Esiodo, tra società arcaica e labili tracce di modernità

Esiodo tra società arcaica e labili tracce di modernità. L’io poetico in Esiodo Vi ricorderete senz’altro di Esiodo per poemi come la Teogonia: canto cosmogonico che illustra ai lettori- discenti la nascita degli dei, come suggerisce il titolo stesso; il primordiale stato del ordine astrale e terrestre, ove il caos impera primo ed assoluto, ed al suo fianco il tenebroso Tartaro; e così l’Erebo, la dimora dei morti, e la notte. Per comprendere l’importanza di Esiodo nella letteratura europea basti pensare ad una caratteristica delle sue opere: egli è il primo ad inserire il proprio io poetico nei suoi versi. Lo notiamo nel proemio della Teogonia: cominci il mio canto dalle Muse Eliconie [..], dove l’aggettivo possessivo rimarca la presenza dell’autore. Qualcuno potrebbe obiettare che già nell’Iliade Omero sceglieva simili soluzioni: canta-mi o Dea del pelide Achille, ricorderete. Ma quel mi enclitico in realtà non è presente nel testo greco: è un errore, o se vogliamo essere gentili, una libertà poetico-esegetica che si è concesso Monti nella sua celebre versione del labor omerico. Tuttavia nell’Odissea si legge qualcosa di simile nel luogo proemiale: narra-mi o Dea del multiforme Odisseo [..]. Il che non deve destare sorprese: la composizione dell’Odissea e... View Article