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pubblicato: venerdì, 23 settembre, 2016

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Le Olimpiadi del 2024 non si terranno a Roma

Roma, Olimpiadi,Raggi, Malagò

“Nessuno di noi intende fare le Olimpiadi contro l’amministrazione comunale che deve ospitarle”. Il punto finale sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 lo mette in serata il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Ospite a Otto e Mezzo, il premier ha ribadito un concetto che era stato fatto filtrare nei giorni passati sui giornali: con il niet del Comune, non ci potrà essere nessun “piano B” a salvare la candidatura della capitale ai giochi olimpici. Renzi, comunque, si è definito “amareggiato” per la scelta presa e ufficializzata mercoledì dal Sindaco Virginia Raggi, non rinunciando ad un attacco diretto nei confronti dei 5 stelle: “E’ come se i avessero detto ‘non riusciamo a cambiare le cose’, perché se avessero voluto davvero cambiare avrebbero potuto dire che la gestione si poteva fare in un altro modo”.

Olimpiadi 2024, Malagò: nessun piano B, siamo amareggiati

Ieri, anche il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha escluso possibili percorsi alternativi per continuare a perorare la causa di Roma per i giochi. Al Foro Italico, dove si è tenuta la presentazione del logo di Euro 2020 (primo torneo calcistico che si terrà in diverse capitali europee, compresa Roma), Malagò ha definito la scelta di Raggi e della giunta romana “ingiusta e sbagliata” ma “ci adegueremo” perché “dal primo giorno ho sostenuto che un ‘piano B’ non è la strada giusta: non è corretto, non è elegante e credo sia una cosa non da fare e non lo faremo”. Alla presentazione era presente anche il Sindaco di Roma Raggi che solo mercoledì gli aveva dato buca all’incontro istituzionale fissato da tempo per parlare proprio di Olimpiadi. Malagò, dopo l’irritazione iniziale, ieri ha addirittura fatto il baciamano al Sindaco Raggi, forse come segno di distensione istituzionale. Come dire: andiamo avanti. “La mia è educazione – ha spiegato Malagò ai cronisti presenti –. Se mi aspettavo delle scuse dalla Raggi? Una donna non deve mai chiedere scusa”.

Olimpiadi 2024, la “speranza” di Montezemolo

Se al Comitato Olimpico e soprattutto a Palazzo Chigi stanno iniziando a metabolizzare la decisione (sul sito ufficiale roma2024.org è apparsa la dicitura: “E’ un no contro la speranza, il sogno, il lavoro e il futuro”), qualcuno continua a sognare l’ipotesi di una candidatura in extremis. Per esempio Luca Cordero di Montezemolo, Presidente del Comitato Roma 2024, che in un’intervista al Corriere della Sera dice che “la speranza è l’ultima a morire” pur ammettendo che “ormai è tardi” per una consultazione popolare, facendo casomai affidamento su un ripensamento della giunta Raggi perché “spero ancora che sulla logica di partito prevalga la voglia di cogliere una opportunità. Per Roma. Per l’Italia intera”.

Tutti i costi delle Olimpiadi

La scelta di dire “No” alle Olimpiadi a Roma tra otto anni è stata ufficializzata dal Sindaco mercoledì in conferenza stampa, sostenendo di “non aver mai cambiato idea” sull’argomento. Per la verità, nell’ultimo confronto elettorale con il suo sfidante del Partito Democratico, Roberto Giachetti, la Raggi aveva promesso una consultazione popolare sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi, ma poi non se n’è fatto nulla anche per la mancanza di volontà delle altre forze politiche che non hanno assecondato la proposta dei radicali di Riccardo Magi. “Sarebbe da irresponsabili – ha dichiarato il Sindaco capitolino –. Diciamo No alle Olimpiadi del mattone. Le Olimpiadi sono un assegno in bianco che firmano le città ospitanti: lo dice l’Università di Oxford in uno studio. Le Olimpiadi sono un sogno che diventa incubo. Non abbiamo dati di Rio ma abbiamo negli occhi le immagini degli abitanti di Rio”. Come abbiamo scritto ieri, il tema dei costi è uno dei più ricorrenti riguardo alle Olimpiadi nel mondo. Lo studio di Oxford, pubblicato all’inizio di luglio, mostra come dal 1960 ad oggi, tutte le edizioni dei giochi – estivi o invernali – hanno sempre sforato il budget iniziale previsto, spesso con ricadute molto forti sui contribuenti. Basti pensare alle Olimpiadi di Montreal (1976) che hanno sforato del 720% i costi previsti, Barcellona (1992, +266%) o Atlanta (1996, +151%). Sono questi i numeri che hanno influenzato maggiormente la scelta di Virginia Raggi. La formalizzazione della decisione presa avverrà a inizio prossima settimana quando il Consiglio Comunale dovrà votare una mozione sul ritiro ufficiale di Roma dalla candidatura.

@salvini_giacomo

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