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pubblicato: sabato, 8 settembre, 2012

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Sinistra Pd a convegno: Rifare la politica, a partire dall’equità

corrente socialdemocratica del pd rifare l'italia

“Rifare la politica (quella con la P maiuscola)” è l’obiettivo che si sono posti ieri i partecipanti al convegno nazionale di Rifare l’Italia, la corrente “socialdemocratica” del Pd, la corrente guidata tra gli altri da Stefano Fassina, Andrea Orlando e Matteo Orfini.

[ad]Le posizioni critiche nei confronti delle misure economiche del Governo Monti, in particolare sulla riforma del Lavoro targata Elsa Fornero, sono ben note, così come ben note sono le critiche nei confronti del più celebre tra i quarantenni democratici, il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Questo ha attirato nei giorni scorsi l’attenzione di esponenti delle diverse anime del partito, dallo stesso Renzi (“Fanno battaglie generazionali solo ai convegni”), al “franceschiniano” Giacomelli (“mi sembra vogliano fare una gioiosa macchina”), fino al “lettiano” Boccia (che invece insiste sulla necessità di proseguire l’opera di Monti).

Risposte ne sono date a tutti. Alcune più taglienti, altre semplici e dirette. Ai rottamatori, Fassina (il primo dei responsabili ad intervenire) ricorda che nelle visite all’Alcoa, o al Carbosulcis, dai lavoratori non venivano richieste di rottamare dirigenti politici, ma di dare occupazione, lavoro. E a chi sostiene l’ineluttabilità della tecnica al di sopra della politica, ha risposto “il cambiamento non è dato, l’economia è politica”, come a dire: diverse sono le opzioni nel menu, quella dei progressisti è diversa da quella di chi è riunito a Cernobbio. La “tecnica” così come la conosciamo oggi altro non sarebbe che il liberismo, la teoria economica che avrebbe guidato la politica economica europea di questo inizio secolo, i cui fallimenti – per Fassina – sarebbero abbastanza evidenti che non servirebbe riscriverne l’agenda, ma cambiarla alla radice, con l’aiuto delle forze progressiste europee. L’agenda del cambiamento, per Fassina, dovrebbe piuttosto migliorare la qualità della democrazia, a partire dalla qualità del lavoro (“nessun leader progressista in Europa direbbe con Marchionne, senza se e senza ma”, frecciatina nei confronti del Sindaco di Firenze).

corrente socialdemocratica del pd rifare l'italia

Quindi le primarie, che non devono esaurire i compiti di un partito, che non devono essere uno scontro tra giovani e vecchi, ma tra programmi diversi: anche qui il riferimento indiretto è a Matteo Renzi, con Orfini che successivamente risponde in via diretta all’attacco del Sindaco: “Noi non facciamo battaglie generazionali. La nostra è una battaglia politica nel Paese. Ci piacerebbe che Renzi facesse lo stesso”.

Nell’intervento di Orfini anche un accenno alla polemica sul “futuro organigramma”: non è giusto – ha affermato – che si pensi al mandato ministeriale come l’unico modo di poter fare politica, chi ha già fatto due mandati non ha un diritto divino a farne un terzo.

Conclude la serata Andrea Orlando, con un intervento incentrato sulla necessità di giustizia sociale: competizione e trasparenza di mercato, ma anche equità, per “salvare il capitalismo da se stesso”. Dal responsabile del forum Giustizia del partito di Bersani anche un richiamo forte al garantismo, un tema che gli eventi dell’estate hanno reso particolarmente rilevante per la costruzione di un’identità politica, e che segna ancor più un solco con l’IdV di Di Pietro.


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Decimo48
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DISAGIO SOCIALE INSOSTENIBILEI GIOVANI NON HANNO FUTURO“Ci assilla - ha detto Giorgio Napolitano - il rilancio della crescita produttiva e occupazionale perché i dati sono allarmanti e non solo per L’Italia. Non basta invocare la crescita con invocazioni quotidiane. Serve un mercato del lavoro meglio regolato ed efficiente, ma serve anche una nuova occupazione per i giovani. Una seria disoccupazione e inoccupazione giovanile pesa sulle famiglie. È chiaro che c’è un urgente bisogno di dare maggiore attenzione al tema del disagio sociale, perchè abbiamo un aggravarsi del disagio delle famiglie e un aggravarsi della povertà”.Per il Presidente della Repubblica, “bisogna riuscire a creare prospettive di lavoro degne per i giovani”. L’Italia deve essere unita per risolvere i gravi problemi: uno Stato indebolito di fronte alle speculazioni del mercato finanziario, una democrazia apparentemente fragile di fronte alla crisi e un elettorato che sfiducia i partiti tradizionali. L’impegno comune per Napolitano è quello della tutela dei valori primari, quali il lavoro e la persona che la nostra Costituzione pone a fondamento della Repubblica. Per i Capo dello Stato, “è un presente duro quello che l'Italia del lavoro sta vivendo” con le drammatiche difficoltà di troppe famiglie e imprese.“Se non apriamo ai giovani - ha esplicitato Giorgio Squinzi, neo presidente di Confindustria – nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti, per l’Italia”.“Il sottoutilizzo delle risorse dei giovani - ha enfatizzato Mario Draghi - riduce in vari modi la crescita, abbassa la probabilità di nascita di nuove imprese, determina a lungo andare il decadimento del capitale umano”. Per il presidente della Banca Centrale europea, i giovani sono costretti “come fatto ineluttabile” a uno stato di precarietà occupazionale: in Italia il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni nei primi mesi del corrente anno era del 34,2% contro una media europea del 22%. “Il progetto di costituire un “Partito della nazione – ha sostenuto Pier Ferdinando Casini – se prima era urgente ora è fondamentale. Le forze che sostengono il Governo Monti non devono abbassare la guardia perché per gli Italiani i sacrifici di oggi potrebbero essere niente rispetto al rischio di domani. C’è bisogno di iniettare liquidità al sistema, di cominciare a pagare le imprese che hanno lavorato per la Pubblica amministrazione e c'è bisogno che l'Europa parli di crescita”.“Non esitate a scendere in campo – afferma Giorgio Napolitano, rivolgendosi a Palermo a una folla di ragazzi per la commemorazione della strage di Capaci – i giovani devono impegnarsi al più presto. Al Paese occorre ora stabilità di governo e una legge elettorale che consenta nuove elezioni per eliminare l’evidente scollamento dei cittadini dalla politica e per ridare slancio e capacità innovativa al sistema politico e istituzionale”. Si tratta di puntare sulle risorse del coraggio e delle energie di coloro che vogliono lottare affinché la politica stessa sia orientata al suo vero fine che è quello della solidarietà perché la società civile si fonda sulla coesione tra le persone e la solidarietà costituisce forza che tiene unita una comunità politica.Il Partito della nazione è costituito dai cittadini che hanno un programma di idee e vogliono realizzare cose concrete per far funzionare in modo corretto l'economia locale e concorrere all'economia di tutto il Paese. Si tratta di: saper rispondere ai bisogni dei meno abbienti e dei malati; riequilibrare aree produttive, abitative e aree verdi fruibili; garantire trasporti senza inquinamento; garantire servizi sostenibili per gas, acqua, energia e raccolta rifiuti. Occorre ora “aiutare il Professor Monti, capo del governo, a trovare convergenze” per dare risposte chiare alle imprese e soprattutto lavoro ai quasi 2 milioni di giovani italiani senza lavoro.

Decimo48
Decimo48

IL TERREMOTO FINANZIARIOCREA VORAGINI NELLA SOCIETÀ“Le gravi difficoltà che il Paese sta vivendo – ha scritto Giorgio Napolitano in un messaggio all’Assemblea generale 2012 di Confindustria – e che il governo sta affrontando nello sforzo di aprire nuove prospettive di sviluppo sostenibile, di crescita unitaria ed equilibrata dell’economia nazionale, pongono al centro dell’attenzione istituzionale e politica il sistema delle imprese. È qui una fondamentale ragione di forza dell’Italia, una leva decisiva per superare la crisi attuale, anche nei suoi più critici e preoccupanti aspetti sociali”.Il Presidente della Repubblica è preoccupato per la crisi economica – finanziaria che crea tra le famiglie italiane continue disuguaglianze che mettono a rischio la civile convivenza. Nel Paese c’è “una persistente difficoltà di intraprendere nuove iniziative economiche e di conseguire una occupazione stabile e consona alle attitudini e capacità acquisite”.È allarmante il Rapporto 2012 dell'Istituto nazionale di statistica: il 20,3% dei figli degli operai si iscrivono all’Università contro il 61,9% delle famiglie agiate. Il 41,9% degli Italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni vive ancora in casa con i genitori; Il 45% di loro dichiara che non è in grado di mantenersi economicamente, pagare un affitto o accedere a un mutuo per acquistare la casa. Il 33,7% delle donne in Italia tra i 25 e i 54 anni non percepiscono alcun reddito; in Francia sono il 10,9%, in Spagna il 22,8% e mediamente il 19,8% nei 27 Paesi dell’Unione europea. Aumentano le disparità nei servizi sociali tra Nord e Sud. La spesa sociale diminuisce in questi anni della crisi dell’1,5% nel Mezzogiorno ma aumenta del 6% nel Nord-Est, del 4,2% nel Nord-Ovest e del 5% al centro. Per i servizi sociali i comuni calabresi spendono 26 euro a persona e a Trento la cifra arriva a 295 euro.Negli ultimi 4 anni i nuovi poveri sono aumentati del 14%, percentuale che nel Sud (secondo la Caritas) arriva al 74%. Nel primo trimestre del 2012 la spesa delle famiglie italiane per l’Istat è diminuita del 2,4% rispetto al primo trimestre del 2011. Le famiglie italiane risparmiano su tutto e si è verificato un calo dell’11,8% sui beni durevoli come auto, articoli di arredamento ed elettrodomestici. Inoltre sono calati anche gli acquisti di medicinali e prodotti per la cura delle persone. Per il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), è da 10 anni che salari e pensioni non sono state salvaguardate dall’aumento del costo della vita e questo ha impoverito le famiglie, prima costrette a intaccare i risparmi e poi a ridurre i consumi con effetti negativi sulla crescita del Paese. Le manovre governative hanno peggiorato una situazione già drammatica. C'è recessione: il prodotto interno lordo italiano è sceso dell’1,2% e il deficit italiano per il Fondo monetario internazionale è salito negli ultimi mesi dall’1,6% al 2,4%.“La crisi internazionale ha colpito tutti – ha detto Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea – ma in modo particolare i giovani. La iniqua distribuzione del peso della flessibilità solo sui giovani porta le imprese a non investire nei giovani il cui capitale umano spesso si deteriora in impieghi in scarso valore aggiunto. Oltre a ferire l’equità, costituisce uno spreco che l’Italia non può permettersi perché il sottoutilizzo delle risorse dei giovani riduce in vari modi la crescita”. Per Draghi crescita ed equità sono strettamente connesse occorre “riorientare il consolidamento verso un aumento dei tagli alla spesa e la riduzione della pressione fiscale”.“Dobbiamo modernizzare e innovare Confindustria – ha detto Giorgio Squinzi, il neo presidente, all’Assemblea generale degli industriali. Siamo imprenditori, dobbiamo modernizzare e innovare la nostra Associazione. Dobbiamo farlo con equilibrio senza sconvolgere un sistema che è necessario e ha funzionato bene, senza uscire mai dal merito delle singole questioni. Se non apriamo ai giovani – ha esplicitato Squinzi – nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti, per l’Italia. Lo Stato deve far fronte alle sue obbligazioni verso i “fornitori” ed acceleri i pagamenti sia per il debito pregresso sia per quello che riguarda le nuove forniture. Alle banche e allo Stato chiediamo uno sforzo aggiuntivo per il credito alle imprese”.Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, in una recente intervista al “Corriere della Sera” ha affermato: “Il governo è sulla strada giusta. Va detta una verità. Il bilancio pubblico è rilevante, ma nella media europea se si pensa che ogni anno oltre il 5% finisce per pagare gli interessi sul debito. Non pregiudichiamo però il futuro: su scuola, formazione e ricerca bisogna investire di più. La terapia d’urto del governo è necessaria. La lotta all’evasione fiscale è positiva, il sostegno all’innovazione delle imprese importante, la riforma del lavoro potrà avere effetti significativi. Intenti e misure condivisibili, ma risorse modeste”.Per Mario Monti, capo del governo, è fondamentale l’accento sull’importanza dell’investimento pubblico, nazionale ed europeo. Le prospettive di crescita dell’Europa e dell’Italia devono prendere le mosse dal triangolo istruzione - innovazione - ricerca. “Più si va a fondo – ha sostenuto a Bruxelles il Professore, durante la riunione del Consiglio economico e finanza dell’Unione europea (Ecofin) – per risolvere i problemi più immediati, più si vede che è difficile farlo senza andare verso più integrazione politica. La misura più urgente è l’unione finanziaria con un’autorità di vigilanza sulle banche”.In piena recessione si parla di moneta unica e di unione politica europea. La Banca centrale europea cerca di garantire la stabilità dell’euro e concede alle banche tassi di interesse agevolati che non vanno a beneficiare le imprese perché si riempiono i forzieri delle banche, ma l’ossigeno vitale non arriva agli imprenditori disperati senza il sostegno del credito e nemmeno alle famiglie monoreddito che assistono impotenti alla perdita di lavoro dei capifamiglia.C'è l'esigenza di uno Stato che riconosca e sostenga le famiglie e le imprese secondo il principio della sussidiarietà, agevolando lo sviluppo di tutte quelle energie delle singole persone e delle organizzazioni sociali per creare una comunità civile che si conserva nel tempo. L’esortazione è quella di realizzare una società giusta il cui centro è la persona.“Al Paese – sostiene il Presidente della Repubblica – occorre ora stabilità e una nuova legge elettorale che consenta nuove elezioni per eliminare l’evidente scollamento dei cittadini dalla politica e per ridare slancio e capacità innovativa al sistema politico e istituzionale”.Il “Partito della nazione” propone cittadini che hanno un programma di idee e vogliono realizzare cose concrete per far funzionare in modo efficace l’economia locale e concorrere all’economia di tutto il Paese. Si tratta di rispondere ai bisogni dei meno abbienti, di riequilibrare le aree produttive e abitative, di garantire lavoro ai capifamiglia e prospettive di impiego per i milioni di giovani che sperano nei loro governanti, di realizzare trasporti senza inquinamento, di garantire servizi sostenibili per gas, acqua, energia e raccolta rifiuti.La realizzazione del compimento della democrazia, nell’ordine sociale e politico, non è pienamente soddisfatta con l’esistenza di uomini e donne che vivono quotidianamente nella precarietà e nell’indigenza. Il trionfo della giustizia sociale costituisce il fine dell’agire politico per eliminare gli ostacoli dei cittadini che hanno diritto a una “vita buona”. Il bene comune comprende non solo i servizi di utilità pubblica o di interesse nazionale, ma anche l’integrazione sociologica di tutto ciò che vi è di coscienza civica, virtù pubbliche, senso del diritto e della libertà, rettitudine morale, amicizia, felicità e virtù nelle vite individuali dei membri della società civile.