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pubblicato: venerdì, 2 marzo, 2018

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Sondaggi Demos&Pi: nel Nord Est italiani ancora creduloni?

Sondaggi Demos&Pi: nel Nord Est italiani ancora creduloni?

Italiani popolo di creduloni? Leggendo i dati un sondaggio Demos&Pi condotto per Il Gazzettino e che ha visto interrogati i cittadini del Nord Est sul tema “credenze”, sembrerebbe proprio di sì.

In un paese dove trasmissioni sull’astrologia e la lettura delle carte occupano ancora gran parte dei palinsesti, il fatto non dovrebbe stupire più di tanto. Si pensi ai tanti casi di vittime di raggiri in cui il protagonista era un presunto “santone”. O al caso più famoso, quello di Wanna Marchi e il mago Do Nascimento, finiti entrambi a processo, con migliaia di persone truffate. Gli italiani sembravano allora aver aperto gli occhi ma a quanto pare non è così. Basta leggere le rilevazioni fatte da Demos&Pi. Vediamole insieme.

L’istituto ha elencato agli intervistati una serie di “fenomeni” e teorie. Si va dal sacro “lei crede nell’esistenza del demonio?” al profano “lei crede che gli extraterrestri abbiano già visitato la Terra?”.

Ebbene, il 26% degli abitanti del Nord Est crede ancora nell’esistenza del diavolo. Certo una cifra inferiore rispetto al 2006 (29%) ma si tratta sempre di un campione consistente. Anche la vulgata secondo la quale gli alieni abbiano in passato visitato la Terra è tenuta in considerazione dal 16% degli intervistati (era il 12% nel 2016). L’astrologia invece perde colpi. Se nel 2001 a crederci era il 30% della popolazione del Nord Est, ora è il 24%. Aumenta invece la percentuale di chi crede che gli spiriti delle persone morte possano tornare in certi posti e certe situazioni. Erano il 20% diciassette anni fa, ora sono il 25%. E poi ci stupiamo se gli italiani non sanno distinguere un fatto vero da una fake news.

sondaggi politici credenze

Sondaggi Demos&Pi: nota metodologica

L’Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 19-24 gennaio 2018 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1011 persone (rifiuti/sostituzioni: 5153), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d’età (margine massimo di errore 3.08% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l’analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell’indagine CATI-CAMI-CAWI.

 

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