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Pizzarotti sull’inceneritore rischia una maxi multa da 180 milioni

Dall’ex sindaco Vignali ha ereditato un debito da 600 milioni di euro e un inceneritore quasi pronto. Fosse solo per la vita grama la giunta di Federico Pizzarotti potrebbe anche cavarsela. È il termvolaorizzatore di Ugozzolo che potrebbe rivelarsi un bagno di sangue finanziario per il Comune di Parma e una disfatta politica per l’amministrazione guidata dal Movimento 5 Stelle.

[ad]Entro il mese di dicembre 2012 la società Iren concluderà i lavori e sarà in grado di far partire l’incenerimento dei rifiuti. O il sindaco escogiterà un accordo con la multiutility oppure per i parmensi si tratterà – secondo le stime dei tecnici – di sopportare 44.000 metri cubi al giorno di fumi contenenti diossine e metalli.

La qualità dell’aria sarebbe minacciata, ma ancor di più la credibilità di Pizzarotti. A Ugozzolo non è in gioco soltanto uno degli impegni storici del grillismo, la lotta ai termovalorizzatori. Per Pizzarotti è questione di onore politico. La promessa più significativa della sua campagna elettorale è stata quella di bloccare l’apertura dell’impianto nella frazione parmense. Da rispettare nei primi sei mesi della nuova giunta.

Tentativi di rallentarne la realizzazione sembrano inefficaci. A poco è servita l’ordinanza di Pizzarotti, che vieta agli operai di lavorare nel cantiere la notte. Men che meno è praticabile la rescissione del contratto.

Il sindaco di Parma sa che questa opzione avrebbe una penale monstre da pagare: 180 milioni di euro. Per non lasciare nulla di intentato, però, ha già speso 16.000 euro per avere con sé il miglior consulente in Italia sulla materia: l’ingegner Paolo Rabitti.

inceneritore

Iren di far suo ha già dato dimostrazione negli scorsi mesi – almeno sul piano giuridico – di avere le carte in regola. Per un provvedimento di interruzione temporanea del cantiere stabilita dall’ex sindaco Pietro Vignali il Comune di Parma è stato condannato dalla giustizia amministrativa a pagare 28 milioni di euro di risarcimento. I conti della società, evidenza Il Fatto, sono in disordine e con un debito complessivo di 3 miliardi di euro il bisogno per Iren è di accedere quanto prima ai 40 milioni di euro di incentivi del decreto Romani, dando successivamente il forno in appalto a una società privata per monetizzare l’investimento.

I punti deboli di Iren lungi dal rallentare l’avvicinamento del termovalorizzatore contribuiscono a rendere sempre più forte il bisogno economico di rispettare il cronoprogramma, rendendo quella di Pizzarotti la battaglia nella politica locale più difficile da vincere nel 2012.

ultima modifica: venerdì, 3 Agosto 2012