Governo ultime notizie: scontro Mes tra M5S e Pd. Conte “non dividere”

Pubblicato il 17 Aprile 2020 alle 19:26
Aggiornato il: 23 Aprile 2020 alle 16:46
Autore: Eugenio Galioto

Governo ultime notizie: scontro Mes tra M5S e Pd. Non si placa la polemica interna alla maggiornaza sul Fondo Salva-Stati. Anche le opposizioni divise.

Conte in aula
Governo ultime notizie: scontro Mes tra M5S e Pd. Conte “non dividere”

Il voto di ieri al parlamento europeo ha segnato una spaccatura annunciata nella maggioranza: quella tra sostenitori dell’attivazione del Mes (almeno senza la condizionalità per quanto riguarda le spese sanitarie) e i suoi detrattori nel M5S, decisi a opporsi in qualsiasi modo al Mes.

Lo scontro si era consumato nei giorni precedenti, con Conte costretto a intervenire per porre fine ai dissapori tra Pd e pentasellati all’interno della maggioranza di governo. Il Premier ha lanciato un messaggio chiaro: solo alla fine delle trattative a Bruxelles “potremo valutare se questa nuova linea di credito – quella del Mes (Ndr) – pone condizioni, quali condizioni pone, e solo allora potremo discutere se quel regolamento è conforme al nostro interesse nazionale. E questa discussione dovrà avvenire in modo pubblico e trasparente, dinanzi al Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola. Prima di allora potremo disquisire per giorni e settimane, ma inutilmente”. 

Governo ultime notizie: l’intervento di Conte per placare le polemiche

Il Capo del governo ha parlato apertamente di una querelleche rischia di dividere l’intera Italia secondo opposte tifoserie e rigide contrapposizioni“. L’unica questione su cui ha senso discutere, secondo Conte, è appunto quella delle condizionalità del Mes, ma sarebbe prematuro parlarne, fino a quando il prossimo Consiglio europeo del 23 aprile non avrà sciolto la riserva. Il dibattito che ha infiammato la maggioranza di governo è tra chi sostiene che esista il rischio che restano le tradizionali condizionalità previste nel Mes (la sottoscrizione dei memorandum che imporrebbero all’Italia rigidi vincoli di austerità) e coloro che ritengono che le condizionalità resteranno effettivamente sospese per quanto riguarda quelle destinate per le spese sanitarie.

Conte ha poi espresso apprezzamento per l’esito della riunione dell’Eurogruppo del 9 aprile, poiché in quella sede si è stabilito effettivamente che l’unico vincolo dell’utilizzo della linea di credito senza condizionalità fosse appunto quello di destinare le risorse alle spese sanitarie. Discutere adesso – ha ribadito Conte – se vi saranno o meno altre condizioni oltre a quelle delle spese sanitarie e valutare adesso se all’Italia converrà o meno attivare questa nuova linea di credito significa logorarsi in un dibattito meramente astratto e schematico”.

Vicino alle posizioni di Conte è l’ex leader pentastellato e ministro degli Esteri Luigi di Maio che ha invitato la maggioranza a fare “gioco da squadra”, citando poi, in una nota, il vecchio leader democristiano Alcide De Gasperi: “Solo se saremo uniti saremo forti. Solo se saremo forti saremo liberi”.

Governo ultime notizie: Le reazioni di Pd e M5S

Stante alle ultime notizie, non si sono fatte attendere le risposte da parte dei partiti della maggioranza di governo che hanno espresso pareri contrastanti, pur senza mettere in discussione la fiducia nell’operato del Premier.

Il ministro per i Beni e le attività Culturali Dario Franceschini ha definito “ragionevoli e condivisibili” le parole del presidente del Consiglio, ribadendo la necessità di “sostenere la posizione italiana su mezzi e risorse della UE per affrontare l’emergenza”, facendo eco al Premier Conte sull’opportunità di “chiudere questa discussione interna e aspettare le conclusioni del Consiglio Europeo“.

“Fiducia da parte del MoVimento 5 Stelle” è stata ribadita dal capodelegazione del M5S al governo Alfonso Bonafede, il quale ha ribadito che “nel prossimo Consiglio europeo la maggioranza dovrà adottare una linea compatta se vorrà riuscire nella difficile trattativa in Europa. Il lavoro di squadra è stato e continuerà ad essere fondamentale nell’affrontare l’emergenza Coronavirus.”

Ma l’acqua gettata da Conte non è bastata a spegnere i bracieri ardenti. Il capo politico del M5S Vito Crimi, rivolgendosi al Mes, parla apertamente di “fregatura” e assicura che non sarà mai votata dal Movimento. Sulle colonne de Il Fatto quotidiano, il capo pentastellato ha provato a fare quadrato su Conte, ribadendo come lo scontro all’interno della maggioranza “rischia di danneggiare anche la trattativa in Europa, dove il prossimo 23 aprile Conte è atteso per il Consiglio europeo”. Secondo il leader dei Cinque Stelle l’atteggiamento del Pd sarebbe “sbagliato”, perché “sta smentendo il premier”.

A Crimi fa da eco il viceministro allo Sviluppo Stefano Buffagni che affonda, definendo il Mes un “cappio” al collo per l’Italia, mentre la senatrice Barbara Lezzi lancia una procazione: “Se il Pd vuole il Mes deve tornare alleato di Berlusconi”.

A far da contraltare ai pentastellati, è intervenuto il capogruppo Dem al Senato Andrea Marcucci che insiste sul fatto che il Mes sarebbe “cassa disponibile e bisogna accedervi”. Linea ribadita dal compagno di partito, capogruppo Dem alla Camera Graziano Delrio che sottolinea la necessità per il nostro Paese di utilizzare tutte le risorse necessarie: “se ci vengono prestati senza interessi dei miliardi perché non dobbiamo usarli?”. Tanto basta per riaccendere le tensioni con Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri del M5S, che sbotta: “Delrio ha ammesso candidamente di non sapere nulla sul tema ma comunque, alla cieca, si è lanciato contro la linea sul Mes del governo e del presidente Conte. La verità è che le condizionalità del Mes esistono e il fatto che siano light non cambia la sostanza”.

Salvini, Berlusconi, Meloni e Renzi all’attacco

Le tensioni all’interno della maggioranza, stante alle ultime notizie, rappresentano un’occasione ghiotta per le opposizioni interessate a indebolire Conte e la maggioranza di governo. Non si è fatta sfuggire l’opportunità la Lega che attacca il governo Conte, parlando di “bavaglio al parlamento“: “mentre in tutta Europa la discussione è aperta, – polemizza il capogruppo del Carroccio alla Camera Riccardo Molinari – in Italia maggioranza e governo impediscono discussione e votazione, sostenuta oggi in capigruppo solo dalla Lega e da Fdi, di un documento di indirizzo sul Mes”. A spegnere la polemica è intervenuto persino il Presidente della Camera Roberto Fico il quale, dai microfoni del Tg2, ha sottolineato la centralità del Parlamento, assicurando che “le Camere stanno svolgendo una funzione di controllo costante e attiva, tramite interpellanze urgenti, question time e appunto informative”.

Lungi dal presentarsi come una falange oplitica, persino le opposizioni sono divise, con Lega e Fratelli d’italia disposti alle barricate per contrastare il Mes e Forza Italia favorevole all’accesso ai fondi: “Il Mes non va demonizzato, usiamolo senza condizioni” – ha puntualizzato il Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi dalle pagine de Il Giornale. Pronta la replica del segretario della Lega Matteo Salvini che ha precisato: “non è una questione di tifoserie, non esiste un Mes senza condizioni, se uno chiede un euro o milioni di euro dovrà restituirli, il problema non è il tasso (di interesse, ndr) ma le condizionalità per restituire quei soldi. L’accordo dell’Eurogruppo non può andare sopra al Trattato”. A rilanciare le parole dell’alleato Salvini, è intervenuta la leader di FdI Giorgia Meloni: “se non restituisci i soldi che chiedi in prestito come dicono loro e nei tempi che stabiliscono, e indipendentemente dalla difficoltà che hai puoi ritrovarti la Troika dentro.

Nello scontro si è inserito il leader di italia Viva Matteo Renzi, il quale in quest’occasione è tornato tra le fila dei suoi ex compagni di partito democratici, definendo “una presa in giro” le polemiche di Lega e M5S: “il Mes senza condizionalità – ha sottolineato Renzi – significa che ci danno 37 miliardi di euro, a condizioni migliori di un qualsiasi altro tipo di prestito”, quattrini che andrebbero nelle tasche degli italiani.

Fa discutere, intanto, il voto europeo della Lega contro l’emendamento numero 43 dei Verdi europei, che proponeva proprio l’introduzione dei Coronabond (o eurobond) nel pacchetto di misure per fronteggiare l’emergenza coronavirus, una mossa che Angelo Bonelli dei Verdi definisce degna “di falsi patrioti, che in Italia fingono di difendere il nostro Paese ma fuori confine si alleano con i nemici dell’Italia”. “Mai stati a favore dello strumento Coronabond, – replicano i leghisti – che corrisponderebbe alla totale cessione di sovranità all’Ue. Anzi, indichiamo sin dal principio la proposta più semplice, ovvero un ruolo più attivo da vero prestatore di ultima istanza della Bce per comprare Btp“.

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L'autore: Eugenio Galioto

Sociologo, un passato da ricercatore sociale e un presente da analista politico. Scrivo principalmente di economia e politica interna. Amo il jazz, ma considero l'improvvisazione qualcosa che solo i virtuosi possono permettersi.
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