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pubblicato: venerdì, 30 novembre, 2012

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Primarie, l’analisi del voto al primo turno

primarie pd

[ad]Domenica 25 novembre si è tenuto il primo turno delle primarie del centrosinistra, attraverso cui gli elettori della coalizione “Italia Bene Comune” si sono espressi per scegliere il proprio candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nelle prossime elezioni politiche della primavera 2013.
I cinque candidati erano Pierluigi Bersani (PD), Bruno Tabacci (ApI), Laura Puppato (PD), Nicola Vendola (SEL) e Matteo Renzi (PD).

Malgrado alcuni episodi di confusione tra i comitati dei vari candidati sui numeri dell’affluenza e sul risultato degli spogli, la giornata ha visto un rimarchevole esempio di partecipazione democratica, fattore indubbiamente positivo in un momento di crescenti sentimenti antipolitici.

primarie pd

Sebbene siano già stati spesi fiumi di inchiostro per raccontare e analizzare l’evento, è indubbiamente opportuno, attraverso tabelle e mappe, ripercorrere i punti salienti della consultazione.

Risultati del primo turno delle primarie di Italia Bene Comune

Per la prima volta nella storia delle primarie nazionali italiane nessun candidato raggiunge il 50% delle preferenze; per vie delle regole fissate per questa specifica consultazione ciò rende necessario il secondo turno tra i primi due classificati al primo, ovvero Pierluigi Bersani e Matteo Renzi.
Il segretario del PD è risultato il più votato con il 44.86% dei voti, mentre il sindaco di Firenze si è piazzato secondo con il 35,52%.

La tabella evidenzia i risultati regione per regione: Bersani si è imposto in diciassette realtà più la circoscrizione estero mentre Renzi ha prevalso in Toscana, Umbria e Marche. Il dato politico di avere tre regioni storicamente di sinistra su quattro schierate per Renzi ha nettamente prevalso sul dato meramente numerico delle regioni vinte o perse. Vendola si piazza ovunque terzo classificato nettamente staccato dai primi due contendenti, ad eccezione della sua Puglia dove arriva secondo a poca distanza da Bersani.

La netta diseguaglianza nei risultati tra una regione e l’altra è pienamente evidenziata dalla tabella della deviazione standard.

Deviazione standard
su base regionale
dei risultati del primo turno

Considerata la naturale variabilità dei risultati tra una regione e l’altra, il risultato atteso in una distribuzione uniforme sarebbe una deviazione standard crescente al crescere della percentuale dei risultati.

(per continuare la lettura cliccare su “2”)

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