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pubblicato: venerdì, 7 settembre, 2018

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Sondaggi politici Ict: 86% italiani favorevole a riforma Ue su copyright

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Sondaggi politici Ict: 86% italiani favorevole a riforma Ue su copyright

L’86% degli italiani sarebbe favorevole alla nuova proposta di riforma del copyright che verrà discussa il 12 settembre al Parlamento Ue. A sostenerlo è un sondaggio condotto da Ict e commissionato da Europe For creators, movimento di cittadini, creativi e quasi 250 organizzazioni a sostegno della Direttiva Europea per il Copyright. La società Harris Interactive ha poi pubblicato i dati della rilevazione in un più ampio studio di ricerca denominato “Copyright & US Tech Giants“.

L’analisi ha visto coinvolte 6.600 persone in Europa, di cui 800 in Italia. Sette i paesi presi in esame. Il risultato è un plebiscito (87% media Ue) a favore della direttiva Ue che punisce i giganti del web e protegge i creatori di contenuti che distribuiscono le loro realizzazioni su piattaforme come Google, Facebook, Youtube, solo per citarne alcune. Gli italiani sono tra i più convinti sostenitori della normativa Ue chiamata erroneamente “link tax” (perchè di tassa non si tratta).

L’87% dei nostri connazionali ritiene infatti giusto che artisti e creatori si vedano riconoscere un giusto compenso per il lavoro sostenuto.

Quattro italiani su cinque (78%) sono convinti che i big del tech abbiano più potere contrattuale rispetto all’Unione Europa. Così tanto che il 62% dei nostri cittadini intervistati, teme che i giganti del web possano, con la loro influenza, mettere a repentaglio il funzionamento della democrazia in Europa.

Infine, la maggioranza degli italiani bacchetta i big del web per il loro braccino corto. Il 66% infatti ritiene che i creatori di contenuti non ricevano il giusto compenso dalle piattaforme dove i loro lavori vengono caricati.

Sondaggi politici Ict: Di Maio controcorrente

Sulla direttiva Ue si era espresso in modo esattamente contrario al sentire popolare, il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. “Vogliono mettere il bavaglio alla rete inserendo la cosiddetta link tax, ovvero un diritto per gli editori di autorizzare o bloccare l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni”, aveva detto Di Maio. “E, soprattutto, vorrebbero garantire un controllo ex ante sui contenuti che i cittadini vogliono condividere. Praticamente deleghiamo a delle multinazionali, che spesso nemmeno sono europee, il potere di decidere cosa debba essere o meno pubblicato”.

Sondaggi politici Ict: nota metodologica

In attesa di diffusione.

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