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pubblicato: mercoledì, 29 luglio, 2015

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Senato respinge richiesta di arresto per il senatore Azzollini

antonio azzollini con le braccia incrociate

Il Senato ha respinto la richiesta di arresto per il senatore Azzollini, con 189 voti contrari, 96 quelli favorevoli, 17 gli astenuti (si stima che almeno 60 senatori del Pd abbiano votato contro l’arresto). A favore dell’arresto hanno votato M5S e Lega. Subito dopo il Presidente del Senato Pietro Grasso ha sospeso la seduta per “cinque minuti”.

“Sono soddisfatto ma prima del voto non avevo nessuna convinzione, avevo fiducia nelle mie argomentazioni” afferma il senatore Ncd ai cronisti sottolineando “penso che sia stata determinante la conoscenza degli atti. Se mi aspettavo 189 no e 17 astenuti? Non non me lo aspettavo”, risponde Azzollini.

Il Senato era stato chiamato a votare sulla richiesta di arresto per il senatore Antonio Azzollini, (dimessosi da presidente della Commissione Bilancio del Senato), coinvolto nel crac della Casa Divina Provvidenza. La Giunta per le immunità del Senato aveva dato parere positivo.

Azzollini, la lettera di Zanda

Zanza, capogruppo Pd al Senato, aveva scritto ai senatori del gruppo e spiegato che ognuno avrebbe potuto votare secondo coscienza allegando alla lettera le relazioni di Stefano e di D’Ascola, favorevoli e contrarie all’arresto.  La Giunta, che ha detto si all’arresto di Antonio Azzollini a breve dovrà pronunciarsi sulla richiesta che pende su Giovanni Bilardi chiamato in causa dalla magistratura per l’inchiesta ‘spese pazze’ della Regione Calabria.

nell'aula del senato alcuni senatori tra cui azzollini e zanda

Azzollini, le reazioni

Come era prevedibile, il no alla richiesta d’arresto di Azzollini ha scatenato una raffica di reazioni. Il M5S punta il dito contro il Pd: “Lo hanno salvato loro”. Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, se la prende invece con Renzi “Ha calato le braghe per salvare le loro poltrone, che pena. Chi sbaglia paga, ma se serve alla sinistra non paga”. Per Pippo Civati, il no alla richiesta d’arresto di Azzollini, “fa pensare che si deve tornare a votare (anche domani)”.

Ma anche nel Pd si aprono crepe (stando ai numeri, almeno 60 senatori dem hanno votato contro la richiesta d’arresto). “La nascita del gruppo di Verdini a sostegno della maggioranza di governo e il voto del Senato che, capovolgendo il parere della Giunta per le autorizzazioni, salva Azzollini dall’arresto infliggono in poche ore un doppio colpo micidiale per la credibilità del Pd” scrive in una nota il deputato dem Alfredo D’Attorre. “Lungo questo strada dell’identità e dei valori fondanti del Pd rischia di non rimanere nulla. Se si intende procedere in questo modo verso la costruzione del Partito della Nazione – conclude D’Attorre – diventa sempre più urgente un confronto democratico nel Pd per chiarire su quali basi l’esperienza del governo possa proseguire”. “Purtroppo nel Parlamento italiano il voto segreto è diventato un’arma politica, troppo spesso usata strumentalmente. Questo rende molto difficile interpretare correttamente il voto di questa mattina” chiosa il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda che preferiva il voto palese.

Orfini smentito dai fatti sul caso Azzollini

“Mi pare abbastanza evidente. Credo che di fronte a una richiesta del genere si debbano valutare le carte ma mi pare che sia inevitabile votare a favore dell’arresto”. Così il presidente del Pd, Matteo Orfini rispondeva l’11 Giugno come dimostrano i molti articoli pubblicati (vedi Repubblica, Rai News, a chi gli chiedeva come si sarebbe comportato il gruppo del Partito Democratico.

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