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pubblicato: giovedì, 27 febbraio, 2014

articolo scritto da:

M5S nel caos, in sei si dimettono dal Senato. Pizzarotti contro Grillo

È tutti contro tutti in casa Movimento 5 Stelle. Dopo la clamorosa espulsione dei quattro senatori “dissidenti” Francesco Bocchino, Luis Orellana, Francesco Campanella e Lorenzo Battista, fortemente caldeggiata da Beppe Grillo e ratificata dal web, il Movimento sta vivendo le più drammatiche ore dalla sua nascita.

La cacciata dei quattro è infatti passata tutt’altro che inosservata, provocando un polverone e svariati malumori tra molti grillini. In mattinata altri cinque “cittadini” di Palazzo Madama hanno tratto il dado e deciso di fare le valigie: si tratta dei senatori Monica Casaletto, Alessandra Bencini, Laura Bignami, Maurizio Romani e Maria Mussini. In totale fanno nove, di cui almeno sei hanno già presentato formali dimissioni dai propri scranni a Pietro Grasso. Lo smottamento esonda però dai confini di Palazzo Madama e arriva fino a Montecitorio, dove due deputati, Alessio Tacconi e Ivan Catalano hanno ufficialmente annunciato il passaggio al Gruppo Misto.

Un gesto forte, quello dei dissidenti, che non poteva che provocare una reazione altrettanto veemente da parte degli ortodossi. A cominciare dalla ex capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi, che con un post al veleno su Facebook, riconduce tutto ad una “questione di soldi”: “I miei ormai ex colleghi Catalano e Tacconi hanno deciso ufficialmente di passare al gruppo misto. Per loro non è mai stata una questione di principio. Per loro è stata fin dall’inizio una questione di soldi ed ora finalmente potranno tenerseli senza discutere con noi altri”.

m5s

A rincarare la dose intervengono i due alfieri del grillismo “senza se e senza ma”, Di Battista e Di Maio: “Finalmente, zavorra che va via, persone che da questo momento diventeranno parassiti, dovrebbero dimettersi, non cambiare gruppo!”. Chi si sente “a disagio”, proseguono, “colga il momento, segua l’esempio di questi individui”. Ma in soccorso degli espulsi arriva, a sorpresa, uno degli amministratori più capaci e pragmatici del M5S, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, poco avvezzo alla propaganda, che affida le proprie perplessità a Facebook.

“Lo dico con estrema buona fede ai nostri deputati e senatori –scrive Pizzarotti – dateci elementi sulle colpe dei quattro senatori espulsi; convincetemi su quest’azione così forte e che non concede appello, perché io non l’ho capita. Non ho capito che cosa è stato commesso, e se ciò che è stato commesso riguarda la violazione precisa del vostro regolamento. Ho verificato le restituzioni, e sono allineate con quelle degli altri senatori. Ho controllato l’attività di questi senatori su OpenParlamento – conclude il sindaco -, e oltre ad essere superiore alla maggioranza dei rappresentanti degli altri partiti, sono in linea con l’attività dei nostri altri rappresentanti. È stata citata la sfiducia dei territori, ma senza documentare quali sono state le modalità delle deliberazioni, le motivazioni e i votanti”. Scissione a un passo?




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45 Commenti

  1. Fabrizio G. Marongiu ha scritto:

    Ma quale caos! Sono solo frutti marci che cadono. L’albero è ancora in piedi, è stato anche potato perché cresca meglio.

  2. Francesco Baldino ha scritto:

    E allora anche Pizzarotti viaaa…..Uno solo comanda…che peraltro non ha eletto nessuno, mentre gli altri devono solo obbedire….

  3. Sebastiano Granata ha scritto:

    Ma quante cazzate state sparando? madonna santa

  4. Pietro Motta ha scritto:

    Ma non ce la fate a scrivere in italiano? L’espulsione l’abbiamo votata. Quindi in caso Pizzarotti contro di me, contro marco, giuseppe, andrea, linda, caterina ecc… lo so che vi fa fare notizia il m5s, ma siete ridicoli.

  5. Giulio Giliberti ha scritto:

    Sembrate dei fondamnetalisti.

  6. Stefano Zappa ha scritto:

    grillo è il leader del M5S e quindi è lui che detta la linea politica….cosa nota per i 6 senatori giustamente cacciati……renzi dovrebbe prendere esempio per trattare civati alla stessa maniera

  7. Giò Morra ha scritto:

    CARTA DEI DOVERI DEL GIORNALISTI…Documento CNOG-FNSI dell’ 8 luglio 1993…PREMESSA:Il lavoro del giornalista si ispira ai principi della libertà d’informazione e
    di opinione, sanciti dalla Costituzione italiana, ed è regolato dall’articolo 2
    della legge n. 69 del 3 febbraio 1963:
    «E’ diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di
    critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della
    personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità
    sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e della
    buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e
    riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare
    il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto
    dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione
    tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la
    stampa e i lettori»
    Il rapporto di fiducia tra gli organi d’informazione e i cittadini è la base
    del lavoro di ogni giornalista. Per promuovere e rendere più saldo tale
    rapporto i giornalisti italiani sottoscrivono la seguente Carta dei doveri.
    PRINCIPI
    Il giornalista deve rispettare, coltivare e difendere il diritto
    all’informazione di tutti i cittadini; per questo ricerca e diffonde ogni
    notizia o informazione che ritenga di pubblico interesse, nel rispetto della
    verità e con la maggiore accuratezza possibile.
    Il giornalista ricerca e diffonde le notizie di pubblico interesse nonostante
    gli ostacoli che possono essere frapposti al suo lavoro e compie ogni sforzo
    per garantire al cittadino la conoscenza ed il controllo degli atti pubblici.
    La responsabilità del giornalista verso i cittadini prevale sempre nei
    confronti di qualsiasi altra. Il giornalista non può mai subordinarla ad
    interessi di altri e particolarmente a quelli dell’editore, del governo o di
    altri organismi dello Stato.
    Il giornalista ha il dovere fondamentale di rispettare la persona, la sua
    dignità e il suo diritto alla riservatezza e non discrimina mai nessuno per la
    sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche.
    Il giornalista corregge tempestivamente e accuratamente i suoi errori o le
    inesattezze, in conformità con il dovere di rettifica nei modi stabiliti dalla
    legge, e favorisce la possibilità di replica.
    Il giornalista rispetta sempre e comunque il diritto alla presunzione
    d’innocenza.
    Il giornalista è tenuto ad osservare il segreto professionale, quando ciò sia
    richiesto dal carattere fiduciario delle sue fonti. In qualsiasi altro caso il
    giornalista deve dare la massima trasparenza alle fonti.
    Il giornalista non può aderire ad associazioni segrete o comunque in contrasto
    con l’articolo 18 della Costituzione.
    Il giornalista non può accettare privilegi, favori o incarichi che possano
    condizionare la sua autonomia e la sua credibilità professionale.
    Il giornalista non deve omettere fatti o dettagli essenziali alla completa
    ricostruzione dell’avvenimento. I titoli, i sommari, le fotografie e le
    didascalie non devono travisare, né forzare il contenuto degli articoli o delle
    notizie.
    Non deve inoltre pubblicare immagini o fotografie particolarmente
    raccapriccianti di soggetti coinvolti in fatti di cronaca, o comunque lesive
    della dignità della persona; né deve soffermarsi sui dettagli di violenza o di
    brutalità, a meno che non prevalgano preminenti motivi di interesse sociale. Non
    deve intervenire sulla realtà per creare immagini artificiose.
    Il commento e l’opinione appartengono al diritto di parola e di critica e
    pertanto devono essere assolutamente liberi da qualsiasi vincolo, che non sia
    quello posto dalla legge per l’offesa e la diffamazione delle persone.
    DOVERI
    Responsabilità del giornalista
    Il giornalista è responsabile del proprio lavoro verso i cittadini e deve
    favorire il loro dialogo con gli organi d’informazione. E si impegna a creare
    strumenti idonei (garanti dei lettori, pagine per i lettori, spazi per
    repliche, ecc.) e dando la massima diffusione alla loro attività.
    Il giornalista accetta indicazioni e direttive soltanto dalle gerarchie
    redazionali della sua testata, purché le disposizioni non siano contrarie alla
    legge professionale, al Contratto nazionale di lavoro e alla Carta dei doveri.
    Il giornalista non può discriminare nessuno per la sua razza, religione, sesso,
    condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche. Il riferimento non
    discriminatorio, ingiurioso o denigratorio a queste caratteristiche della sfera
    privata delle persone è ammesso solo quando sia di rilevante interesse
    pubblico.
    Il giornalista rispetta il diritto alla riservatezza di ogni cittadino e non
    può pubblicare notizie sulla sua vita privata se non quando siano di chiaro e
    rilevante interesse pubblico e rende, comunque, sempre note la propria identità
    e professione quando raccoglie tali notizie.
    I nomi dei congiunti di persone coinvolte in casi di cronaca non vanno
    pubblicati a meno che ciò sia di rilevante interesse pubblico; non vanno
    comunque resi pubblici nel caso in cui ciò metta a rischio l’incolumità delle
    persone, né si possono pubblicare altri elementi che rendano possibile una
    identificazione (fotografie, immagini, ecc.).
    I nomi delle vittime di violenze sessuali non vanno pubblicati né si possono
    fornire particolari che possano condurre alla loro identificazione a meno che
    ciò sia richiesto dalle stesse vittime per motivi di rilevante interesse
    generale.
    Il giornalista presta sempre grande cautela nel rendere pubblici i nomi o
    comunque elementi che possano condurre all’identificazione dei collaboratori
    dell’autorità giudiziaria o delle forze di pubblica sicurezza, quando ciò possa
    mettere a rischio l’incolumità loro e delle famiglie.
    Rettifica e replica
    Il giornalista rispetta il diritto inviolabile del cittadino alla rettifica
    delle notizie inesatte o ritenute ingiustamente lesive.
    Rettifica quindi con tempestività e appropriato rilievo, anche in assenza di
    specifica richiesta, le informazioni che dopo la loro diffusione si siano
    rivelate inesatte o errate, soprattutto quando l’errore possa ledere o
    danneggiare singole persone, enti, categorie, associazioni o comunità.
    Il giornalista non deve dare notizia di accuse che possano danneggiare la
    reputazione e la dignità di una persona senza garantire opportunità di replica
    all’accusato. Nel caso in cui ciò sia impossibile (perché il diretto
    interessato risulta irreperibile o non intende replicare), ne informa il
    pubblico. In ogni caso prima di pubblicare la notizia di un avviso di garanzia
    deve attivarsi per controllare se sia a conoscenza dell’interessato.

  8. Giò Morra ha scritto:

    Presunzione d’innocenza
    In tutti i casi di indagini o processi, il giornalista deve sempre ricordare
    che ogni persona accusata di un reato è innocente fino alla condanna definitiva
    e non deve costruire le notizie in modo da presentare come colpevoli le persone
    che non siano state giudicate tali in un processo.
    Il giornalista non deve pubblicare immagini che presentino intenzionalmente o
    artificiosamente come colpevoli persone che non siano state giudicate tali in
    un processo.
    In caso di assoluzione o proscioglimento di un imputato o di un inquisito, il
    giornalista deve sempre dare un appropriato rilievo giornalistico alla notizia,
    anche facendo riferimento alle notizie ed agli articoli pubblicati
    precedentemente.
    Il giornalista deve osservare la massima cautela nel diffondere nome e immagini
    di persone incriminate per reati minori o di condannati a pene lievissime,
    salvo i casi di particolare rilevanza sociale.
    Le fonti
    Il giornalista deve sempre verificare le informazioni ottenute dalle sue fonti,
    per accertarne l’attendibilità e per controllare l’origine di quanto viene
    diffuso all’opinione pubblica, salvaguardando sempre la verità sostanziale dei
    fatti.
    Nel caso in cui le fonti chiedano di rimanere riservate, il giornalista deve
    rispettare il segreto professionale e avrà cura di informare il lettore di tale
    circostanza.
    In qualunque altro caso il giornalista deve sempre rispettare il principio
    della massima trasparenza delle fonti d’informazione, indicandole ai lettori o
    agli spettatori con la massima precisione possibile. L’obbligo alla citazione
    della fonte vale anche quando si usino materiali delle agenzie o di altri mezzi
    d’informazione, a meno che la notizia non venga corretta o ampliata con mezzi
    propri, o non se ne modifichi il senso e il contenuto.
    In nessun caso il giornalista accetta condizionamenti dalle fonti per la
    pubblicazione o la soppressione di una informazione.
    Informazione e pubblicità
    I cittadini hanno il diritto di ricevere un’informazione corretta, sempre
    distinta dal messaggio pubblicitario e non lesiva degli interessi dei singoli.
    I messaggi pubblicitari devono essere sempre e comunque distinguibili dai testi
    giornalistici attraverso chiare indicazioni.
    Il giornalista è tenuto all’osservanza dei principi fissati dal Protocollo
    d’intesa sulla trasparenza dell’informazione e dal Contratto nazionale di
    lavoro giornalistico; deve sempre rendere riconoscibile l’informazione
    pubblicitaria e deve comunque porre il pubblico in grado di riconoscere il
    lavoro giornalistico dal messaggio promozionale.
    Incompatibilità
    Il giornalista non può subordinare in alcun caso al profitto personale o di
    terzi le informazioni economiche o finanziarie di cui sia venuto comunque a
    conoscenza, non può turbare inoltre l’andamento del mercato diffondendo fatti e
    circostanze riferibili al proprio tornaconto.
    Il giornalista non può scrivere articoli o notizie relativi ad azioni sul cui
    andamento borsistico abbia direttamente o indirettamente un interesse
    finanziario, né può vendere o acquistare azioni delle quali si stia occupando
    professionalmente o debba occuparsi a breve termine.
    Il giornalista rifiuta pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, vacanze
    gratuite, trasferte, inviti a viaggi, regali, facilitazioni o prebende, da
    privati o da enti pubblici, che possano condizionare il suo lavoro e l’attività
    redazionale o ledere la sua credibilità e dignità professionale.
    Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con
    l’esercizio autonomo della professione, né può prestare il nome, la voce,
    l’immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela
    dell’autonomia professionale.
    Sono consentite invece, a titolo gratuito, analoghe prestazioni per iniziative
    pubblicitarie volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici,
    sindacali o comunque prive di carattere speculativo.
    Minori e soggetti deboli
    Il giornalista rispetta i principi sanciti dalla Convenzione ONU del 1989 sui
    diritti del bambino e le regole sottoscritte con la Carta di Treviso per la
    tutela della personalità del minore, sia come protagonista attivo sia come
    vittima di un reato. In particolare:
    a) non pubblica il nome o qualsiasi elemento che possa condurre
    all’identificazione dei minori coinvolti in casi di cronaca;
    b) b) evita possibili strumentalizzazioni da parte degli adulti portati a
    rappresentare e a far prevalere esclusivamente il proprio interesse;
    c) valuta, comunque, se la diffusione della notizia relativa al minore giovi
    effettivamente all’interesse del minore stesso.
    Il giornalista tutela i diritti e la dignità delle persone disabili siano esse
    portatrici di handicap fisico o mentale, in analogia con quanto già sancito
    dalla Carta di Treviso per i minori.
    Il giornalista tutela i diritti dei malati, evitando nella pubblicazione di
    notizie su argomenti medici un sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori
    o speranze infondate. In particolare:
    a) non diffonde notizie sanitarie che non possano essere controllate con
    autorevoli fonti scientifiche;
    b) non cita il nome commerciale di farmaci e di prodotti in un contesto che
    possa favorire il consumo del prodotto;
    c) fornisce tempestivamente il nome commerciale dei prodotti farmaceutici
    ritirati o sospesi perché nocivi alla salute.
    Il giornalista si impegna comunque ad usare il massimo rispetto nei confronti
    dei soggetti di cronaca che per ragioni sociali, economiche o culturali hanno
    minori strumenti di autotutela.
    La violazione di queste regole integranti lo spirito dell’art. 2 della legge
    3.2.1963 n. 69 comporta l’applicazione delle norme contenute nel Titolo III
    della citata legge.

  9. Giò Morra ha scritto:

    Il giornalista non deve omettere fatti o dettagli essenziali alla completa
    ricostruzione dell’avvenimento. I titoli, i sommari, le fotografie e le
    didascalie non devono travisare, né forzare il contenuto degli articoli o delle
    notizie.

  10. Gianluca-Grifaccio Corbucci ha scritto:

    le scie chimiche stanno facendo il loro lavoro, di distruggere il comicone e il capellonaccio brutto come un colpo secco

  11. Eschimo Quaranta ha scritto:

    Marchese Del Grillo: Perché Io son Io e voi non siete un cazzo!!!! CinqueStelle, GrilCasaleggio e la ditta di loro proprietà……..Uno vale uno, due valgono due e gli altri valgono un cazzo….

  12. Stefano Galdo ha scritto:

    in realtà nessuno è stato eletto, se vogliamo dirla tutta.

  13. Antonio Saraceno ha scritto:

    Nascondersi dietro la testa del cerino!!! Non serve.

  14. Umberto Banchieri ha scritto:

    Evidentemente gli pesa che qualcuno aveva promesso il suo cadavere senza democraticamente interpellarlo 🙂

  15. Fabrizio G. Marongiu ha scritto:

    E tu sei gli altri. Poi ci sono anche gli elettori registrati che hanno potuto votare sull’espulsione, dimostrando che in rete il loro voto vale quanto quello di un parlamentare 5S o di Grillo.

  16. Maria Guiducci ha scritto:

    E’ che prima o poii la gente usa la propria testa e i ducettti vanno a quel paese!!!!!!!!

  17. Maria Guiducci ha scritto:

    Ahahahah giustamente cacciati da un pregiudicato per omicidio (condannato), ma bastaaaaaaaaaaa siete indifendibili!

  18. Lamberto Giusti ha scritto:

    Forse se eliminano Grillo c’è qualche speranza per il 5Stelle…

  19. Maria Guiducci ha scritto:

    Sorry per voi, ma Renzi non vuol fare il ducetto!!!!!!

  20. Stefano Zappa ha scritto:

    e allora ne pagherà le conseguenze….

  21. Stefano Zappa ha scritto:

    come prodi e veltroni cose già viste

  22. Salvatore Caputo ha scritto:

    L’importante è crederci fabrizio…

  23. Vincenzo Denisi ha scritto:

    coglioni ma avete sentito cosa ha detto veramente pizzarotti andate aleggere sti coglioni buttano solo merda contro il m5s

  24. Milena Toselli ha scritto:

    ONORE E MERITO A TUTTI I DISSIDENTI… SPERIAMO CHE ALTRI SEGUIRANNO CHI VERA MENTE AMA LA DEMOCRAZIA…

  25. Stefano Silvestri ha scritto:

    senza grillo non sono niente, con grillo son quella roba li. Sono destinati a un lento declino secondo me, ma staremo a vedere

  26. Eschimo Quaranta ha scritto:

    Grillo, un pessimo buffone, arrogante, bolso e ricco. Un condannato in via definitiva che ci fa i predicozzi vacui e senza principi. Che vuole le democrazia diretta e la realizza con il concorso di 30 mila persone su più di quarantacinque milioni di aventi diritto al voto. Ma che vada in Svizzera……

  27. Gianni Corda ha scritto:

    Grillo sa solo parlare parlare parlare parlare …..fatti zero .Ergo ma cosa serve?

  28. Fabrizio G. Marongiu ha scritto:

    Libero sì, ma non di scegliere attivamente. A meno che non ti basti e avanzi mettere una croce sulla scheda elettorale.

  29. Andrea Lai ha scritto:

    Ma quale caos!

  30. Eschimo Quaranta ha scritto:

    Mi pareva che fosse un concetto, per Te, difficile. Se si è liberi di pensare e di agire si è liberi in tutto tondo. Tu come sei????

  31. Lorenzo Mascherpa ha scritto:

    ma perche i5s invece di insulti non mettono post “politici” e programmatici devono dimostrare di non essere degli stronzi qualunque , un conto è chetare in rete un’altro e svolgere il loro lavoro di politici che noi paghiamo.

  32. Piero Nanni ha scritto:

    che sia la volta buona che cacciano il Grullo urlante??????????????

  33. Marcello Bartalesi ha scritto:

    implosione?

  34. Filippo Minacapilli ha scritto:

    Una bella sgrillata….non lo farà ridere!

  35. Nome Cognome ha scritto:

    qualcuno si è dimenticato di Luigi Tivelli…

  36. Fabio Pisana ha scritto:

    via chi vuole andare la porta è li…

  37. Miriam Cipriani ha scritto:

    ipocrita fascista buffone di corte.

  38. Marco Angius ha scritto:

    chi il pd e pdl lo sapevamo

  39. Miriam Cipriani ha scritto:

    buffoni tutti voi di 5 stalle fascisti ipocriti i vostri padroni.

  40. Lucio Bufo ha scritto:

    Implosione all’orizzonte …

  41. Savino Cicoria ha scritto:

    Pizzarotti va espulso IMMEDIATAMENTE !!!!!

  42. Bruno Bral ha scritto:

    Caos mi sembra una parola esagerata, Grillo aveva già preventivato che qualcuno uscisse…..e sono tutti quelli che non hanno voluto restituire i soldi…..eheheh,,,,,,

  43. Pino Alviano ha scritto:

    Mi sarebbe piaciuto sentire da questi senatori, che il grande statista Grillo ha fatto buttare fuori, un grande sfogo di libertà. Dire esattamente cosa ne pensano di questo piccolo Mussolini, che li ha infangati con accuse che appartengono a lui. In quel movimento il problema è lui. Dovrebbero lasciarlo solo e creare un movimento autonomo senza lui e Casalegglo.

  44. Bruno Marioli ha scritto:

    La tecnica dei signori degli inciuci puo’ avere qualche momentaneo successo ma finiranno per darsi la zappa sui piedi, tanto più che nel mondo sono stati già giudicati come degli incompetenti e infatti devono sottomettere tutte le loro misure al nuovo führer d’Europa !

  45. Simone Ceradini ha scritto:

    Pizzarotti non ha detto nulla contro Grillo, pennivendoli!

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