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pubblicato: domenica, 4 agosto, 2013

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Renziani pronti al voto e intanto si parla di alleanza Pd M5s

Renziani pronti al voto e intanto si parla di alleanza Pd-M5s, Rodotà “Possono esistere maggioranze diverse”

La condanna di Berlusconi ha gettato definitivamente nel caos i due azionisti di maggioranza del governo Letta. Il Pdl non si dà pace: invoca a gran voce la riforma della giustizia, supplica la grazia e riunisce l’esercito di Silvio (sic!) in piazza al grido teutonico della Pitonessa “siamo tutti pregiudicati!”.  Il Pd se era già diviso in fazioni, corporazioni e sette segrete, ora è totalmente spaccato. Ogni giorno un esponente dei democrat dice una cosa diversa da quello precedente a seconda del tempo che fa e spesso in completa contraddizione con premier e/o con segretario.

In queste ore concitate, però, i più attivi sono stati i renziani, da sempre in aperto dissenso con la base del partito. “La situazione sta precipitando”- scrivono Magorno e Gelli- “esponenti di primo piano del Pdl portano il loro attacco addirittura fino al Presidente della Repubblica: possibile che il Pd non abbia in programma nessuna riunione? Il partito si riunisca subito” e, continuano, “non c’è ancora nessuna certezza su congresso e primarie, continuano i rinvii, si procede con le esplorazioni. Le riunioni previste sono state addirittura sconvocate e rinviate”. Arrivata la sentenza , ci si aspettava un commento a caldo del sindaco di Firenze che, però, ha continuato imperterrito il suo silenzio stampa. Tuttavia per lui hanno parlato Simona Bonafè e Dario Nardella che hanno dichiarato: “Il governo dura se è utile” (In onda, 02/08) e anche Gentiloni, ieri tuonava contro falchi e colombe del Pdl: “Così non si va lontano” (il Fatto Quotidiano, 03/08).

Nel frattempo, sui giornali si parla di una possibile (ma alquanto improbabile) alleanza di governo Pd-M5S. Anche stamani sul Corriere, Stefano Rodotà ha invitato i democratici a verificare “se possono esistere maggioranze diverse. Auspicando la fine delle docce scozzesi del M5S”. Il noto giurista, che in questi giorni sta portando avanti la battaglia per evitare la modifica dell’articolo 138 della Costituzione, è anche tornato sulla condanna definitiva del (aimè, ormai ex) Cavaliere e sulle affermazioni, di ieri, da nuova “guerra civile” di Sandro Bondi dichiarando che “Il Pdl non si riconosce pienamente nel sistema costituzionale” perché “c’è il disconoscimento di logiche e rapporti istituzionali, dell’autonomia della magistratura…. Questo rende tutto molto inquietante. Nel mondo occidentale non si è visto nulla di simile” e- continua Rodotà- “Malgrado tutto quello che sta accadendo, vedo che ci sono ancora anticorpi democratici nel Paese. Su temi veri, i cittadini firmano, si mobilitano”(Corriere.it, 04/08). La raccolta di firme (circa 240 mila finora) per scongiurare la modifica della Costituzione è una battaglia seria e fondamentale per la democrazia del nostro paese. Mica “siamo tutti puttane”.

Giacomo Salvini

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