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pubblicato: lunedì, 5 marzo, 2018

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Elezioni politiche italiane 2018: risultati e Governo, i 3 scenari alle porte

Elezioni politiche italiane 2018: 3 scenari possibili

Elezioni politiche italiane 2018: risultati e Governo, i 3 scenari alle porte.

Al di là delle percentuali ricavate dalle elezioni politiche italiane 2018, ci sono due risultati che dovrebbero far parlare. Il primo riguarda il tasso di affluenza: 72,9% alla Camera, 73,02% al Senato. Leggermente inferiore rispetto alle elezioni 2013 (75,19%), quando però si votata anche di lunedì. A tal proposito, è da segnalare l’affluenza del Sud alle urne. Tutti compatti (più o meno) per dare il voto ai 5 Stelle. Insomma, poco meno di 3 italiani su 4 elettori sono andati a votare. E il rischio di un astensionismo sotto l’asticella del 70% si è subito affievolito.

Il secondo dato rilevate sta nel fatto che 1 elettore su 2 ha votato per una forza politica contraria all’austerità europea; dura sul tema migranti; chiaro emblema di una protesta che stavolta ha trovato voce e respiro proprio alle urne. E mentre in Europa si teme per il futuro del nostro Paese, si comincia a pensare ai vari scenari possibili. Perché dalle elezioni politiche 2018 è emerso un risultato che è il più evidente di tutti. Nessuno ha la maggioranza. Nessuno ha i numeri per governare. E per ottenere le giuste cifre, bisognerà pensare a “improbabili coalizioni”. Oppure a una soluzione “tecnica”.

Elezioni politiche italiane 2018: primo scenario, asse M5S-Lega-FdI

I numeri parlano chiaro. Una vasta maggioranza sarebbe possibile, qualora Movimento 5 Stelle e Lega decidessero di coalizzarsi. Magari con la terza forza rappresentata da Fratelli d’Italia. Il calo di Forza Italia potrebbe segnare la fine politica di un partito. E aprire la strada ad altri scenari. Una corrente ancor meno europeista e libera dal carisma del Cavaliere. Ma Salvini ha già annunciato a chiare lettere il suo “no a coalizioni strane”. Anzi, c’è la volontà di mantenere la parola. “Il centrodestra ha vinto e può governare”, ha affermato il leader della Lega. “La Lega ha vinto nel centrodestra e resterà alla guida del centrodestra”.

E a chi gli chiede una possibile alleanza con i pentastellati? “No”, alza la voce Salvini. Anche perché un Sì a quella domanda implicherebbe l’uscita della Lega dal centrodestra. Un voltafaccia che non sarebbe ben visto forse neppure dall’elettorato che gli ha dato il voto. Certo, poi ci sono le conseguenze collaterali. Gli effetti sliding doors a cui assisteremo nelle prossime ore. “Non ho ancora sentito Berlusconi, lo farò dopo; ma gli accordi tra amici sono chiari”.

Elezioni politiche italiane 2018: secondo scenario, quale futuro per il PD

Il Partito Democratico potrebbe essere l’ago della bilancia? Mentre scriviamo si susseguono voci e conseguenti smentite sulle dimissioni di Renzi da segretario del partito. Ettore Rosato, intanto, colui che ha dato il nome a questa legge elettorale, ha dichiarato che il PD starà dalla parte dell’opposizione. Un’alleanza tra M5S e PD avrebbe comunque una maggioranza; ma i dem hanno già dichiarato più volte di non volersi alleare con i grillini. E, ultimamente, di voler far parte dell’opposizione. Perché i risultati delle elezioni sono stati chiari. E ai vertici del PD qualcuno pagherà il conto. D’altro canto il M5S è disposto a parlare con tutti, ma i patti sono stati chiari sin dall’inizio. “Ci si può confrontare sui contenuti, non sulle poltrone”. Se poi diamo un’occhiata e compariamo i programmi delle due forze politiche, risulta evidente come su molti punti le distanze siano a dir poco siderali.

Elezioni politiche italiane 2018: terzo scenario, il governo del Presidente

Il rischio di un governo non operativo in Italia, incubo professato dal presidente della Commissione Ue Juncker, potrebbe realizzarsi chiaramente. Nessuna maggioranza precisa; nessun governo di larghe intese. Quindi, via al cosiddetto “governo del Presidente”. Un esecutivo di breve durata il cui scopo principale sarà quello di traghettare il Paese fino al nuovo voto, che peraltro potrebbe già esserci all’inizio del prossimo autunno. Ovviamente, con una nuova legge elettorale.

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