De Magistris: “Sono in sintonia con Tsipras. Renzi? Il suo Pd è un’opportunità di cambiamento”

Pubblicato il 21 Febbraio 2014 alle 16:47 Autore: Giordano Giusti
corte dei conti dichiara fallimento comune di napoli

Italia dei Valori, Movimento Arancione, Rivoluzione Civile. Sembra non esser finito qui il peregrinare di Luigi De Magistris: al timone del Comune di Napoli dal 1° giugno 2011, l’ex magistrato è ora alla ricerca di una nuova identità politica. Si guarda intorno il sindaco, ma sempre nell’area del centrosinistra: due i nomi, e non serve un grandissimo sforzo di fantasia, a cui dedica massima attenzione. Matteo Renzi e Alexis Tsipras.

Partiamo dal primo: “Renzi mi piace, è un sindaco. E conosce i problemi veri del Paese” – dice De Magistris in un’intervista a ‘l’Espresso’ – “La sua vera, grande scommessa sarà il Sud. Qui sta nascendo una nuova classe dirigente forte, penso a Emiliano, penso a Orlando. C’è una rinnovata voglia di legalità e di rilancio. Se saprà capirla, sarà una svolta vera per l’Italia”. Il primo cittadino partenopeo prova poi ad offrire l’esempio della sua città al Presidente del Consiglio incaricato: “Non mi colloco, ma oggi il Pd di Renzi è una grande opportunità di cambiamento per tutti. E Napoli può essere un bel laboratorio per la nuova sinistra italiana”.

Poco meno di tre anni fa, De Magistris si rese protagonista di un successo elettorale sorprendente: 128.303 voti al primo turno (27,5%), ballottaggio insperato, preferenze raddoppiate al secondo turno (264mila voti, 65,3%) e vittoria. Un boom. Alle amministrative del 2011 lui a Napoli, Pisapia a Milano e Zedda a Cagliari riuscirono con le loro vittorie nell’impresa di dare nuova linfa al centrosinistra. Tre personalità fuori dagli schemi usuali; anche oggi De Magistris ribadisce il concetto e prova a farne un vanto: “Io non ho un partito, né vi aderisco. Il sindaco di Vienna, quando gli spiegai che non avevo riferimenti nella politica italiana, mi disse: ‘Certo, è Napoli il tuo partito’. Ed è così, proprio così”.

Ed ecco il riferimento a Tsipras, il condottiero greco venuto da fuori, il leader di Syriza candidato alla Presidenza della Commissione UE e sostenuto da ciò che rimane della sinistra radicale italiana: “Napoli è il centro della mia azione. Ma mi sento vicino a Tsipras. Mi sembra molto simile a quello che stiamo facendo qui”.

Chiuso il capitolo sul mondo della sinistra, De Magistris si dedica a Silvio Berlusconi. Si accendono i riflettori sul Cavaliere, e arriva il colpo di scena: “Non mi piace l’idea che un politico debba finire per via giudiziaria, perchè è una sconfitta della politica. Io non demonizzo Berlusconi, e critico chi lo fa” – ammette il sindaco di Napoli – “Bisogna avere un po’ più di cautela nel legittimarlo, così come nel denigrarlo: corriamo il rischio concreto di farne un martire. Ecco, forse in questo senso, Renzi una mano gliel’ha data”.




L'autore: Giordano Giusti

Giornalista pubblicista dal 2012, appassionato di calcio, politica e mondo dei media. Laureato in Comunicazione, su Twitter sono @GiordanoGiusti
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