Civati: #possibile non sfonda sulla rete

Si sa che Civati è tra i politici che più ha puntato e punta sulla rete, con il suo blog ciwati.it, il suo utilizzo di metafore prese dal mondo del web, l’uso dell’ashtag e del “2.0“, ancora prima di Renzi, con cui all’inizio era nato un sodalizio basato sia sul desiderio di rinnovamento nel PD, sia sul comune intendere la modernità e i nuovi mezzi di comunicazione. Mancava però un elemento importante, quello che porterà alla rottura, la consonanza sui contenuti: se all’inizio almeno da un punto di vista, diremmo, politologico, sembravano sia Civati che Renzi essere di campo liberal e riformista, poi le strade si sono divise, in particolare dopo il manifesto dei 100 punti di Renzi, piuttosto liberisti, e con le primarie 2012 in cui dopo mesi di dubbi, Civati annunciò l’appoggio a Bersani. Da lì i dialoghi con il movimento Occupy, le costanti critiche al modello economico liberale, all’appoggio del PD a Monti, il corteggiamento, non corrisposto, del mondo grillino, fino alla contestazione della scelta del governo di larghe intese con Letta. Da qui la sfida a Renzi alle primarie 2013, in cui arriva terzo, a poca distanza da Cuperlo, con il 14% circa.  Un buon risultato per un... View Article