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pubblicato: martedì, 12 novembre, 2013

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Renzi promuove la sua riforma elettorale e scaccia il fantasma di Berlusconi

 

Presenterò la mia proposta di riforma elettorale prima delle primarie, non so se entro il 20 novembre o la settimana successiva”. Ad annunciarlo è Matteo Renzi rispondendo alla diretta organizzata su Twitter. Il sindaco di Firenze dice no a “super porcellum o porcellinum” e promuove la sua idea ovvero “una legge che la sera delle elezioni sancisce chi ha vinto”, chiamata da Renzi “Sindaco d’Italia”. Una proposta la sua che sembra voler rispondere all’impasse politico che si registra nel modificare la legge elettorale. Anche stamattina il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha bacchettato i partiti “Ci vorrebbe un briciolo di senso di responsabilità” più che “ottimismo” nel fare la riforma.

E Matteo Renzi non se lo è fatto ripetere due volte, annunciando, come aveva già fatto in precedenza, la sua proposta che ora ha anche un limite temporale. Il candidato alla segreteria del Pd ha poi risposto anche a chi, nel partito, lo attacca accusandolo di non poter fare sia il sindaco che il segretario, qualora vincesse il Congresso. “Io non voglio diventare uno che dalla mattina alla sera sta a fare le riunioni a Roma. Mi piace stare in mezzo alla gente”. Invita poi i grillini a “dare una mano a cambiare l’Italia” invece “di stare sopra i tetti come i tacchini di qualcuno (Bersani ndr)”. Non risparmia una critica anche ai sindacati. “I sindacati sono in crisi di rappresentanza, se è vero com’è vero, che il 54 per cento degli iscritti al sindacato sono pensionati. Vuol dire che i lavoratori li rappresenti meno dei pensionati”. “Se vogliono sopravvivere – aggiunge – devono cambiare. E poi perché sono tre? E poi io sono per la certificazione dei bilanci”.

Infine una battuta anche sul governo Letta e sul rischio che possa cadere con la decadenza di Silvio Berlusconi. ”Il governo Letta lo sosteniamo a prescindere da quello che succede nel Pdl ma se fa alcune cose: il lavoro e le riforme costituzionali. La vita del governo è indipendente dalla scissione o meno del Pdl e si è visto un mese fa. Letta lavori per l’Italia e noi lo sosterremo”.

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