Pubblicato il 01/03/2017

Sondaggi politici Demos: ecco cosa pensano gli euroscettici di Putin e Trump

autore: Emanuele Vena
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Sondaggi politici Demos: ecco cosa pensano gli euroscettici di Putin e Trump

Donald Trump promosso, ma Putin ancor di più. Questo è lo scenario evidenziato nel sondaggio condotto da Demos per la Fondazione Unipolis nell’ambito dell’Osservatorio europeo per la sicurezza.

L’istituto ha chiesto alla popolazione dei 4 Paesi più importanti d’Europa – Francia, Germania, Regno Unito ed Italia – un’opinione su Russia ed USA.

Il giudizio è sostanzialmente univoco, con una preferenza per Trump e soci. Punte del 58% di consenso si registrano in Francia ed Italia.

Particolarmente ampio è il divario registrato nel Regno Unito. Un  britannico su 2 ha un’opinione positiva degli USA, ma appena 1 su 5 promuove il Cremlino.

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Sondaggi politici Demos: gli euroscettici promuovono Putin e Trump

Demos è entrata nel dettaglio delle preferenze espresse dai cittadini, focalizzando l’attenzione sull’elettorato populista e/o euroscettico.

Come si può notare, in questa frangia di elettori il consenso verso Mosca e Washington risulta anche superiore rispetto a quello medio registrato nell’intera popolazione.

Sondaggi politici Demos: gli euroscettici, Putin e Trump

Parlando di Russia, addirittura 7 elettori leghisti su 10 esprimono un giudizio positivo.

Decisamente più basso (37%) è il consenso registrato tra i simpatizzanti dell’UKIP di Nigel Farage.

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Il discorso cambia se l’attenzione si sposta sugli USA. In questo caso il consenso supera il 70% non solo tra i leghisti, ma anche tra gli elettori dell’UKIP. Senza dimenticare i simpatizzanti della destra lepeniana francese del Front National.

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Un aspetto interessante da considerare è però il peso specifico del consenso. In termini assoluti, infatti, gli USA registrano generalmente un consenso più alto della Russia, sia nella totalità dell’elettorato dei 4 Paesi esaminati sia nelle frange più euroscettiche.

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Sondaggi politici Demos: il boost di Putin tra gli euroscettici

Tuttavia, se si analizza la differenza tra il consenso complessivo e quello registrato tra i più populisti, emerge un “boost” favorevole a Putin e soci.

Per esempio, la fiducia nei confronti del Cremlino da parte degli elettori di Lega, Front National, estrema destra tedesca AFD ed UKIP è quasi doppia rispetto a quella dell’intero corpo elettorale dei rispettivi Paesi. Per quanto riguarda gli USA, invece, l’incremento tra gli euroscettici è inferiore.

L’unico partito euroscettico in cui non si notano particolari incrementi rispetto alla media nazionale – sia nei confronti di Russia che di USA – è il M5S. Ad appoggiare Putin è il 49% dei grillini, appena 6 punti in più rispetto alla media nazionale. Discorso simile per Trump e soci: 59%, appena un punto in più rispetto all’intero corpo elettorale italiano.

NOTA INFORMATIVA

Il sondaggio è stato condotto da Demos, nell’ambito dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza, nel periodo 24 gennaio – 3 febbraio 2017 dalla società Demetra di Venezia, con il metodo CAWI (Computer Assisted Web Interviewing).

L’universo di riferimento è costituto dalla popolazione di età superiore ai 15 anni di sette paesi europei: Italia, Francia, Germania, Polonia, Regno Unito, Spagna e Ungheria.

Il campione, di 7000 casi (1000 per ciascun Paese), è rappresentativo della popolazione di riferimento, a partire da quote definite in base alle principali variabili socio-demografiche.

L’indagine è stata diretta, in tutte le sue fasi, da Ilvo Diamanti. Fabio Bordignon e Martina Di Pierdomenico hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l’analisi dei dati.

 

Autore: Emanuele Vena

Lucano, classe ’84, laureato in Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna e specializzato in Politica Internazionale e Diplomazia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova. Appassionato di storia, politica e giornalismo, trascorre il tempo libero percuotendo amabilmente la sua batteria. Collabora con il Termometro Politico dal 2013. Durante il 2015 è stato anche redattore di politica estera presso IBTimes Italia. Su Twitter è @EmanueleVena
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