Come cambiare banca e trasferire i rid, le domiciliazioni e i bonifici

Pubblicato il 22 Aprile 2020 alle 17:20 Autore: Claudio Garau

Cambiare banca: che cosa dice la legge a riguardo e come si fa in concreto? Cosa accade a rid, bonifici, domiciliazioni bancarie e mutui?

Come cambiare banca e trasferire i rid, le domiciliazioni e i bonifici
Come cambiare banca e trasferire i rid, le domiciliazioni e i bonifici

Cambiare banca: un’operazione che interessa molte persone, nella loro vita di correntisti. Oggi il panorama degli istituti di credito evidenzia una estrema varietà delle offerte e delle condizioni contrattuali, tali da poter convincere anche i clienti più esigenti e pignoli. Pertanto, può ben capitare che una persona decida, ad un certo punto, di abbandonare la propria banca di riferimento, e sceglierne un’altra che offre magari gli stessi servizi ed ulteriori, ma a prezzi molto più convenienti. Vediamo allora come fare concretamente a spostare il conto corrente, i correlati Rid e le domiciliazioni bancarie delle utenze di casa. Come si fa a cambiare banca? Vediamolo.

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Cambiare banca: le modalità pratiche

Chiaramente il cliente è libero di fare le proprie scelte, anche durante il rapporto contrattuale che lo lega ad una certa banca piuttosto che ad un’altra. Pertanto, se ci si imbatte in un’offerta che consente di avere un conto corrente migliore sul piano dei costi o delle commissioni, sarà naturale l’idea di cambiare banca. In particolare, l’interessato dovrà tener conto, per effettuare la miglior scelta, del cosiddetto ISC, ovvero l’indice sintetico di costo annuo. Sarà pertanto opportuno leggere con attenzione i documenti informativi sui conti correnti, presenti sui siti web delle varie banche emittenti o negli sportelli tradizionali. Tali documenti includono informazioni come ad esempio canone mensile, costi, prelievo Bancomat, costi bonifici, commissioni ecc.

Il contratto di conto corrente che lega banca e cliente, rientra nei cosiddetti contratti di durata, ovvero senza un termine di scadenza; ne consegue che ognuna delle parti contrattuali può decidere in qualsiasi momento di interrompere questo rapporto, ovvero può decidere di “recedere”. Insomma, il cliente è libero, in ogni momento che ritiene opportuno, si cambiare banca e spostare i soldi altrove. Il tutto senza alcun obbligo di preavviso, se non un termine di 12 giorni che rappresenta il lasso di tempo entro il quale l’istituto di credito deve completare il trasferimento del saldo nell’altro conto corrente.

Ma in concreto come avviene lo spostamento del denaro e quindi del conto corrente? Ebbene può avvenire con una delle due seguenti modalità:

  • attraverso quella che è denominata “portabilità del conto corrente” (d. lgs. n. 37 del 2017): la banca di provenienza opera il bonifico del denaro sul conto corrente presso la nuova banca. L’operazione è più semplice di quanto si possa pensare: infatti, per effettuare la portabilità del conto corrente basta recarsi presso una filiale della nuova banca e domandare che quest’ultima attivi l’iter di portabilità, gestendo ogni comunicazione e step con la banca di provenienza. Chiaramente è tutto interesse della nuova banca, guadagnare un nuovo cliente. Anzi, la vecchia banca, gratuitamente, deve cedere tutte le informazioni utili – tra cui i possibili addebiti bancari automatici, accredito stipendio/pensione, addebito bollette e altro – entro pochi giorni dall’iniziativa del cliente;
  • altrimenti, è possibile prelevare autonomamente il denaro nel conto e successivamente fare il deposito presso il nuovo istituto di credito.

Pur trattandosi di un iter agevole e non troppo complicato, il cliente deve comunque ricordare che la possibile esposizione debitoria su un conto “in rosso” non vieta che lo stesso conto sia chiuso e ne sia aperto uno nuovo presso la nuova banca. Tuttavia, giuridicamente, permane l’obbligo di restituzione delle somme di debito alla vecchia banca. Inoltre, va ricordato che la portabilità sopra menzionata non comporta anche, contestualmente, l’automatica chiusura del precedente conto corrente che, di fatto, resta aperto fino al momento in cui il correntista decide di chiuderlo. Ma sarà una sua scelta puramente discrezionale.

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Bonifici, domiciliazioni e rid: che succede?

Come appena visto, cambiare banca è operazione assolutamente legittima e agevole, tuttavia che succede ai servizi come le domiciliazioni delle bollette, ai Rid e ai bonifici? Ebbene, a seguito dell’avvio delle operazioni di portabilità del proprio conto, l’istituto di credito di provenienza è obbligato a trasferire verso il nuovo istituto ogni servizio attivato presso la vecchia banca, come appunto i rid (rapporti interbancari diretti), ovvero gli addebiti sul proprio conto autorizzati dal correntista e provenienti da un certo creditore; analogamente, la vecchia banca dovrà trasferire i servizi di domiciliazione delle bollette, ovvero quegli strumenti che consentono di automatizzare i pagamenti, autorizzando l’operatore a prelevare in via automatica, le somme dovute dal conto corrente del suo cliente, secondo scadenza periodiche. Stesse conclusioni per i cosiddetti “bonifici periodici” come le somme accreditate a titolo di pensione o di retribuzione periodica: verranno spostati senza indugio nel nuovo conto corrente.

Per quanto riguarda il mutuo, invece, non è obbligatorio cambiare anche l’emittente del mutuo. Infatti, la legge vigente consente di conservare il mutuo presso la banca d’origine, mentre il conto corrente viene trasferito altrove.

Concludendo, ribadiamo che cambiare banca è operazione facilitata dalle norme vigenti, per le quali tutto l’iter di spostamento deve compiersi in 12 giorni lavorativi e, soprattutto, senza costi per il cliente.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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