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pubblicato: martedì, 22 luglio, 2014

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Antonio Razzi show su Berlusconi: “mi paga e sono al suo guinzaglio”

Il solito, incontenibile, Antonio Razzi. Il senatore di Forza Italia – eletto con l’Italia dei Valori nel 2008 e poi passato al centrodestra alla fine del 2010 – interviene alla trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’ in onda su Radio 24 e, come al solito, si lascia andare ad uno show senza rivali, affrontando due temi a lui particolarmente cari: Silvio Berlusconi ed il Senato della Repubblica.

A PROPOSITO DI SILVIO – Antonio Razzi si lancia nell’elogio del fondatore di Forza Italia, già paragonato in passato a Gesù Cristo. Parlando del suo rapporto con Berlusconi, Razzi non nasconde nulla: “sono un fan, un suo dipendente, un fanatico. “Schiavo? Sì, anche schiavo. E’ lui il capo, è lui che mi paga e sono al suo guinzaglio”. E aggiunge: “io voto come dice Berlusconi. Lui dice quello che devo fare e lo faccio”.

razzi

RIFORMA DEL SENATO – Il riferimento diretto è alla riforma del Senato, un argomento su cui l’altro famoso transfugo del 2010, Domenico Scilipoli, ha annunciato di avere molte perplessità. Il consiglio di Antonio Razzi a quest’ultimo è tagliente ed ironico: “a Scilipoti dico ‘fatti i cazzi tuoi e vota con Berlusconi'”, con un evidente riferimento all’imitazione dello stesso Razzi portata in scena dal comico Maurizio Crozza. Sempre a proposito del Senato – già considerato in passato il “luogo dei veri saggi” – Razzi si lascia andare ad un’ironia provocatoria ed incontenibile: “qua ci starebbe proprio una bella casa chiusa. Ci sarebbe lavoro per tutti, in questo momento molto delicato”. Per Razzi ciò ‘stimolerebbe’ i consumi interni: “gli italiani in vacanza vanno all’estero a prostitute e spendono all’estero. E’ la prima esportazione di valuta”. Tornando più serio, Razzi contesta l’abolizione del Senato anche perché implica la cancellazione degli assistenti ai parlamentari: “Senza i senatori da eleggere Renzi sta levando mille posti di lavoro a giovani che assistono i senatori. Se se ne vanno i senatori, devono andare via anche loro. Proprio ora che c’è bisogno di posti di lavoro”.

Alessandro Genovesi

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