Concorsi pubblici online: primo bando in Gazzetta, come funziona?

Pubblicato il 26 Settembre 2020 alle 06:14 Autore: Claudio Garau

Concorsi pubblici online e nuove modalità di selezione: ecco il bando apripista in Gazzetta Ufficiale. Cosa cambia di fatto nelle procedure?

Concorsi pubblici online: primo bando in Gazzetta, come funziona?
Concorsi pubblici online: primo bando in Gazzetta, come funziona?

L’epidemia da coronavirus, come ben sappiamo, ha comportato molte novità ed alcune modifiche alle abitudini ed ai comportamenti delle persone. Ma soprattutto, ha incentivato lo smart working, anche come vero e proprio diritto del lavoratore. Qui di seguito vogliamo però vedere quali sono le conseguenze dell’emergenza sanitaria da un altro punto di vista, ovvero sul piano delle modalità con cui svolgere i concorsi pubblici. Sono infatti arrivate novità per le quali tali concorsi potranno avvenire online e quindi con l’ausilio degli strumenti informatici e della connessione internet. Vediamo più da vicino.

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Concorsi pubblici online: cosa cambia? qual è il primo concorso con modalità telematica?

Sicuramente si tratterà di un nuovo modo di effettuare le selezioni per l’assegnazione di posti di lavoro nell’ambito del lavoro pubblico. Infatti, in Gazzetta Ufficiale è stato recentemente pubblicato il primo bando che, in corrispondenza alle intenzioni di cui al dl rilancio – ed in particolare in conformità a quanto voluto dalla Ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone – prevede l’uso delle tecnologie digitali, con candidature motivate e quiz ad hoc. Il bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale è solo il primo di una serie di concorsi pubblici online. Sulla scorta delle misure di contenimento utilizzate per contrastare l’emergenza sanitaria da coronavirus, nel dl Rilancio, agli artt. 247 e 248, è stata introdotta la semplificazione in materia di iter di selezione per posti nella PA, e pertanto la possibilità di svolgere con metodo decentrato e telematico i concorsi citati.

Ecco il testo del bando: “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di novantadue unitàdi personale non dirigenziale, a tempo pieno ed indeterminato, da inquadrare nell’Area funzionale III, fascia retributiva F1, in vari profili, nei ruoli dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare“. La scadenza è prevista il giorno 20 giugno.

In particolare sarà inedita la prova orale dato che, per quanto riguarda il detto concorso pubblico, si prevede che: “potrà essere tenuta in videoconferenza, attraverso l’utilizzo di mezzi informatici e digitali, garantendo comunque l’adozione di soluzioni tecniche che assicurino la pubblicità della stessa, l’identificazione dei partecipanti, la sicurezza delle comunicazioni e la loro tracciabilità“.

Altra novità è la presenza di quiz situazionali, che mirano – durante la prova preselettiva – a identificare le competenze a livello attitudinale dei partecipanti, vale a dire le cosiddette “soft skill”.

La nuova linea tracciata in tema di concorsi pubblici è insomma quella della sperimentazione della tecnologia digitale almeno fino al 31 dicembre 2020, con prove selettive svolte tramite strumentazioni informatiche e svolgimento degli esami presso sedi decentrate. Incaricato in concreto di individuare le sedi idonee per le prove, è il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che terrà conto anche della provenienza geografica dei partecipanti alle prove, adoperando idonei locali di strutture scolastiche di qualsiasi ordine e grado, di atenei oppure di altre strutture pubbliche o private, previamente indicate.

Quando fare domanda per effettuare il concorso?

In base alle indicazioni che emergono dal dl rilancio, in questo nuovo contesto la domanda di partecipazione ai concorsi pubblici dovrà essere fatta entro 15 giorni dalla pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale, ma solo per modalità telematica, mediante specifica piattaforma digitale già operativa o comunque introdotta anche con il supporto di aziende pubbliche, private, o di professionisti in materia di selezione di personale.

Inoltre, il candidato per potersi cimentare nelle prove dei concorsi pubblici, dovrà possedere i due seguenti requisiti “digitali”:

  • essere registrato nella piattaforma digitale (per il primo concorso online si tratta della piattaforma Step-One 2019), con il Sistema pubblico di identità digitale (SPID);
  • avere un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) a lui intestato.

Sono previste disposizioni anche con riferimento ai componenti della Commissione esaminatrice, che potranno compiere le attività di valutazione e selezione, con metodo telematico, ma sempre nella tutela della tracciabilità delle comunicazioni e della sicurezza. Ogni comunicazione inerente la procedura di concorso, inclusa la pubblicazione della graduatoria finale di merito, sarà data ai concorrenti con la citata piattaforma digitale.

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Concludendo, l’intenzione del Ministero della Pubblica Amministrazione è certamente quella di proseguire, dopo questo primo concorso, con altri concorsi pubblici online, ma dovrà prima essere, come ovvio, rodato il meccanismo e dovranno essere testate le capacità dei server nella gestione dei dati. Non resta pertanto che attendere i prossimi mesi, per capire se questo nuovo format avrà successo.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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