pubblicato: lunedì, 5 Feb, 2018

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Elezioni 2018: intesa Berlusconi-Renzi? La Lega non ci sta

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Elezioni 2018: intesa Berlusconi-Renzi? La Lega non ci sta

“Se vinciamo il Centrodestra governerà non per cinque anni ma per 19”, sostiene un Matteo Salvini  speranzoso in vista delle imminenti elezioni 2018. Il punto è che, anche se la coalizione di centrodestra dovesse risultare vincente, non è detto che sarà così facile formare un governo. Un esecutivo che, soprattutto, riesca a riunire al suo interno tutte le sue “anime” (o gambe, che dir si voglia) e che riesca a rendere concreti quei punti programmatici che comunque, ad ora, non trovano lo stesso sostegno in tutte le componenti della coalizione.

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Elezioni 2018, i dubbi sul governo Berlusconi-Salvini

Soprattutto, sembrerebbe che questa coalizione di centrodestra – che comunque rimane la favorita nella maggior parte dei sondaggi – abbia al suo interno già alcune forti divergenze, più o meno “tacite”. Ciò significa che, anche se sulla carta Silvio Berlusconi sta costruendo l’alleanza forte con la Lega, non è detto che sia realmente interessato a costruire un esecutivo con il Carroccio e il suo presidente; anche a maggioranza raggiunta.

A sospettarlo  sono sia parlamentari uscenti della Lega che i nuovi volti del prossimo appuntamento elettorale. Il timore è quello che – soprattutto dopo il vertice di Malta e i colloqui di Berlusconi con la Merkel – quella con Salvini sia solo un’alleanza di facciata. Pronta ad essere rivista ad urne chiuse; d’altronde il segretario della Lega non piace a Bruxelles, né tanto meno alla Cancelliera tedesca. Inoltre, i due uomini del centrodestra divergono su molti punti fondamentali del programma; come la legge Fornero (di cui il leader di Forza Italia conserverebbe alcune parti, mentre Salvini ne vuole l’abolizione in toto); o la percentuale dell’aliquota unica per la flat tax (che Salvini vuole al 15%, mentre Berlusconi al 23% o al massimo al 20%). E anche sulle amicizie d’oltreoceano; Salvini ha grande stima del presidente americano Donald Trump e delle sue politiche, mentre Berlusconi è notoriamente più vicino al “blocco Ue”.

Stando a questa analisi di retroscena – e visti anche gli attacchi di Berlusconi mirati quasi esclusivamente al M5s e non al centrosinistra e al Pd – c’è il diffuso sospetto che l’alleato più papabile degli azzurri sarà l’altro Matteo, quello del Nazareno. E questo soprattutto per accontentare Bruxelles; ricordiamo infatti anche le voci su un accordo anti-Lega che sarebbe stato firmato da Berlusconi, voci smentite – ma con poca convinzione – solo da Antonio Tajani.

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