pubblicato: lunedì, 5 marzo, 2018

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Conferenza stampa Renzi: dimissioni annunciate. La diretta

conferenza stampa renzi

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Conferenza stampa Renzi: “Restituiamo casa Italia più in ordine”

18.45 “Ripartiamo con l’orgoglio di chi in questi anni può dire di aver fatto un lavoro bello. Restituiamo le chiavi di casa con casa più in ordine: + 4 % di Pil, + 5.4% di consumi, + 17% di export, 1 milione in più di posti di lavoro. Noi siamo orgogliosi e siccome vogliamo bene all’Italia speriamo che il prossimo governo saprà fare meglio. Se ci riusciranno, faremo loro i complimenti, da opposizione responsabile”.

“Ci riprendiamo la libertà di fare politica fuori dai palazzi e vorrei che arrivasse un grazie ai candidati che non ce l’hanno fatta, a quelli che hanno fatto campagna e che rappresenteranno il Pd nella prossima legislatura. Noi possiamo dire che diremo “sì” a tutto ciò che serve al Paese e al futuro dei nostri figli. E anche 3 no: no agli inciuci, lo ribadiamo, no ai caminetti ristretti di qualcuno che immagina di poter considerare il Pd luogo di confronto solo tra gruppi dirigenti e no ad ogni forma di estremismo“.

Conferenza stampa Renzi: “Sarò senatore semplice”

18.40 “Intendo essere chiaro: non credo sia possibile evitare un confronto vero dentro al Pd per capire ciò che è accaduto in questi ultimi anni, mesi e giorni. E’ il caso di fare un congresso serio e risolutivo. Un congresso che elegga un segretario e che permetta alla leadership di fare ciò che si è deciso di fare. Non un reggente scelto da un caminetto, ma eletto con le primarie”.

“Mi rivolgo a chi ci ha votato e a chi non lo ha fatto: abbiamo sempre detto no a un governo con gli estremisti e degli estremisti, non abbiamo cambiato idea. La campagna l’abbiamo presa sul serio. Abbiamo detto no alla cultura dell’odio e non stavamo scherzando; se siamo corrotti e impresentabili sapete che c’è? Fate il governo senza di noi. Se noi siamo questo, allora sappiamo che il nostro posto è l’opposizione. E lì staremo perché il Pd è nato contro i caminetti, contro le forze anti-sistema e quindi non diventerà la stampella di forze anti-sistema.”

“Io ho ricevuto migliaia di mail e vorrei rivolgermi alla parte di italiani che ci vuole bene. Non c’è nessuna fuga: terminata la fase di insediamento farò un lavoro che mi affascina da sempre: il senatore semplice. Sono orgoglioso del risultato nel mio collegio. Facevo il conto che nel 2018 mi sono ripresentato ai fiorentini 14 anni dopo la prima volta, è impressionante il fatto che continuino a votarmi. Dunque si riparte dal basso, con umiltà, come un militante tra i militanti.”

 

Conferenza stampa Renzi: “Lascio la guida del Pd”

h 18.35 “Come ben sapete siamo di fronte a una sconfitta netta che ci impone di aprire una pagina nuova all’interno del Pd. Siamo orgogliosi del lavoro di questi anni; lo dico ai militanti e al lavoro strepitoso che hanno fatto, ma contemporaneamente riconosco che questa è una sconfitta chiara ed evidente. Oggi l’Italia si trova in una situazione politica in cui chi ha vinto non ha i numeri per governare; chi è intellettualmente onesto deve riconoscere che tutto questo parte dalla vicenda referendaria”.

“Siamo stati in questa campagna elettorale sin troppo tecnici senza mostrare l’anima delle cose da fare e di quelle fatte. Se a questo si aggiunge anche il vento estremista – che nel 2014 abbiamo fermato – comprendiamo che il risultato è oggi deludente.”

“E’ evidente poi un grande contrasto in molti collegi, come quello di Pesaro dove era candidato Marco Minniti. Lui ha saputo cambiare la percezione del problema immigrazione e la sostanza della soluzione con un lavoro che gli è stato riconosciuto anche dagli avversari…eppure cosa è successo? Il candidato dei 5 stelle, definito impresentabile anche da loro stessi, quel candidato che è scappato dalla campagna elettorale, è riuscito ad avere la meglio contro ogni valutazione di merito. E’ questo il simbolo dell’intera campagna. E’ quindi ovvio che io lasci la guida del Partito democratico e, come previsto dallo statuto, ho chiesto ad Orfini di aprire una nuova fase congressuale non appena sarà terminato l’insediamento del Parlamento e del governo.”

h 18.30 Inizia la conferenza stampa di Matteo Renzi: il segretario conferma le indiscrezioni giunte in prima mattinata e annuncia le sue dimissioni.

h 17.55 La conferenza stampa di Matteo Renzi dovrebbe iniziare alle ore 18.

Conferenza stampa Renzi slittata

Sembra essere per il momento slittata la conferenza stampa di Renzi annunciata questa mattina dal suo portavoce e prevista per le 17. Secondo i vari rumors il segretario dem avrebbe bisogno di più tempo per poter riflettere sul percorso futuro; l’ipotesi dimissioni rimane quindi in ballo mentre siamo in attesa di ulteriori aggiornamenti.

Conferenza stampa Renzi: dimissioni o no? Diretta alle 17

E’ attesa per le 17 di oggi la conferenza stampa di Matteo Renzi. Mentre prosegue lo scrutinio e continuano ad essere aggiornati i risultati delle elezioni politiche e regionali, il segretario del Partito democratico è in procinto di commentare gli infelici risultati dei dem. Il Pd, che fin dalle prime proiezioni è risultato essere sotto il 20%, dovrà quindi affrontare una delle sue peggiori crisi.

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Conferenza stampa Renzi: dimissioni (per ora) smentite

Questa mattina, in tale proposito, l’ Ansa diffondeva un’agenzia sostenendo che il segretario del Nazareno avesse rassegnato le proprie dimissioni; dopo qualche minuto però è arrivata la smentita da parte del suo portavoce, il quale ha nel frattempo annunciato che Renzi avrebbe parlato nel pomeriggio. Se la conferenza si terrà nell’orario indicato è incerto, mentre è certo che il segretario dem debba affrontare la pesante sconfitta elettorale e che questo potrebbe anche portare alle sue dimissioni; d’altronde, sarà chiamato a giudicare la situazione e a prendere una decisione lungimirante per il partito.

Andrea Orlando, della minoranza dem, ha detto che le sue dimissioni sarebbero “doverose”; e che ora è necessaria una “gestione collegiale e unitaria del partito”. C’è quindi grande attesa per sapere quale sarà la scelta dell’ex premier, che già rassegnò le dimissioni dopo la “prima” sconfitta post referendum costituzionale.

 

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