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pubblicato: martedì, 15 maggio, 2018

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Governo ultime notizie: accordo M5S-Lega, Giorgetti smentisce

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Governo ultime notizie: accordo M5S-Lega, Giorgetti smentisce

Alla domanda dei cronisti “è più vicino l’accordo o il voto?” il leghista Giancarlo Giorgetti ha risposto “l’accordo per il voto”. Una battuta, è chiaro, quella del braccio destro di Matteo Salvini. D’altra parte, nonostante poi cerchi di mostrare ottimismo – “nulla è insuperabile” si affretta a dire – le sue parole lasciano intravedere una certa difficoltà nel trovare la quadra al tavolo dei negoziati giallo-verdi.

Innanzitutto, manca ancora l’intesa sul nome del premier. Infatti, il nome di Giulio Sapelli è ormai “bruciato”. Invece, resta sul tavolo quello di Giuseppe Conte; il giurista è gradito ai pentastellati ma lascia perplesso il Carroccio, anche se non è stato posto un vero e proprio veto. D’altra parte, per i 5 stelle il “sogno” rimane quello di vedere Luigi Di Maio a Palazzo Chigi; qui sì che un veto è stato posto. Salvini sul punto non può cedere; come spiegare una capitolazione del genere agli alleati Berlusconi e Meloni?

Governo ultime notizie: accordo M5S-Lega, Giorgetti smentisce

In secondo luogo, sembrano ancora lontane dall’essere colmate le distanze su alcuni importanti snodi del programma, anche se dal Movimento si preferisce ribadire che sono state trovate molte convergenze. Disaccordo ci sarebbe ancora sulle infrastrutture; i 5 stelle chiedono di rivedere l’utilità di Tav e Tap con i leghisti a favore anche del passante di Genova, del completamento del Mose, della costruzione di nuove autostrade (Val Trompia, pedemontana lombarda e veneta). Da risolvere anche la questione “giustizia” (conflitto d’interessi e allungamento della prescrizione), prioritaria per i pentastellati ma non per il Carroccio. Al contrario, sono “giustizia fai da te” e “rimpatri immediati dei clandestini” a lasciare abbastanza freddi i 5 stelle.

Detto ciò, di certo più deciso di Giorgetti, “chiuderemo in 48-72 ore” ha cercato di placare i malumori interni ed esterni Danilo Toninelli. Tuttavia, Salvini non ha raccolto gli inviti alla prudenza (rispetto ai conti dello Stato) del Colle e dei pentastellati.

Il leader del Carroccio non ha nascosto a Mattarella di volere un ampio margine di manovra su immigrazione, legittima difesa, Legge Fornero, trattati europei e grandi opere. “Non sforare il 3% ma arrivare al 3%; l’Europa deve capire che abbiamo bisogno di risorse” avrebbe detto il leader del Carroccio al Presidente della Repubblica. È dunque arrivato subito il pressing del vicepresidente della Commissione Ue Vladis Dombrovskis che ha chiesto all’Italia di non cambiare sui migranti e, soprattutto, di continuare ad appianare il debito.

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