Riaperture 3 maggio 2020: regole, obbligo mascherine e guanti?

Pubblicato il 14 Aprile 2020 alle 12:12
Aggiornato il: 15 Aprile 2020 alle 20:16
Autore: Guglielmo Sano

Riaperture 3 maggio: continuano a rincorrersi le ipotesi sulla cosiddetta Fase 2, cioè quella di “convivenza” con il nuovo coronavirus

Mani
Riaperture 3 maggio 2020: regole, obbligo mascherine e guanti?

Riaperture 3 maggio: continuano a rincorrersi le ipotesi sulla cosiddetta Fase 2, cioè quella di “convivenza” con il nuovo coronavirus. Trascorse le festività pasquali ad alcune attività come le librerie si è già consentito di alzare le saracinesche, nel frattempo si pensa a come allentare altre restrizioni a partire dal prossimo mese.

Riaperture 3 maggio: una fase intermedia

Quella che comincia oggi, 14 aprile 2020, non è la Fase 2 ma una cosiddetta fase intermedia: in pratica, riapriranno pochi tipi di attività e con restrizioni che potrebbero venir modificate nel corso delle prossime settimane quando, appunto, partirà la vera e propria “convivenza” con il nuovo coronavirus. Dunque, a eccezione di alcune regioni tra cui Lombardia e Piemonte e delle province di Piacenza e Rimini in Emilia Romagna, via libera a librerie, cartolibrerie, negozi di abbigliamento per bambini e neonati così come alle aziende del settore forestale, della silvicoltura, della cura e della manutenzione del paesaggio, della vendita all’ingrosso di carta e cartone, dell’idraulica e della fabbricazione di computer.

Gli esercenti sono tenuti all’osservanza di diverse regole igienico-sanitarie: dovranno garantire il distanziamento di sicurezza tra le persone, provvedere alla pulizia dei locali due volte al giorno e al ricambio dell’aria, disporre sistemi di disinfezione delle mani, usare guanti e mascherine dove non si può rispettare la distanza di sicurezza (bisogna indossarli sempre nel settore alimentare). Nei negozi fino a 40 metri quadri, inoltre, può accedere solo un cliente per volta (che si aggiungerebbe a massimo due operatori).

Priorità ai settori a rischio “concorrenza”

Nei prossimi giorni poi, secondo indiscrezioni accreditate dai maggiori organi di stampa, torneranno a lavoro i primi 150 dipendenti Fiat, su un totale di 7.500, nello stabilimento di Melfi in Basilicata. A breve toccherà anche a quelli dello stabilimento di Mirafiori (Torino) e di quello Sevel-Ducato abruzzese. Anche gli operai di diverse fabbriche tessili e della filiera della moda torneranno a lavoro da qui al 20 aprile. L’obiettivo è di tutelare alcuni settori che potrebbero soffrire più di altri la “concorrenza” dall’estero. A inizio maggio poi potrebbero riaprire barbieri, parrucchieri e centri estetici, infine, a fine maggio potrebbe arrivare il turno, tra molte cautele, di bar e ristoranti, e del campionato di calcio. Per cinema, teatri, musei, invece, bisognerà attendere ancora.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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