Pd, Mineo lascia il Partito Democratico

Pubblicato il 28 Ottobre 2015 alle 15:45 Autore: Redazione
mineo corradino, pd

Alla fine è stato addio. Il senatore Corradino Mineo ha lasciato oggi il Pd. Una conseguenza naturale di un rapporto ormai logoro. Mineo ha annunciato il suo addio con un post sul suo profilo Facebook. Nelle motivazioni non manca un attacco al premier, preso più volte di mira dal senatore siciliano: “Nel 2013 ho accettato la candidatura come capolista in Sicilia e sono stato eletto in Senato con il Pd, partito che allora parlava di una “Italia Bene Comune”. Non amo i salta fossi e quando il segretario-premier ha modificato geneticamente quel partito, provocando una scissione silenziosa, aprendo a potentati locali e comitati d’affare, e usando la direzione come una sorta di ufficio stampa di Palazzo Chigi, ho continuato a condurre la mia battaglia nel gruppo con il quale ero stato eletto”. Mineo ammette di aver votato troppe volte in dissenso: “Sulla scuola, la riforma costituzionale, l’Italicum, il jobs act, la Rai”.

Mineo e l’attacco alla minoranza Pd

Il senatore, che andrà ad ingrossare le fila del Gruppo Misto al Senato, se la prende anche con la minoranza Pd, che si “è ormai ridotta a un gioco solo tattico, lanciando il sasso (ieri sulla legge costituzionale, oggi sulla legge di stabilità) per poi ritirare la mano”.

Corradino Mineo

Mineo: “Dimissioni raccomandate da Zanda”

A far traboccare il vaso, ci ha poi pensato ieri “Luigi Zanda mi ha dedicato – senza avvertire né me né altri di quale fosse l’ordine del giorno – una intera assemblea, cercando di ridurre le mie posizioni politiche a una semplice questione disciplinare, stilando la lista dei dissidenti “buoni”, Amati, Casson e Tocci e del “cattivo”, Mineo. Il Pd non espelle nessuno – ha detto Zanda – ma nelle conclusioni ha parlato di “incompatibilità” tra me e il lavoro del gruppo. Non espulsione, dunque, ma dimissioni fortemente raccomandate” scrive Mineo. Da qui l’addio.

Mineo e quella frase: “Mi dovranno cacciare io non me ne vado”

Eppure la decisione di Mineo contrasta con quanto detto da lui stesso circa un anno fa: “E’ più facile che mi cacci Renzi che io faccia scissione” disse ai microfoni di Un Giorno da Pecora.

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