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pubblicato: giovedì, 13 febbraio, 2014

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Squinzi: “Dateci un paese normale e vi faremo vedere di cosa siamo capaci”

presidente di confindustria squinzi

Squinzi: “Dateci un paese normale e vi faremo vedere di cosa siamo capaci”

Giorgio Squinzi, presidente della Confindustria, l’associazione degli industriali, non è un tipo da mezze parole: proprio oggi, in un momento difficilissimo per il sistema politico italiano, in cui l’instabilità può essere prodotta da fattori esogeni od endogeni alla Parlamento o al Governo, Squinzi ha dichiarato alla manifestazione torinese “Libertà di movimento” la necessità di avere “un paese normale”. Solo così, sostiene il successore di Emma Marcegaglia, “vi faremo vedere di cosa siamo capaci, signori politici”.

L’obiettivo è dare una scossa alla politica che non riesce a traghettare il paese fuori la crisi economica, ancora presente e feroce nelle corde del paese: “questa protesta”, sostiene il proprietario del Sassuolo Calcio, “non è contro il governo attuale o quello che verrà – prefigurando un avvicendamento tra Letta e Renzi – , ma contro una cultura anti-industriale”.

Squinzi fotografa la situazione nostrana: “le criticità restano sempre e comunque tutte in piedi”, ma “l’Italia deve e vuole sentirsi europea” e, legato al senso di comunità del vecchio continente, registra come “la crisi e le politiche di austerity hanno fatto crescere pericolosamente un sentimento anti europeista che non appartiene alla nostra cultura e alla nostra storia. Ma a questo sentimento vanno date risposte concrete, utilizzando appieno le grandi opportunità che ci arrivano da Bruxelles e facendo sentire forte la nostra voce, quando necessario, per evitare squilibri e penalizzazioni del nostro paese rispetto a chi vuole pesare di più”.

Poi suggerisce la sua ricetta per rilanciare l’economia in un paese, come l’Italia, che fa delle norme e direttive gravose ed insopportabili la quotidianità: “occorre riorganizzare la Pubblica amministrazione liberando il Paese dalla burocrazia e da regole opprimenti, in cui proliferano corruzione e malgoverno. Solo così, con un leale gioco di squadra, potremmo far si che l’Italia continui ad essere attore di punta dell’economia europea ed internazionale”.

Daniele Errera




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