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pubblicato: martedì, 7 gennaio, 2014

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Legge elettorale, lo strano modello spagnolo di Matteo Renzi

Legge elettorale, lo strano modello spagnolo di Matteo Renzi

Matteo Renzi ha presentato le sue proposte per la riforma della legge elettorale. Sono, per il momento, piuttosto generiche (nelle leggi elettorali il diavolo sta quasi sempre nei dettagli), ma qualche considerazione è già possibile farla. Anzitutto è evidente che si tratta di tre sistemi che mirano alla governabilità, con fortissime distorsioni in chiave maggioritaria. In effetti tutti e tre sembrano sistemi in grado di produrre maggioranze parlamentari forti anche con vittorie elettorali risicate. In questo articolo cercheremo di approfondire una di queste, la prima, che segue il modello spagnolo:

  1. Riforma sul modello della legge elettorale spagnola. Divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi). Ciascuna circoscrizione elegge un minimo di quattro e un massimo di cinque deputati. Soglia di sbarramento al 5%

Si tratta di una versione «dopata» in senso maggioritario della legge elettorale spagnola. È noto che questo sistema favorisce i grandi partiti: il PP di Rajoy, per esempio, ha il 53% dei seggi in Parlamento, nonostante abbia preso soltanto il 45% dei voti nelle elezioni del 2011. Ma nella sua versione originale questo sistema non sarebbe in grado di «compiere il miracolo» di dare una maggioranza assoluta ad un partito con meno del 40% dei voti, com’è prevedibile che succeda in un sistema ormai tripolare come quello italiano.

Al di là del cospicuo premio di maggioranza del 15%, la cui costituzionalità rimane assai dubbia, specie dopo la sentenza dalla Corte Costituzionale di dicembre, ci sono nella proposta due elementi che rendono questo sistema ben diverso da quello spagnolo al quale si basa.

La prima è il numero di circoscrizioni, fissato in modo addirittura preciso: 118. La proposta non specifica come sarebbero delimitate queste circoscrizioni. Potrebbero essere create ex novo, oppure, come succede in Spagna -e come sembrerebbe indicare il numero proposto, vicino alle 110 province italiane- create su base provinciale, magari dividendo quelle più popolose. In questo caso però le differenze di popolazione tra di esse diventerebbe un serio problema. Roma conta più di 4 milioni di abitanti, mentre Isernia ne ha 87.000 e Ogliastra appena 57.000. Questo non costituisce un problema insormontabile per il sistema spagnolo: in effetti, Madrid (6,5 milioni di abitanti) e Barcellona (5,5 milioni) convivono con province ben più piccole come Ceuta (82.000) e Melilla (78.000). Nel sistema spagnolo però queste grosse differenze di popolazione vengono in gran parte compensate: Madrid elegge 36 deputati e Barcellona 31, mentre Ceuta e Melilla ne eleggono soltanto 1 a testa.

Legge elettorale, lo strano modello spagnolo di Matteo Renzi

La proposta di Renzi però fissa il numero di seggi in modo molto rigido: «un minimo di 4 e un massimo di 5». Questo significherebbe che per eleggere un deputato in una circoscrizione medio-grande (prendiamo per esempio, Catania, Bologna o Salerno, tutte e tre con circa 1 milione di abitanti), servirebbero ben più di 100.000 voti, mentre a Ogliastra potrebbero bastare poco più di 10.000 voti. Si tratta di scompensi territoriali enormi e con ogni probabilità incostituzionali.

La seconda possibilità, probabilmente l’unica percorribile, sarebbe quella di creare le circoscrizioni ex novo, con una popolazione omogenea. Sta di fatto che assegnare un numero così basso di seggi in ogni circoscrizione avrebbe come risultato una distorsione maggioritaria ben più forte rispetto al modello spagnolo originale, dove comunque le circoscrizioni grandi, con molti seggi in palio, introducono una certa proporzionalità nel risultato generale.

Non è comunque chiaro se nella proposta di Renzi la soglia di sbarramento del 5% sia da intendersi a livello circoscrizionale o nazionale. In Spagna è fissata al 3%, ma in ogni singola circoscrizione, non su scala nazionale. In questo caso sarebbe in realtà superfluo fissare una soglia di sbarramento, in quanto la soglia effettiva in una circoscrizione di soli 4-5 deputati si attesterebbe comunque sopra il 15%. In questo caso partiti con un buon radicamento regionale come la Lega o l’SVP avrebbero comunque buone possibilità di ottenere rappresentanza in Parlamento. Se invece la soglia di sbarramento del 5% proposta da Renzi è da intendersi a livello nazionale, è molto probabile che con i sondaggi attuali, e grazie alle distorsioni maggioritarie del sistema, avremmo un Parlamento di soli 3 partiti. Se questa dovesse essere la proposta adottata, vedremmo quasi sicuramente un rapido processo di concentrazione dei partiti, soprattutto a destra, dopo la fase di frammentazione dell’ultimo periodo. Il ritorno a casa di Alfano, e forse anche di Giorgia Meloni, sarebbe allora inevitabile.

 

Ton Vilalta

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25 Commenti

  1. Oreste Picari ha scritto:

    Mi piace la frase finale relativa al ritorno a casa di Alfano e Meloni: se per casa intendiamo la casa di residenza

  2. Domenico Di Giamberardino ha scritto:

    Non ne sono mai usciti si è trattato di un bluff

  3. _emmegi ha scritto:

    TVilalta non credo peró che le circoscrizioni siano le province

  4. TVilalta ha scritto:

    _emmegi No, in effetti se ci sono 4-5 seggi a circoscrizione sarebbe anche incostituzionale.

  5. _emmegi ha scritto:

    TVilalta boh, io prenderei i vecchi collegi uninominali che sono giá calcolati

  6. MarcoCucchini ha scritto:

    C’è un altro aspetto da sottolineare: nel modello spagnolo le liste sono bloccate, altra cosa che non piace alla Corte…

  7. kanciller ha scritto:

    TVilalta siguen teniendo el problema de la variación en la magnitud del distrito, totalmente

  8. kanciller ha scritto:

    TVilalta a ver si luego cuelgo lo que le dije a la de Il Matino (no veo link). 8-10 escaños por distrito con desbloqueo ayudaría

  9. arrosabanda ha scritto:

    kanciller TVilalta a partir de quants diputats per districte es considera més o menys proporcional?

  10. kanciller ha scritto:

    arrosabanda TVilalta el umbral que fijo es, aprox. el último en el que Hondt genera efecto mayoritario severo

  11. TVilalta ha scritto:

    arrosabanda kanciller A mi el jfalbertos em va dir que a partir de 7 ja comença a ser raonablement proporcional.

  12. arrosabanda ha scritto:

    TVilalta kanciller jfalbertos ok, diriem que 8, gràcies per la info reis, ja vos enllaçaré l’article-resultat demà 😉

  13. TVilalta ha scritto:

    kanciller No te has coscado, lo que quieren es una ley que produzca mayorias absolutas con un 35%, para no tener que pactar nunca mas.

  14. kanciller ha scritto:

    TVilalta “attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi)” ???

  15. TVilalta ha scritto:

    kanciller Pos eso.

  16. kanciller ha scritto:

    TVilalta es un sistema mayoritario de facto

  17. TVilalta ha scritto:

    kanciller Yep. Y las otras dos propuestas lo son aun mas http://t.co/6Xip6PkvwX (la tercera es casi surreal).

  18. jfalbertos ha scritto:

    arrosabanda TVilalta kanciller pot ahi anda, pero depende de cuántos partidos compiten y cómo de grandes son.

  19. kanciller ha scritto:

    jfalbertos arrosabanda TVilalta umbral efectivo medio 2011. Prov 1-5 escaños -> 19.2% / Prov 6-9 escaños -> 9.8% / Prov +10 escaños -> 4%

  20. kanciller ha scritto:

    jfalbertos arrosabanda TVilalta lo que se suele llamar las tres españas electorales. El 60% de nuestos escaños en las dos primeras

  21. DaveVitto ha scritto:

    TVilalta lavoceinfo matteorenzi a)incostituzionale se ci sono scompensi di pop (in Sp c’è x motivi storici) b)jerrymandering

  22. TVilalta ha scritto:

    DaveVitto lavoceinfo matteorenzi guarda che non lo difendo mica, ma è proprio pensato per creare maggioranze solide. Anche fin troppo.

  23. TVilalta ha scritto:

    DaveVitto lavoceinfo matteorenzi Il rischio gerrymandering poi c’era anche con i collegi uninominali.

  24. DaveVitto ha scritto:

    TVilalta lavoceinfo matteorenzi se deicidi di riscriverli (credo di sì:la legge del 93 ne ha meno dei num dei parl)serve molto tempo.

  25. TVilalta ha scritto:

    DaveVitto lavoceinfo matteorenzi Beh, volendo i vecchi collegi dell’uninominale potrebbero essere un buon punto di partenza…

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