Erosione risparmi conto corrente: cos’è e quanto incide sul patrimonio

Pubblicato il 30 Ottobre 2019 alle 13:46
Aggiornato il: 2 Novembre 2019 alle 08:49
Autore: Guglielmo Sano
Maialino salvadanaio

Sono numerose le spese che rendono quantomeno poco conveniente tenere i propri risparmi fermi su un conto corrente. Anche le imposte hanno un impatto sui patrimoni degli italiani depositati in banca.

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Ritenuta fiscale sugli interessi attivi

Le imposte non hanno un impatto sul reddito ma sul patrimonio di un contribuente; tra l’altro, la pressione fiscale si sta facendo sempre più pesante sugli investimenti e sui conti. Per esempio, basti dire che la ritenuta fiscale sugli interessi attivi maturati sul conto corrente – in pratica, gli interessi che una banca riconosce ai propri clienti per il deposito di somme che possono essere utilizzate in operazioni finanziarie – è sin dall’1 luglio 2014 pari al 26%, cioè la stessa aliquota che si applica ai guadagni relativi alla stragrande maggioranza dei prodotti finanziari quando su Titoli di Stato, Buoni Fruttiferi e simili non grava solo, per così dire, il 12,5% di tasse.

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L’imposta di bollo sul conto corrente

Tuttavia, sulle somme depositate in banca viene applicata anche un’imposta di bollo fissa. In pratica, come molti contribuenti sanno, la tassazione non viene applicata solo ai guadagni ottenuti sulle rendite finanziarie ma in ogni caso. Insomma, anche se non si maturano interessi, per il solo fatto di possedere un conto corrente. La tassa, in vigore dal 2012 – via Decreto Salva Italia varato dal Governo Monti – e più volte modificata, non è applicata se il valore medio della giacenza di un conto è inferiore ai 5mila euro. Al di sopra di questa soglia, invece, sarà pari a 34,20 euro all’anno per le persone fisiche e di 100 euro per tutti gli altri soggetti.

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L’imposta di bollo si paga anche sul deposito titoli che può essere associato al proprio conto: in tal caso, la tassa viene calcolata in misura proporzionale al controvalore di mercato dei titoli posseduti. L’imposta è applicata su tutti gli strumenti finanziari, anche quelli non materialmente presenti nel dossier titoli (fondi comuni di investimento, polizze vita etc…), nella misura dello 0,20% – senza importo minimo a partire dal 2014.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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