il Pd o non lo fa nessuno. Vi chiedo di uscire dalla palude”. Con queste parole Matteo Renzi licenzia di fatto Enrico Letta, durante una direzione di partito in cui non sono mancati i distinguo ma che alla fine ha approvato la relazione del segretario con 136 voti a favore, 16 voti contrari e 2 astenuti. Il sindaco di Firenze alla fine ha scoperto le carte, rimangiandosi mesi di dichiarazioni in cui sosteneva che mai e poi mai sarebbe salito a Palazzo Chigi senza la legittimazione elettorale. Ma ora le cose sono cambiate. Repentinamente. La scelta di un nuovo governo “è una scelta rischiosa, difficile, perché questo parlamento ha mostrato dei limiti” ammette Renzi che però non può e non vuole aspettare il 2015. “Il Pd potrebbe aspettare e non rischiare ma in 20 anni non si sono fatte le cose. O il Pd ha un protagonismo forte o il cambiamento è solo a parole” è la sicumera del sindaco di Firenze che convince anche la minoranza bersaniana, Cuperlo in primis: “Prendiamo atto della volontà del segretario, il nostro contributo non verrà meno”. E lui, Renzi, pone come limite temporale il 2018. Non più un governo di transizione come quello indicato da Enrico Letta, ma un esecutivo di legislatura. Che duri e faccia le riforme necessarie a cambiare il Paese. Perché non c’è più tempo. E Matteo lo sa: “Non è questione di staffette perché non procedo alla stessa intensità di quello con cui faccio la staffetta ma provo a cambiare direzione, velocità e ritmo”.

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18.00 Approvata la relazione di Renzi con 136 voti a favore, 16 voti contrari e 2 astenuti

16.45 “Se nascerà un governo presieduto da Matteo Renzi, la mia opinione personale è che Forza Italia abbia la grande opportunità di condurre nei confronti di un governo di centrosinistra un’opposizione intelligente, ferma ma al tempo stesso pronta a collaborare se il governo proporrà cose buone per gli italiani. D’ora in poi non possiamo più permetterci un’opposizione ‘alla Santanchè”. Lo dice il coordinatore di Fi Sandro Bondi.

16.43 Alfano e Lupi salgono a Palazzo Chigi. Prevista per le 18.30 una conferenza stampa del Nuovo Centro Destra alla luce della presa di posizione del Pd

16.38 Civati voterà contro la relazione della Direzione del Pd : “I dubbi sulle larghe intese restano. Non capisco perché cambiare il premier dovrebbe cambiare qualcosa”

16.36 “Sono cose interne al Pd che a noi non interessano”. Così Gianroberto Casaleggio lasciando il gruppo del M5S alla Camera risponde ai cronisti che gli chiedono cosa cambi tra un governo Letta e un possibile governo Renzi.

16.30 “Il voto è previsto al termine del nostro dibattito”. Lo annuncia Sandra Zampa, vicepresidente alla direzione del Pd pregando i colleghi di non lasciare la sala prima che si concluda la votazione

16.23 Cuperlo “Assumiamo la linea indicata dal segretario, chiedo che la direzione non venga chiamata ad esprimersi oggi con un voto, anche per evitare che si crei un precedente”.

16.19 “Letta non ha ancora preso nessuna decisione, aspetta il voto della Direzione Pd”. Così fonti di palazzo Chigi circa la scelta che si pone di fronte al premier dopo l’intervento di Matteo Renzi, ovvero se parlamentarizzare la crisi e chiedere un voto in Aula oppure dimettersi.

16.15 Anche Cuperlo lascia Letta: “Prendiamo atto della volontà del segretario, nostro contributo non verrà meno”

16.01 Renzi “Qualcuno ha scritto ‘l’ambizione smisurata di Renzi e del Pd’. Non smentisco queste parole: c’è un’ambizione smisurata che dobbiamo avere, da me all’ultimo iscritto. L’Italia non può vivere in una situazione di incertezza e instabilità, siamo a un bivio e l’augurio che faccio è avere consapevolezza della propria responsabilità, mettendo da parte ogni ipocrisia. Ringraziando chi ha lavorato con determinazione in questo anno. Se l’Italia chiede un cambio radicale o lo fa il Pd o non lo fa nessuno. Vi chiedo di uscire dalla palude”.

15.55 “Potrebbe aspettare e non rischiare ma in 20 anni non si sono fatte le cose. O il Pd ha un protagonismo forte o il cambiamento è solo a parole”.

15.50 La scelta di un nuovo governo “è una scelta rischiosa, difficile, perché questo parlamento ha mostrato dei limiti”. Così Renzi, parlando alla direzione del Pd. “Ma può avere un senso se si ha la franchezza di dire – spiega – che l’obiettivo è il 2018 e che nel mezzo c’è una riforma elettorale e costituzionale”. “La strada delle elezioni ha una suggestione e un fascino”. Ma “ancora oggi non abbiamo una normativa elettorale in grado di garantire la certezza della vittoria”. Avrebbero un “valore purificatore” ma “in questo momento non riuscirebbero a risolvere i problemi nel Paese”.

15.48 “Non è un derby, siamo di fronte ad un bivio: è l’occasione chiara di tornare alle elezioni o possiamo trasformare questa legislatura in Costituente”.

15.45 La direzione del Pd “rileva la necessità e l’urgenza di aprire una fase nuova con un esecutivo nuovo che si ponga un obiettivo di legislatura”. E’ la proposta che Renzi rivolge all’assemblea del partito, ringraziando Letta “per il notevole lavoro svolto”

15.44 Renzi “Non è questione di staffette perché non procedo alla stessa intensità di quello con cui faccio la staffetta ma provo a cambiare direzione, velocità e ritmo”

15.35  Il segretario del Pd Matteo Renzi ha iniziato il suo intervento davanti la Direzione del partito.

15.30 Secondo il giornalista del Corriere della Sera Tommaso Labate, Renzi avrebbe l’appoggio anche di Massimo D’Alema

15.20 Financial Times: Letta cancella visita in Gran Bretagna  

15.15 “Se Letta non va in direzione è segno che i giochi sono fatti. Ha già deciso che si dimette. E, se è così, è segno che Renzi ha un coniglio nel cappello, che non credo sia fatto solo di effetti speciali ma sarà fatto di una squadra forte e di un programma tosto a breve termine”: lo ha detto a ‘Un Giorno da Pecora’, su Radio2, Sergio Chiamparino, ex Sindaco di Torino e renziano della prima ora. Se Renzi diventa premier, lascerà la segreteria del PD? “No, non credo”.

15. 00 Letta non verrà. Si sprecano le ironie dei parlamentari renziani. Tra cui Giachetti

 

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