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pubblicato: giovedì, 19 giugno, 2014

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Renzi sulle riforme costituzionali: “chiusura ad un passo”

renzi boschi

E’ dal periodo in cui la coalizione dell’Ulivo (1996-2001) guidava il paese, che non si vedeva una propensione così importante al cambiamento della Costituzione. Allora fu il Titolo V parte II (autonomie locali) ad essere modificato da parte del centro sinistra, per venire incontro al principio di sussidiarietà (molti parlamentari avevano avuto esperienze politiche negli enti locali). Adesso, invece, è il decisionismo di Matteo Renzi a spingere forte ed avanti. La Costituzione sarà modificata e qualora i partiti minori della maggioranza facessero ostruzionismo, allora il premier si potrà giocare la carta delle elezioni, forte del 40,8%.

renzi su riforme ad un passo da chiusura

E’ il Senato ad essere centro di discussione. In aula addirittura il 3 luglio – come deciso dalla conferenza dei capogruppo al Senato –, grazie ad un’improvvisa accelerata, purché i lavori in Commissione Affari Costituzionali siano conclusi. Un cambio di passo, quello sul ddl Renzi-Boschi, dovuto all’accordo raggiunto con la Lega Nord: Senato non più elettivo, che dà un peso maggiore alle Regioni (2/3 degli eletti) piuttosto che ai Comuni (1/3 degli eletti). Questo derivante dal fatto che è il centro sinistra a pesare di più nella ‘bilancia dei primi cittadini’. Per quel che riguarda le regioni, al contrario, il peso politico è più equilibrato. Entusiasta Calderoli: “il Senato non è più quel dopolavoro che era diventato: avrà un potere nel processo legislativo europeo anche nella fase ascendente, cioè in quella di formazione delle direttive. Tutti, inoltre, dovranno rispondere ai costi e fabbisogni standard”. Gongola Renzi che conferma ai suoi: “siamo ad un passo dalla chiusura” dell’accordo.

Ma alle riforme costituzionali è anche legato il destino, ovviamente, della legge elettorale. L’Italicum, nato dal ‘patto del Nazareno’ (Pd – Forza Italia), riportava il modo di selezione dei parlamentari al maggioritario. Tuttavia, in Parlamento, è nata una nuova asse: Movimento 5 Stelle Lega Nord. Entrambe convergerebbero sul modello spagnolo (proporzionale corretto).

La linea Pd-FI resta, comunque, la più stabile. Nonostante Berlusconi. Infatti l’ex premier si è presentato ieri a Montecitorio per presentare il ddl forzista sul presidenzialismo. “Inopportuno”, l’ha bollato immediatamente Renzi. Che ai suoi ha detto: “aprire la questione del presidenzialismo ora è intempestivo. Siamo a un passo dalla chiusura, è inutile infilarci in un dibattito su questo”. Secondo Renzi sono altre le riforme necessarie adesso, tanto più che “l’accordo politico è vicino” con FI. Prima, però, le consultazioni con gli altri partiti ed il face to face con Beppe Grillo. Rigorosamente in streaming, si intenda.

Daniele Errera


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4 comments
Nicola Sforza
Nicola Sforza

Coglionazzo... finirai per dare il colpo di grazia alla nostra povera Italia..

Guido Zaccaro
Guido Zaccaro

Beato lui sempre sorridente....sembra uno che non vive più in Italia...